A che serve la vita?

          Sant Ajaib Singh Ji

 

8 Giugno, 1977 - Boston

  

Non hai cantato le lodi di Dio, hai sciupato questa nascita; Nanak dice: O mente, ama Dio come il pesce ama l’acqua.

     Questo è il bani di Sri Guru Teg Bahadur Ji, il nono Guru dei Sikh. Sin dall’infanzia amava la Sant Mat (nota: era un iniziato del sesto Guru, Har Gobind). Scavò una caverna sottoterra a Baba Bakala e vi trascorse degli anni in meditazione. Quando Guru Hari Krishan, l’ottavo Guru dei Sikh, lasciò il corpo a Delhi, disse alla gente: “A Baba Bakala ci sarà qualcuno che vi guiderà”. Così ventidue pretendenti per la successione del Guru della famiglia Sodhi (nota: questa fu l’unica volta nella lunga storia della Sant Mat in cui la successione fu confinata ai membri di una famiglia, i Sodhi. Fu un dono concesso con una predizione infausta da Guru Amardas in risposta a una preghiera di sua figlia. Dal quarto al decimo i Guru dei Sikh erano tutti membri della famiglia Sodhi) andarono a Baba Bakala a costruirsi un gaddi o piattaforma.
     C’era un mercante chiamato Makkhan Shah Labana, che navigava su una nave svolgendo il proprio lavoro. Ma la nave fu attaccata da una tempesta e lui pregò: “Se c’è un perfetto sadhu del podio di Guru Nanak, dovrebbe salvarmi da questo pericolo. Se ciò accadrà, donerò al suo langar cinquecento monete”. Quando la nave fu salvata, andò a Delhi a chiedere del successore di Guru Nanak e la gente gli disse: “Il Potere sta operando a Baba Bakala”.
    Vi andò e vide i ventidue pretendenti con dei seguaci che li lodava. Erano diventati “maestri” grazie alla pressione dei gruppi che li seguivano. Fu molto sorpreso di vedere che ce n’erano ventidue. Volle metterli alla prova, così cominciò a dare ad ognuno di loro cinque monete. Dopo aver fatto ciò con ognuno dei ventidue pretendenti, chiese a due signore che stavano prendendo l’acqua: “C’è qualcun altro sadhu qua?”. Risposero: “Ce n’è uno, un pazzo, Tegha, che medita sottoterra; ma non uscirà”.
    Andò a trovarlo e gli offrì le stesse cinque monete, però Guru Teg Bahadur disse: “Mi hai promesso cinquecento monete e ora ne stai dando solo cinque”. Si tolse la kurta (camicia) e disse: “Guarda, ho preso tutto il peso di quella nave sul mio corpo e ho fatto molto lavoro per te, ma tu non stai mantenendo la promessa. Invece di cinquecento monete mi dai solo cinque monete”. Makkhan Shah riconobbe che lui era il vero Maestro, gridò dalla cima del tetto e agitò una bandiera dicendo: “Ora riconosco il Guru!  Ho trovato il Guru!”.
    Makkhan Shah voleva presentare la verità al mondo e quella sera portò fuori Guru Teg Bahadur per tenere il Satsang affinché la gente potesse riconoscerlo. Il più forte tra i ventidue pretendenti era un certo Dhir Mal, il quale non riusciva a tollerare la cosa poiché ne avrebbero risentito gli affari. Andò e sparò una pallottola a Guru Teg Bahadur. In quel luogo dove sparò c’è ancora un segno; ho visto quel posto con i miei occhi.
    Aveva così tanti nemici che dovette andar via da quel luogo. Andò ad Assam, formò un nuovo sangat e predicò il Naam. Poi si spostò a Bìhar nel Patna e più tardi ritornò ad Anandpur Sahib nel Punjab dove acquistò della terra e incominciò a predicare il Naam.
    A quel tempo in India il sovrano musulmano, Aurangzeb, era molto potente e obbligava tutta la popolazione ad accettare la sua religione. Abbatteva i templi, costruiva nuove moschee e in quel modo procurava molto dispiacere agli indù, che pregavano tutti i loro dei e dee anche se nessuno veniva in loro soccorso. Dopo aver messo alla prova tutti gli dei e le dee, andarono da Guru Teg Bahadur e lo implorarono di aiutarli. Il Guru disse ai pandit: “Se un grande Mahatma, se un grande Santo si sacrificherà, solo allora si salverà la religione”. A questo punto i pandit non ebbero nessuna risposta. Ma Gobind Singh, il figlio del Guru, che a quel tempo aveva nove anni esclamò: “Chi altro è un grande Santo se non tu?  Tu sei il Grande Santo!”. Allora Guru Teg Bahadur disse ai pandit di andare da Aurangzeb e di riferirgli: “Se riesci a far accettare la tua religione a Guru Teg Bahadur, anche tutto il popolo Indiano la accetterà”.
    Poi Guru Teg Bahadur stesso andò a Delhi insieme con tre discepoli: Bhai Matidas, Satidas e Bhai Dayala. L’imperatore gli disse: “O mi mostri un miracolo o accetti questa religione, oppure sii pronto a morire”. Guru Teg Bahadur disse: “I Santi non esibiscono mai miracoli”, e aggiunse: “Quando si avvicina la morte, a che serve cambiare la propria religione?”, non accettò nessuna condizione e preferì la morte.
    Venne rinchiuso in una prigione di ferro e davanti ai suoi occhi vennero torturati i discepoli. Bhai Dayala e Bhai Satidas furono bolliti in un grande contenitore. Poi fu detto a Bhai Matidas: “O lasci il tuo Maestro o anche tu sii pronto per morire”. Portarono una sega e minacciarono di tagliare a pezzi il corpo di Bhai Matidas, ma lui disse: “Questo non è un Guru che posso abbandonare poiché è Dio. Se volete essere più misericordiosi con me, per favore uccidetemi prima di qualunque altro”. E mentre Guru Teg Bahadur guardava, tagliarono il suo corpo in due parti.
    Un altro giorno Aurangzeb radunò tutta la gente di Delhi e di fronte a loro Guru Teg Bahadur venne decapitato. In quel momento la Natura era infelice e creò una tale tempesta che non si potevano perfino riconoscere l’un l’altro. Approfittando di ciò, Jivan Singh (un discepolo) prese la testa di Guru Teg Bahadur e la portò ad Anandpur Sahib. Lakkhi Banjara, che era pure un discepolo, prese il resto del corpo. Egli bruciò la propria casa poiché aveva paura che qualora avesse cremato il corpo del Maestro di fronte alla gente, Aurangzeb lo avrebbe tribolato, per cui bruciò la propria casa in modo da cremare il corpo del Maestro.
    Il bani che stiamo esaminando ora consiste di cinquantasette slokas o distici, scritti da Guru Teg Bahadur allorché fu imprigionato in quella prigione di ferro; li spedì a Guru Gobind Singh. In questo bani c’è un grande desiderio; ha scritto questo bani stupendo per aiutarci a distaccarci dal mondo. Dice: “Se non pratichiamo la devozione di Dio dopo aver ottenuto il corpo umano, la nostra nascita sarà sciupata”, e prosegue: “Come dobbiamo praticare la devozione di Dio? Un discepolo dovrebbe amare il Maestro come il pesce ama l’acqua”. Vedete, quando il pesce è separato dall’acqua muore; il discepolo dovrebbe avere lo stesso tipo di desiderio.

Perché sei avviluppato nel veleno dei piaceri mondani e non diventi triste verso il mondo neanche per un istante? 

Nanak dice: O mente, adora Dio, e la trappola di Yama non cadrà su di te.

     Ora Guru Teg Bahadur dice: “Perché sei avviluppato nei piaceri mondani? La tua mente non sarà mai soddisfatta godendo tutti i piaceri mondani. Se praticherai la devozione di Dio, non avrai nessuna paura di Yama, l’angelo della morte, il quale non verrà mai da te a tribolarti”. I Santi dicono: “Godendo i cinque piaceri mondani la tua mente non è soddisfatta”. Quando lo sarà? Oh caro fratello, caro amico, hai trascorso la vita godendo i cinque mali - lussuria, ira, orgoglio, attaccamento ed egoismo - eppure non sei soddisfatto. Quanto più ci vorrà per soddisfare la tua mente?”.  

La tua giovinezza se ne è andata e ora la vecchiaia ti ha sopraffatto.

Nanak dice: O mente, adora Dio – la vita sta svanendo.

     Guru Sahib dice: “Ora la tua giovinezza è scomparsa ed è giunta la vecchiaia, in questo modo tutto il tempo sta scemando eppure la tua mente non si rivolge a Dio”.  

Sei diventato vecchio e non sei consapevole; il Potere Negativo sta venendo per portarti via.

Nanak dice:O uomo sciocco, perché non adori Dio?

    Ora quando siamo bambini pensiamo che praticheremo la devozione nella vecchiaia mentre quando essa giunge, il Potere Negativo ci intrappola. Infatti nella vecchiaia non siamo neppure coscienti di noi stessi e, giunti in quello stato, vaghiamo da una parte all’altra come pazzi, la devozione a Dio è fuori discussione.
    Una volta un ragazzo stava facendo pratiche devozionali e un adulto gli chiese: “Perché pratichi la devozione di Dio ora?  Per te è il momento di mangiare e bere. La devozione è solo per i vecchi; tu sei giovane”. Replicò: “Ieri osservavo bruciare la legna e ho notato che i bastoni piccoli prendono fuoco prima di quelli grossi; ho paura che il Potere Negativo s’impossesserà di me nell’infanzia e non arriverò all’età matura. Chi sa cosa mi accadrà nella vecchiaia?”.
 

Ricchezza, moglie e proprietà, che hai considerato tue -

Nanak dice: Niente è tuo compagno, questa è la verità.

    Ora Guru Teg Bahadur dice: “In realtà vi sto dicendo questo fatto: voi dite, ‘questa è mia moglie, questo è mio marito, questa è la mia ricchezza, questo è mio’, però pensate con calma che quando viene la morte, c’è qualcuno o qualcosa che vi aiuterà?”. Come possono aiutarci quelli che non sanno da dove l’angelo della morte viene a prendere la nostra vita? Possono solo piangere per noi e portarci al cimitero, dopodiché non possono aiutarci. Guru Sahib dice: “È amico chi ci aiuta nelle crisi, è nostro amico chi aiuta la nostra anima laddove saranno sistemati i nostri conti”. 

Il Redentore dei caduti, il Soppressore della paura, il Signore amico degli orfani -

Nanak dice: Sappiate che vive sempre con voi.

       Ora Guru Sahib dice: “Il Naam non è solo la conoscenza delle Parole; il Naam libera anche i peccatori”. Inoltre ci affranchiamo dal pericolo dell’angelo della morte. Il Naam è il Potere che rimuove tutte le nostre paure, ci aiuta e ci protegge in questo mondo e anche nell’aldilà.
    Kabir Sahib dice: “Quando ottenni il Naam tutti i miei peccati furono bruciati via proprio come una scintilla di fuoco incenerisce un mucchio di fieno”. Quando meditiamo sul Naam, possiamo liberarci da tutti i peccati.
    Sehjo Bai dice: “Una volta commisi molti peccati, ma quando poi andai nel rifugio del Maestro furono tutti consumati in pochi istanti”. Dice: “Prima ero ignorante ed ecco perché ho commesso molti peccati; in quel modo ne avevo accumulati un grande numero nel mio conto. Ma quando sono entrata nel rifugio del mio Maestro, Lui li ha soppressi tutti; me ne ha liberato in pochi attimi”.
 

Non hai amato Colui Che ti ha dato corpo e ricchezza.

Nanak dice: O uomo sciocco, perché hai abbandonato la tua religione e moralità?

    Ora Guru Sahib dice: “Dio ti ha dato un corpo, ti ha dato la ricchezza e una casa in cui vivere però, dopo aver ottenuto e posseduto tutte queste cose, non ricordi Dio che ti ha mandato in questo mondo. Solo al momento della morte piangi e le lacrime scendono dagli occhi; ma non sei riconoscente a Dio che ti ha dato tutte queste cose”.  

Chi ti ha dato il corpo, la ricchezza, la prosperità, la felicità e le grandi case - Nanak dice: Ascolta, o mente!  Perché non ricordi Dio?

  Ora Guru Sahib dice: “Dio ha creato per te stupendamente il cielo e la terra per vivere e ti ha dato figli e figlie, ha prodotto per te parecchi tipi di cibi e frutti nel mondo! Pur avendo ottenuto tutte queste cose, non fai il Simran, non lo ricordi. Vuoi controllare tutte le cose del mondo e le consideri divise da Dio, non Lo ricordi”.  

Dio è il donatore di tutta la Felicità, non c’è nessun altro come Lui.

Nanak dice: Ascolta, o mente!  Si consegue la liberazione

facendo il suo Simran.

  Alla ricerca della felicità noi abbandoniamo la nostra terra, andiamo e ci stabiliamo in altri paesi; alla ricerca della pace e della felicità ce ne andiamo dalla terra per raggiungere la luna; alla ricerca della pace e della felicità costruiamo grandi bombe atomiche. Invece di ottenere pace e felicità creiamo inquietudine e diventiamo infelici. Un uomo può ottenere vera pace o vera felicità solo dopo aver raggiunto la sua vera casa. Ecco perché Guru Sahib dice: “Accadrà solo quel che Lui vorrà”. Le tue preoccupazioni non realizzeranno nulla.  

O amico, adora Colui ricordando il quale consegui la liberazione.

Nanak dice: Ascolta, o mente! La tua vita si abbrevia giornalmente.

  Guru Sahib dice: "”Dovremmo praticare la devozione di colui con la devozione del Quale la nostra anima può ottenere pace e noi possiamo ritornare alla nostra vera casa, possiamo liberarci dal ciclo di nascita e morte. Ora molto del vostro tempo è passato, ma con il rimanente praticate la devozione”.  

Sappi, o uomo intelligente che il corpo è composto di cinque elementi.

Nanak dice: Si riassorbirà donde è stato prodotto.

  Ora Guru Sahib dice: “Il corpo che vediamo è costituito di cinque elementi: terra, cielo, acqua, aria e fuoco. Tutti gli elementi sono nemici reciproci; lavorano insieme nel corpo solo a causa della Luce dello Shabd. Quando gli elementi vengono distrutti - la terra si dissolve nell’acqua, l’acqua è distrutta dal fuoco, il fuoco è assorbito nel cielo, il cielo perde la propria esistenza nella Maya, la Maya entra in Brahm e Brahm penetra nell’anima interiore dell’universo - in quel modo tutto questo mondo giunge ad una fine. Similmente, quando sopraggiunge la morte, il corpo va nel fango, anche l’acqua ritorna nell’acqua, l’aria va nell’aria e il fuoco distrugge questo fango. Ritorniamo da dove siamo venuti”.
    I Santi proclamano questo: Dio è onnipervadente.

Nanak dice: Adoralo, o mente, e così attraverserai l’oceano della vita.

  Ora Guru Sahib dice: “Il Dio di cui stiamo parlando, con la cui devozione vi unite a Lui, non risiede in nessun oceano, né risiede sulla cima di qualche montagna; risiede dentro tutti voi”. Dimentichiamo questo punto, che cosa facciamo? Teniamo puri i luoghi - i templi, le moschee, le chiese - che costruiamo con le nostre mani. Non entriamo nemmeno con le scarpe in quei luoghi e  non facciamo nessuna cattiva azione. Ma che cosa facciamo al vero tempio fatto da Dio stesso e nel quale Dio stesso risiede?  Ci mettiamo carne, vino, tutte le altre cose e commettiamo misfatti. Adesso pensate, se noi stessi non siamo disposti a sedere in un luogo sporco e nemmeno un cane lo fa, come può Dio puro ed elevato manifestarsi nella gente che mangia carne e beve vino?
    I Santi e i Mahatma vengono nel mondo solo per dare la conoscenza di questo fatto: Dio risiede dentro tutti voi. Kabir Sahib dice: “Come c’è olio nei semi e fuoco nella pietra, allo stesso modo Dio è dentro di voi”.Dovremmo realizzarlo se possibile eppure qual è la nostra condizione?  Kabir Sahib dice: “La cosa smarrita si trova da qualche parte e tu la cerchi altrove. In quel modo non puoi trovarla”. Considerate che se perdiamo qualcosa in America e andiamo in India a cercarla, non possiamo trovarla non importa quanto amore o devozione o sforzo ci mettiamo. Dobbiamo cercare nel luogo dove è smarrita.
    Pertanto Kabir Sahib dice: “Fatti aiutare da quella persona che conosce il segreto. Coloro che hanno esperienza, che hanno viaggiato su quel Sentiero e lo hanno praticato, ci aiutano a fare la stessa cosa”.
    I Mahatma spiegano anche come l’anima è coperta dalla mente e come la mente è coperta dalla Maya. Spiegano che la mente è indifesa a causa dei sensi e che lo è altrettanto l’anima essendo controllata dalla mente; ci dicono come dobbiamo rimuovere questa copertura. I Santi e i Mahatma ci parlano di ogni cosa molto attentamente. Ci dicono come con l’aiuto del Simran dobbiamo innalzare l’attenzione e unirla allo Shabd Naam, come dobbiamo rimuovere tutte queste coperture.  

Chi non è toccato dal dolore e dalla felicità, né l’orgoglio, l’attaccamento e la superbia possono nuocergli -

Nanak dice: Ascolta, o mente, Egli è l’immagine di Dio.

  Ora Guru Sahib dice: “Chi è il Beneamato di Dio?  Chi non é infelice nel dolore e non si rallegra nella felicità. Solo lui è un gyani”.
    Tre persone andarono a vedere una famosa Santa musulmana chiamata Rabia Basri, ed ella domandò loro di dire qualcosa sul volere di Dio. La prima persona disse: “Dovremmo accettare qualunque cosa provenga dal volere di Dio”, ma lei rispose: “No, in questo c’è una traccia di egoismo”. La seconda persona dichiarò: “Dovremmo accettare con gioia qualsiasi cosa venga nel volere di Dio, qualsiasi dolore”, ma Rabia Basri disse: “Anche tu hai qualche traccia di egoismo; anche tu sei un egotista”. E la terza persona disse: “Un discepolo dovrebbe accettare senza nessuna esitazione qualunque cosa avvenga nel volere di Dio, che sia dolore o felicità”, ma lei affermò: “Anche tu hai qualche traccia di egoismo”. Tutti dissero: “D’accordo, parlaci tu allora!”. Rabia disse: “Qualsiasi cosa venga nel volere di Dio, che sia dolore o felicità, un discepolo non dovrebbe neppure sapere se era felice nella felicità mandata da Dio o infelice nel dolore dato da Dio”.  

Colui per il quale la lode e la critica, l’oro e il ferro sono simili -

Nanak dice: Ascolta, o mente!  Consideralo liberato.

   Ora Guru Sahib dice: “I Santi e i Mahatma non si preoccupano né del nome, della fama né hanno paura della critica. Per loro l’oro e il fango sono simili”, e aggiunge: “Non considerateli liberati dopo che lasciano il corpo, sono già liberati. Loro possiedono la volontà; possono lasciare questo mondo quando vogliono”.
    Una volta alcune persone chiesero al Maestro Sawan Singh: “È scritto nel tuo oroscopo che vivrai fino a cento anni, è vero?”. Il Maestro Sawan Singh replicò: “È vero, ma sarà possibile solo se mi permetterete di meditare e di fare il mio lavoro seduto in un luogo senza che mi disturbiate con i vostri problemi mondani. In caso contrario posso andarmene prima”. Lui morì dieci anni prima.  

Colui per il quale la gioia e il dolore non fanno nessuna differenza, l’amico e il nemico sono simili - Nanak dice: Ascolta, o mente! Consideralo liberato.

    Ora Guru Sahib dice: “Chi non è invidioso, non si cura della lode o della posizione altrui, chi non vuole impedire agli altri d’essere lodati e non si incollerisce con quelli che sono molto famosi, chi non è invidioso del nome e della fama altrui, chi ha queste qualità è l’amato di Dio. È il devoto di Dio solo chi ha tutte queste cose; chi prova invidia per gli altri, non è l’amato dì Dio. Per queste persone sia il nemico sia l’amico sono simili, sono liberi già in vita”.
    Quando Bhai Matidas, il discepolo del Mahatma di cui stiamo leggendo il bani, stava per essere torturato, disse al suo Maestro: “Se mi dai l’ordine, posso radere al suolo la città di Delhi”. Ma Guru Teg Bahadur disse: “Guarda nei miei occhi”, al che il Maestro stese un velo affinché non potesse utilizzare i poteri soprannaturali che aveva; non voleva che sciupasse tutta la sua meditazione.  

Colui che non spaventa gli altri, e non ha paura degli altri - Nanak dice: Ascolta, o mente!  Lui è il fortunato.

    Adesso Guru Sahib dice: “Benedetta è quella jiva o anima che ha distolto la mente dai piaceri mondani e ha amato la devozione di Dio, ha praticato la devozione di Dio. Dio è molto misericordioso con lei”.  

Colui che ha abbandonato la Maya, l’attaccamento ed è divenuto triste verso le cose mondane -

Nanak dice: Ascolta, o mente!  Brahm dimora in Lui.

    Ora Guru Sahib dice: “Chi ha allontanato la mente dalla Maya e, dopo essersi innalzato oltre il limite della Maya, ha assorbito l’anima nella Superanima, Dio… dovreste capire che in un tale luogo Dio è manifesto e in quel luogo Dio risiede”.  

Colui che ha abbandonato l’egoismo e ha conosciuto il Creatore, Nanak dice:O mente, Lui è il liberato, considera questo vero.

    Ora Guru Sahib dice: “Quelli che hanno bandito l’egoismo dal cuore”,  poiché l’egoismo, vedete, è un grande ostacolo, “quelli che hanno eliminato l’egoismo dal cuore, hanno raggiunto la porta della liberazione e sono liberati”. Che cos’è l’egoismo?  Egoismo è quando pensiamo sempre: “Questo è il mio paese, la mia comunità, la mia religione; sono erudito, sono un uomo intellettuale”, tutto questo è egoismo. Ma se abbiamo questa malattia dentro di noi, anche la medicina è dentro di noi. Guru Sahib dice: “Senza dubbio è una malattia incurabile, ma esiste una medicina”. Quando Dio elargisce la grazia alle anime, esse vanno nel rifugio del Mahatma e allora il Mahatma dà loro il Naam, le fa meditare sul Naam, ecco la medicina per quella malattia.  

Il distruttore della paura, il soppressore dei pensieri indegni è il Naam di Dio in quest’Età del Ferro.

Nanak dice: Colui che ripete il Naam giornalmente, ha successo in tutti i suoi lavori.

    Guru Sahib dice: “Tutte le età hanno la loro religione, e nel Kali Yuga o Età del Ferro si raggiunge la liberazione solo meditando sul Naam. Se vogliamo essere liberi dalla paura della nascita e della morte, se vogliamo essere liberi dalla paura dell’angelo della morte, dovremmo praticare la meditazione del Naam”.
    Guru Arjan Sahib dice: “Il Kalyuga è venuto, il Kalyuga è venuto; semina il Naam, semina il Naam," poiché non esiste altra via di emancipazione o liberazione eccetto il Naam.
    Anche Swami Ji Maharaj dice: “In quest’Età del Ferro non ci sono riti e cerimonie che possano portarci alla liberazione eccetto la meditazione sul Naam”.
    Bhagat Ravi Das Ji Maharaj dice: “Nell’Età dell’Oro, dell’Argento e del Rame ci furono varie religioni e vie di emancipazione; ma nell’Età del Ferro la meditazione sul Naam è l’unica via per la liberazione dell’anima”.  

Con la lingua canta le lodi di Dio, con le orecchie ascolta il Naam -

Nanak dice: Ascolta, o mente!  Questo è il modo per evitare la casa di Yama.

    Ora Guru Sahib dice: “Che cosa dovreste fare? Fate il Simran con la lingua e con le orecchie ascoltate il Suono che proviene da Sach Khand e risuona nella vostra fronte”. In quel modo saremo liberi dalla paura dell’angelo della morte e ritorneremo alla nostra vera casa, Sach Khand.
    Mahatma Brahmanand dice: “Hai la lingua, e i Santi e i Maestri ti hanno dato il Simran senza sottrarti nulla, che aspetti? Perché non fai il Simran?”.  

Colui che abbandona l’attaccamento, l’orgoglio, l’amore per sé stesso e l’egoismo -

Nanak dice, Lui stesso ottiene la liberazione e libera anche gli altri.

    Ora Guru Sahib dice: “Coloro che abbandonano l’attaccamento di questo mondo, coloro che abbandonano la lussuria, l’ira, l’orgoglio e l’egoismo del mondo, senza dubbio saranno liberati ma al tempo stesso possono liberare milioni di altri”.
    Kabir Sahib dice: “Se si custodisce l’amore per Dio come all’inizio, com’era il primissimo giorno, se si mantiene quello stesso amore per tutta la vita, qual è il problema della liberazione? Una tale persona può liberare miliardi di altre anime dando loro l’iniziazione al Naam”.  

Considera questo mondo come un sogno, una commedia.

Nanak dice: Niente è reale in esso, eccetto Dio.

    Ora Guru Sahib paragona questo mondo a un sogno. Proprio come in un sogno ci sembra che sia vero ma, una volta finito, non rimane niente, allo stesso modo anche nel mondo, dopo aver terminato la vita, non rimane nulla. Il sogno di una notte dura cinque o sette minuti oppure una o due ore mentre il sogno di questa vita dura vent’anni, trent’anni, sessant’anni. Guru Sahib dice: “Siamo attaccati al sogno ed ecco perché non pratichiamo la devozione. Trascorriamo sempre il nostro tempo in tutti i perseguimenti mondani e quindi non troviamo tempo per la meditazione”.  

Giornalmente, per amore della Maya, l’uomo dimentica la sua moralità.

Nanak dice: Tra miliardi soltanto pochi ricordano Dio.

    Ora Guru Sahib descrive la condizione delle persone mondane. Dice: “La gente mondana vaga sempre, giorno e notte, per raccogliere la ricchezza del mondo. Solo uno tra milioni e miliardi, solo uno tra tutto questo grande numero è attaccato a Dio e vuole Dio”.  

Come le bolle nell’acqua vanno e vengono continuamente,

Così è in questa creazione, dice Nanak, ascolta, amico.

    Ora Guru Sahib descrive la condizione di questo mondo come una bolla d’acqua. Come una bolla si espande e, dopo pochi istanti, scoppia e si unisce di nuovo all’acqua, allo stesso modo anche questo mondo si espande per un momento e dopo un po’ anch’esso è distrutto.  

L’uomo non è cosciente di nulla, essendo cieco nell’intossicazione della Maya.

Nanak dice: Senza la meditazione di Dio si è presi nella trappola di Yama.

 

     Ora Guru Sahib dice: “Abbiamo dimenticato Dio e siamo intossicati con la Maya, per giunta abbiamo l’intossicazione del vino. Ma qual è la punizione per aver dimenticato Dio? L’angelo della morte verrà a prenderci, ecco la punizione per aver dimenticato Dio”.  

 

Colui che desidera per sempre la felicità dovrebbe prendere rifugio in Dio.

Nanak dice: Ascolta, o mente! Il corpo umano è prezioso.

    Ora Guru Sahib dice: “Se desideri la vera pace e la vera felicità, vai nel rifugio del Guru; ha buon esito solo quella persona che ha preso rifugio nel Maestro”.  

Coloro che corrono per amore della Maya sono sciocchi e ignoranti.

Nanak dice: Senza la meditazione di Dio la vita sta scorrendo inutilmente.

    Ora Guru Sahib dice: “Siamo sciocchi e attaccati poiché sprechiamo il nostro tempo accumulando Maya. Stiamo sciupando la nascita umana dato che vengono conteggiati solo quei momenti in cui pratichiamo la devozione di Dio”.  

Considera la Forma di Dio chi ripete il  Naam giorno e notte.

Non c’è nessuna differenza tra l’amato di Dio e Dio.

Nanak dice: Sappi che questo è vero.

    Ora Guru Sahib dice: “Veramente vi dico questa cosa: chi pratica sempre la meditazione di Dio, giorno e notte, chi è unito a Dio ed è assorbito in Dio, non c’è differenza tra Dio e lui”.
    Guru Gobind Singh Ji Maharaj dice: “Non c’è differenza fra Dio e il suo Amato, è proprio come la goccia d’acqua nell’oceano”.
    Guru Nanak Sahib dice: “Non c’è differenza tra Dio e l’amato di Dio. Nel guardare il suo corpo, non consideratelo diverso da Dio”. Se Dio fosse venuto a darci la conoscenza nel corpo di una mucca o un bufalo o qualsiasi altro animale, non saremmo riusciti a comprendere il suo linguaggio. Se fosse venuto nelle sembianze di un dio o dea o di uno spirito più elevato, non saremmo riusciti a vederlo. Solo l’uomo può insegnare all’uomo. Ecco perché, quando Dio dà la conoscenza a qualcuno, s’incarna in un uomo e poi insegna alla gente. Kabir Sahib dice: “Brahm parla attraverso il corpo. Anche Brahm come può parlare senza un corpo?”.  

La mente è intrappolata nella Maya, hai dimenticato il Naam di Dio.

Nanak dice: A che serve la vita senza la meditazione di Dio?

    Ora Guru Sahib dice: “La nostra mente è assorbita, avviluppata nella Maya e abbiamo dimenticato il Naam, per questo la nostra nascita umana non sarà conteggiata in alcun modo”.

   

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