La biografia


Parte seconda

L'incontro con Kirpal Singh

   

Quando Ajaib Singh fu congedato dall'esercito verso la fine del 1940, tornò a casa dai genitori per scoprire che avevano predisposto per lui il matrimonio e la successione della proprietà. Benché la tradizione della Sant Mat non proibisca entrambi (alcuni Maestri si sono sposati e hanno avuto proprietà, altri no: degli ultimi quattro Maestri, due - Sawan Singh e Kirpal Singh - si sposarono mentre gli altri due - Jaimal Singh e Ajaib Singh - no), egli non era propenso a sposarsi, né voleva alcuna proprietà. I genitori gli fecero notare che in caso di diniego l'eredità sarebbe stata divisa fra i parenti, cosa che loro non desideravano. Egli scelse un ragazzo illegittimo, un fuori casta del villaggio senza speranza e prospettive, e lo designò suo erede. Oggi è uno dei personaggi più importanti di quel villaggio.

In questo periodo visse coi genitori e lavorò come bracciante nei campi. Nell'anno 1950 o 1951 Baba Bishan Das andò da lui nel giardino di casa; aveva camminato quaranta chilometri per vederlo. Disse: “Ajaib Singh, sono molto contento di te; voglio darti qualcosa!”. Allora gli diede i primi due dei cinque Santi Nomi dicendogli che ne avrebbe ricevuti altri da Qualcuno che sarebbe andato da lui; poi gli trasferì tutti i  poteri tramite gli occhi. Il giorno dopo lasciò il corpo.

Ajaib Singh era l'unico iniziato di Bishan Das e il suo amore per il primo guru rimane forte tuttora. Dice: “Non mi saltò mai in mente che Bishan Das fosse inferiore ad un guru perché non aveva un largo seguito di discepoli. Vidi che aveva la verità e lo amai”. Il suo amore rimase costante e profondo a dispetto di ripulse, insulti e ripetuti rifiuti di dargli alcunché. Infine, Bishan Das ricompensò quell'amore concedendogli tutto quello che aveva. Dopo l'iniziazione Ajaib Singh continuò a vivere con la famiglia e a lavorare come bracciante nei campi, ma entro breve tempo in risposta ad ordini datigli interiormente da Bishan Das, si trasferì a Kunichuk nel Rajasthan settentrionale ove costruì un ashram nel mezzo del deserto. All'epoca del trasferimento era un luogo infausto: era molto remoto, l'acqua del canale che ha trasformato la faccia di quella parte dell'India non era ancora disponibile. Scavò uno stagno per trattenervi l'acqua piovana e per lungo tempo quella fu l'unica risorsa d'acqua (infine furono disponibili altre risorse). Seguendo gli ordini interiori costruì l'ashram e per venti anni lo fece funzionare come tale e come fattoria: non solo il raccolto provvedeva il necessario al langar (la cucina libera), ma una gran parte era venduto per incassare denaro con cui provvedere ai bisogni dell'ashram e dei suoi risiedenti. Ajaib Singh diresse la fattoria e nel contempo coltivò assiduamente il dono che Bishan Das gli aveva dato. Trascorse molte ore in meditazione al punto che le persone di quella zona, coscienti dell'autenticità della sua devozione, incominciarono a chiamarlo spontaneamente “Sant Ji”, titolo con il quale è conosciuto dappertutto in quella parte dell'India (anche il Maestro Kirpal Singh lo chiamava “Sant Ji”). La gente prese ad andare all'ashram di Kunichuk per meditare, per stare con lui e fargli domande; molti degli attuali iniziati incominciarono la loro relazione con lui in questo periodo. Frattanto Baba Sawan Singh aveva lasciato il corpo (nel 1948) e il suo amato discepolo gurumukh, Sant Kirpal Singh, aveva ricevuto l'incarico di dare il Naam e di riportare i figli di Dio al Padre. Tuttavia a Kirpal Singh fu impedito di portare avanti il lavoro alla Dera di Beas, l'ashram di Baba Sawan Singh, e dopo vari mesi di meditazione sull'Himalaya, iniziò ad adempiere gli ordini del Guru a Delhi con l'aiuto di un pugno di discepoli di Baba Sawan Singh. La cosa era ad ogni modo sconosciuta a molti discepoli del Maestro in luoghi remoti, incluso ad Ajaib Singh; quando a tempo debito, Sardar Charan Singh, il nipote di Sawan Singh, venne ad occupare il podio a Beas, Ajaib Singh andò a trovarlo per interrogarlo.

Sant Ji si è riferito alla sua relazione con Charan Singh in questo modo: “Non fui mai iniziato da Charan Singh, ma andai a trovarlo a Beas. Gli chiesi se era competente per guidarmi oltre nei piani interiori, al che rispose che per quanto riguardava il fatto di guidarmi interiormente non era competente, la sua missione era di dare la teoria e i cinque Nomi. Apprezzai l'onestà di Charan Singh e, come risultato, mandai da lui centinaia di persone”.

      Quando il sottoscritto fece una domanda riguardo la natura della sua relazione con Charan Singh, egli rispose semplicemente: “Lo amavo”, ma disse che non aveva preso l'iniziazione da lui o da qualche altro guru a Beas.

Per molti anni Ajaib Singh continuò all'ashram di Kunichuk dirigendo la fattoria e progredendo sempre più interiormente. Mentre la sua reputazione di santità aumentava con il passar degli anni, sempre più gente andava da lui, ma non accettò nessun discepolo, né iniziò alcuno a qualsiasi livello. Sapeva che non era pronto per farlo. Infine le sue lunghe e profonde meditazioni portarono ricchi frutti e incominciò a vedere nell'intimo la forma radiante di Soami Ji Maharaj (antenato spirituale di Baba Sawan Singh e Baba Kirpal Singh), la cui faccia cambiò gradatamente in un'altra forma che non riconobbe. In seguito venne a sapere era quella di Kirpal Singh. Con le sue parole: “Nel 1966 Maharaj Kirpal Singh Ji si manifestò nella sua Forma radiante; un anno dopo venni a sapere dell'esistenza del Maestro che stava benedicendo le mie meditazioni e fui iniziato nel 1967”.

La profezia di Baba Sawan Singh si avverò quando nel corso del giro in Rajasthan del 1967, Kirpal Singh stette con Ajaib Singh all'ashram di Kunichuk. Egli fu iniziato a Sri Ganga Nagar, la vicina città principale di quel distretto. Vari resoconti di testimoni oculari convengono che Ajaib Singh fu iniziato in una stanza a parte, separato dalle circa cento persone riunite nel salone principale. Secondo un testimone, quando Ajaib Singh cercò di sedere sul pavimento ai suoi piedi, Sant Kirpal Singh lo fermò dicendo: “No, tu sei un santo”, e lo fece sedere sulla sedia. Il Maestro gli diede i rimanenti tre dei cinque Santi Nomi, lo guardò negli occhi e lo innalzò. Allorché qualcuno si lamentò perché il Maestro non dava ad Ajaib Singh nessuna istruzione teorica, Kirpal Singh rispose che non ne aveva bisogno. Da quel punto in poi Ajaib Singh fu completamente e totalmente devoto al Maestro e usò tutta la sua influenza e qualsiasi reputazione avesse in suo favore.

L'incontro di Sant Ji con Kirpal Singh fu indiscutibilmente la svolta decisiva e il fulcro della sua vita: tutto prima di quell'incontro aveva portato ad esso, e tutto dopo ne derivò. L'associazione con Baba Sawan Singh e l'iniziazione di Baba Bishan Das furono entrambi preliminari, come essi stessi dichiararono esplicitamente: la loro promessa fu adempiuta quando venne Kirpal. L'impatto che questo Santo maestoso ebbe su Ajaib Singh può essere giudicato dal numero e dalla qualità dei riferimenti a lui che si trovano nei discorsi, conversazioni e poesie. Come dice in molti punti e in vari modi: “Dio è venuto nella forma di un uomo”.

Quest'attitudine è conosciuta tecnicamente come Gurubhakti ed è in accordo non solo con la Sant Mat - il sistema esoterico insegnato da questi Maestri - ma con la tradizione mistica più alta in India e ovunque: i Vangeli sono basati su di essa. Il termine Satguru o Vero Maestro vuol dire proprio quello: “il Verbo fatto carne”, un essere umano che ha superato l'ego. È penetrato nel Verbo o il Potere di Dio - la sua essenza più riposta - al punto che è in grado di agire coscientemente a quel livello e di rendere possibile anche agli altri la stessa cosa. Il Verbo stesso, chiamato Naam (Nome) o Shabd (Corrente Sonora) dai Maestri, il Potere creativo di Dio che si manifesta come Luce e Suono, è il mezzo dell'ascesa. Una volta che un Maestro o Satguru, qualcuno che l'abbia fatto per sé stesso, mostri a un ricercatore come riottenere il contatto con il Verbo, egli può procedere da lì. (Il Verbo è già nostro, è l'essenza del nostro essere ma una volta perso contatto, abbiamo bisogno di aiuto per riottenerlo). È importante notare che l'essenza del Verbo datore di vita - l'essenza dell'Essenza - è amore: Dio è Amore secondo tutti i Maestri e la sua espressione, il Verbo o Naam, è pure Amore. Tale è pure l'essere umano che è la manifestazione di quell'espressione. Ecco il significato della Guru­bhakti e il punto principale dei Vangeli: l'amore per il Maestro vivente, il Verbo fatto carne del nostro tempo, ci rinsalda fermamente e in modo inamovibile con Quello che egli manifesta. Ha un grande potere liberatore.

 

 

 

 


   

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