12 settembre 2002 al 4LM

A.S. Oberoi

 

 In occasione del ritiro per la prima iniziazione, la sera del 12 settembre eravamo seduti con Sant Sadhu Ram Ji e cantavamo bhajan quando è arrivata una signora, che pareva intorno ai cinquantacinque anni di età, con il dolore e il dispiacere scritti sul volto. Lui le ha fatto cenno di accomodarsi. Si è seduta di fronte a tutti noi e dopo avere ascoltato i bhajan per un po’, ha incominciato a singhiozzare. Sadhu Ram Ji l’ha consolata e le ha chiesto: “Da dove vieni e perché stai piangendo?”.
     Ha risposto che era una discepola di Sant Ajaib Singh Maharaj, ha un figlio e una figlia che erano anche loro satsanghi. Suo marito era un buon meditatore ed era dipartito circa due anni fa. Il figlio aveva preso possesso della proprietà e del denaro che gli aveva lasciato e da allora aveva frequentato compagnie negative, era diventato un ubriacone e sotto l’influsso dell’alcool la maltrattava, la insultava, e a volte la picchiava con un bastone infliggendole ferite. Sua figlia è sposata in una famiglia di satsanghi, ma sono di carattere molto feroce, battagliero e difficile. Nonostante ne soddisfi le continue richieste di maggior denaro e cose mondane, la loro brama non è mai paga con il risultato che persuadono e fomentano spesso il loro figlio a trattare la moglie in modo negativo, a insultarla e a volte anche a picchiarla. “I nostri sforzi per tranquillizzarli, per soddisfarli e per sistemare la questione in modo amichevole non hanno avuto buon esito. Alcuni giorni fa mio figlio è andato a casa loro per parlare, le cose si sono inasprite a tal punto che dopo un battibecco violento e offensivo, è avvenuta una lite tra loro. Corrompendo la polizia hanno fatto causa contro di lui e lo hanno fatto pure arrestare. Dunque sono molto scombussolata, delusa e non so che fare. Tra l’altro soffro di vari disturbi gravi e non riesco nemmeno a camminare correttamente”.
    "Un fratello del sentiero che è al corrente di tutta la situazione e ti conosce per caso, mi ha detto che nell’assenza fisica dell’amato Sant Ji, anche lui non sapeva dove andare per trovare consiglio e aiuto, ma ha aggiunto che da quando aveva sentito che tu eri un buon meditatore e avevi accesso nell’intimo, sarebbe valsa la pena avvicinarti per sapere come agire”.
    Sadhu Ram Ji ha guardato la signora in modo piuttosto penetrante e le ha domandato se apparteneva a un determinato villaggio, le ha chiesto il nome del marito e così via. Quando ha risposto, l’ha interrogata per sapere se rammentava quello che era accaduto quando erano stati iniziati. Ricordava vagamente: “Baba Ji ci aveva avvisato che nella vita di ognuno si presentano le difficoltà grandi e piccole secondo i karma passati, ma uno deve affrontarle con pazienza e fede; il Naam da lui concesso quel giorno, ci avrebbe aiutato a rimanere calmi e a superarle”.
    Mentre richiamava alla mente questo avvenimento, ha guardato Sadhu Ram Ji con molta attenzione e ha detto che fortunatamente le era tornata la memoria, ricordava che anche lui era stato iniziato quello stesso giorno. Mentre lei e il marito avevano avuto un’esperienza minima, Sadhu Ram Ji aveva avuto un’esperienza elevata, e sentendosi molto contento al riguardo, Baba Ji lo aveva abbracciato e lo aveva fatto sedere molto vicino ai suoi piedi. Per giunta, gli disse che avrebbe dovuto combattere contro la mente con grande coraggio, ardore e, battendolo affettuosamente sulla spalla, aggiunse che il suo Satguru sarebbe stato sempre al suo fianco e avrebbe fatto in modo di fargli avere buon esito; sarebbe diventato pari a Lui. La cosa ha elettrizzato l’atmosfera e tutti noi siamo diventati più attenti e interessati alla conversazione.
    Rivolgendosi alla signora con grande amore, Sri Sadhu Ram Ji ha dichiarato che il suo Satguru, Baba Ajaib Singh Ji Maharaj, era la conoscenza e la saggezza totale. Aveva fatto loro capire il primissimo giorno che avevano un debito karmico pesantissimo da liquidare e che il Naam, da lui concesso quel giorno, li avrebbe aiutati ad affrontare con calma i momenti difficili. Purtroppo la situazione era così sfortunata e ironica che noi non abbiamo prestato dovuta attenzione alle parole del Satguru né abbiamo meditato secondo quanto Lui aveva consigliato con vigore per tutta la vita. Ha proseguito che dobbiamo capire con attenzione che ognuno di noi dovrà patire e affrontare in ogni caso “il karma del destino”, ma se lo facciamo di buon grado e con pazienza, allora il Guru sarà felice con noi e porgerà un aiuto maggiore del dovuto, un aiuto che porge sempre. Dobbiamo capire questo punto con attenzione e metterlo in pratica nel modo più vantaggioso per noi. Guardando quella signora in modo così saturo di amore e rispetto, e rivolgendosi a lei come Behan Ji (cara sorella), Sadhu Ram Ji ha affermato che quello che aveva sentito da lei, conteneva molti punti che riguardavano numerosi principi della Sant Mat. Voleva spiegarli singolarmente come guida per lei e per gli altri, che avrebbero gradito sapere a proposito dell’argomento:  

1) l’alcolismo di un iniziato: l’uso di liquori e di altri intossicanti è dannoso e negativo per ogni essere umano, ma quando riguarda l’iniziato di un Santo, comporta un debito karmico pesante, giacché viola il voto che lui ha fatto al Satguru al momento dell’iniziazione. L’intelletto e la comprensione di quella persona vengono influenzati in modo avverso, di conseguenza si abbandona ad insulti, maltrattamenti, e percosse. Il rimedio per questo è che tu gli fai vedere il nastro del Satsang di Baba Ji (se sei organizzata in tal modo a casa tua), o meglio ancora lo accompagni con persuasione ed amore in un luogo dove si tiene il Satsang e dove la gente si raduna nel ricordo del Satguru, Ajaib Singh Ji Maharaj. Il Satsang e l’ambiente impressioneranno il suo cuore, in un determinato momento o l’altro, e quella persona può ritornare sul sentiero del buon senso.

2) rispetto per i genitori: tutti i Santi e i saggi del mondo, indipendentemente dalle religioni in cui sono venuti, hanno insegnato che bisogna amare, rispettare e prendersi cura in modo appropriato dei genitori (in particolar modo della madre che ha dato nascita ai figli) e degli altri familiari. In caso contrario, non solo è sbagliato, bensì si tratta di una trasgressione al codice universale di moralità per tutti gli esseri umani. Se in qualche modo tuo figlio incomincia ad andare al Satsang, la sua attitudine migliorerà. Alcuni anziani, che lui rispetta, dovrebbero parlargli con gentilezza che impadronendosi della proprietà e del denaro del padre, si era impossessato al contempo anche delle sue responsabilità. Avrebbe dovuto assolverle propriamente (ossia prendersi cura della madre e della sorella, eccetera), soprattutto perché è un satsanghi del grande Guru, Baba Ajaib Singh Ji Maharaj.

3) una concezione avida: dovremmo capire che qualunque cosa otteniamo nella vita è completamente predestinata e non possiamo ottenere un centesimo in più, non importa quel che facciamo. Dunque perché avvilire noi stessi? Parla di questa questione a qualche satsanghi bravo e sensibile della zona e chiedigli di fare amorevolmente lo stesso con la famiglia dei parenti di tua figlia, di spiegare loro che essendo discepoli dello stesso Guru, dovremmo rapportarci in modo rispettoso sottolineando del tutto gli insegnamenti di Baba Ji e la natura traviata degli esseri umani. Occorre aggiungere che se tua figlia ha qualche debolezza oppure ha commesso qualche errore, bisognerebbe chiedere anche a lei di riconciliare gli stessi di buon grado. Con la grazia di Baba Ji, con l’umiltà e la modestia si spera che le cose migliorino. Non rapportatevi con loro con ira e cercando di imporvi; anzi, gioverà di sicuro autodefinirsi peccatori e assumersi la piena responsabilità per gli errori compiuti.

4) denuncia alla polizia e il tribunale: Maharaj Kirpal Ji soleva consigliare i suoi seguaci di non andare in tribunale, bensì di sistemare le controversie in una maniera amichevole. Arrivava perfino a dire che anche se per errore uno dovesse andare in tribunale a fare una denuncia, dovrebbe tornare indietro e ritirarla perché il Guru vigilerà i suoi interessi, se seguirà questo consiglio. Anche Baba Ji ci ha chiesto di essere uniti, amorevoli e rispettosi gli uni verso gli altri, e di condividere reciprocamente i momenti di felicità e di dolore. I satsanghi che parlano all’altra famiglia su altri punti, possono persuaderla e chiederle di ritirare la denuncia dal tribunale; altrimenti che cosa diranno e penseranno i non satsanghi a proposito del nostro Guru e di noi, suoi satsanghi? Questo può aiutare.

5) problemi fisici: riguardo ai disturbi fisici, per favore fatti curare da un buon medico e osserva le precauzioni, ma non dimenticare che stiamo soffrendo a causa del debito karmico e dobbiamo liquidare lo stesso, in questa stessa vita, e dovremmo farlo in modo paziente.

 

Dopo aver spiegato questi punti alla signora, Sri Sadhu Ram Ji ha guardato verso tutti noi e ha detto che la mente è talmente potente e astuta da fare dimenticare a noi, che siamo satsanghi da un certo periodo, quel che Baba Ji aveva cercato di farci capire attraverso il Satsang, i colloqui, le lettere per tutta la vita. La sua assenza fisica dai nostri occhi ha reso la nostra mente ancora più sfrontata, inducendola a pensare che chi la contesterà per tutti i suoi misfatti e atti negativi? Ma, miei cari, per favore prendete nota che quantunque l’amato Sant Ji sia molto dolce e flessibile, è duro come una roccia e non ci perdonerà, se non gli obbediamo. Quindi cerchiamo di capire che ognuno di noi dovrà rendere conto di tutto quello che dirà, parlerà o farà nelle questioni del mondo, come pure nelle questioni spirituali; questo si applica a ogni satsanghi, non importa quanto sia stato vicino o caro al Guru o quale posizione importante abbia occupato nella missione di Sant Ji, perché la legge si applica a ognuno in modo equanime; anzi quelli con una posizione più alta, hanno una responsabilità maggiore.
    La signora è apparsa felice e rilassata; ha esclamato che mentre Sri Sadhu Ram Ji parlava, ha visto il suo Guru, l’amato Baba Ji, parlare, elargire amore e a volte schernirla per non avere vissuto in base ai suoi ordini. Ha altresì ammesso che mentre riferiva la storia, non era stata molto veritiera poiché aveva cercato di nascondere i propri errori e gaffe, biasimando completamente gli altri, il che non era corretto. Chiedendo perdono a Sri Sadhu Ram Ji, ha detto che in base al suo consiglio, lei porterà avanti la questione con l’aiuto di altri satsanghi, ma ammetterà altresì i propri errori come pure quelli di sua figlia. Voleva anche il permesso di Sri Sadhu Ram Ji di venire a incontrarlo e Lui le ha risposto che era benvenuta, essendo sua sorella sulla Via, e ancor di più poiché era stata iniziata nello stesso giorno. In ogni caso avrebbe dovuto prendere nota che in futuro doveva parlare con Lui solo di meditazione, di Satsang e, a coronamento di tutto, dell’amore e della grazia di Baba Ji e non di problemi mondani, cosa che lei ha promesso di fare.
    Tutti noi abbiamo sentito di aver assistito a un Satsang completo e poderoso, di aver imparato su tanti piccoli punti  della vita.

 

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