prima parte
Kirpal Singh nacque il 6 febbraio 1894 a Sayyad Kasran nel Punjab (India). Una lunga ricerca di Dio lo condusse da molti sufi, yogi e mistici, ma egli rifiutò di accettare qualcuno come Guru fino a quando non ebbe prova diretta della sua competenza. Nel 1917 le sue preghiere per una manifestazione interiore di Dio ricevettero una risposta, in meditazione incominciò a vedere la forma luminosa di un uomo con la barba. Non riconobbe la forma, ma pensando fosse Guru Nanak, continuò a meditare. Nel 1924, mentre visitava il fiume Beas, fu indirizzato ad un ashram nelle vicinanze, e là nella persona di Baba Sawan Singh Ji incontrò sul piano fisico la stessa forma che aveva visto per sette anni nelle sue meditazioni. Fu iniziato il giorno seguente, e dedicò il resto della sua vita alla pratica del Surat Shabd Yoga, la disciplina spirituale insegnata da Baba Sawan Singh.
Si sposò molto giovane ed ebbe tre figli, mantenne sé stesso e la famiglia come impiegato nel governo indiano. Riuscì a farsi strada fino alla posizione più elevata disponibile ad un indiano, e si ritirò nel 1947 dopo essersi conquistato la stima e l'amore dei subordinati indiani così come quello dei superiori britannici.
Sedette ai piedi del suo Guru per ventiquattro anni, e subito si elevò molto profondamente nell'intimo. Agli inizi degli anni trenta, Baba Sawan Singh citava il suo nome a coloro che chiedevano se avesse qualche discepolo progredito; alla fine degli anni trenta gli era stato assegnato il compito di scrivere il Gurmat Siddhant, un classico spirituale in due volumi in lingua punjabi che fu pubblicato, a richiesta di Kirpal Singh, sotto il nome di Baba Sawan Singh. Nel 1939 gli fu chiesto dal Maestro di iniziare duecentocinquanta persone durante la regolare iniziazione mensile – un onore senza precedenti per qualsiasi discepolo di Sawan Singh – ed uno dei modi tradizionali attraverso il quale il Maestro indica il proprio successore. Durante gli anni trenta e quaranta tenne regolarmente il Satsang a Lahore e Amritsar, spesso dava discorsi mentre il Maestro gli sedeva accanto; come egli stesso soleva dire: “Io parlavo al mio Maestro e le persone gioivano!”. Infatti, egli stava tenendo il Satsang il 2 aprile del 1948 alla Dera Baba Jaimal Singh – l’ashram del suo Guru a Beas – quando giunse la notizia che Baba Sawan Singh era morto. Appena il giorno precedente egli aveva ricevuto il trasferimento del potere spirituale attraverso gli occhi, cosa che conferma e rende possibile la continuità del potere da un polo umano ad un altro. Precedentemente, il 12 ottobre 1947, il Maestro gli aveva rivelato che sarebbe stato il successore. A quel tempo aveva implorato Sawan Singh di rimanere nella forma fisica e di dare semplicemente ordini a suo piacimento; ma la preghiera non fu ascoltata e ci lasciò. Col cuore addolorato egli partì per Rishikesh nelle montagne dell’Himalaya con tre intimi discepoli e trascorse i successivi cinque mesi in uno stato pressoché continuo di samadhi o assorbimento in Dio.
Durante questo periodo adottò il modo tradizionale di vita di un sadhu o rinunciante togliendosi il turbante, lasciandosi liberi i capelli (secondo il costume sikh, non tagliati fin dalla nascita) e indossando un semplice dhoti bianco. Fu a quel tempo che incontrò il Maharishi Raghuvacharya, allora novantenne, che divenne un suo intimo amico e discepolo. Il maharishi, che aveva accesso al piano astrale per mezzo delle pratiche austere dell’Ashtang Yoga che includono il pranayama, eccetera, riconobbe subito che c’era invero una grande anima, s’alzò dal circolo dei suoi discepoli in mezzo al quale sedeva e s’inchinò davanti a Kirpal Singh – dimostrando così la grandezza di ambedue. Kirpal Singh a sua volta trattò sempre Raghuvacharya con rispetto e deferenza, benché quest’ultimo liberamente dicesse a tutti che Kirpal Singh era il suo Guru. Raghuvacharya morì nel 1971 all’età di centoquindici anni; era un pundit o studioso di sanscrito come pure un grande yoghi, e vedere questi due giganti spirituali insieme era la visione di una vita.
Infine, avendo prosciugato la coppa dell’estasi spirituale ed essendosi unito col Padre, ricevette ordini dall’intimo: “Ritorna nel mondo e riporta a Me i miei figli”. Ritornato in un’India indipendente da poco tempo, ancora annaspante per lo shock della secessione del Pakistan e l’incredibile sofferenza che ne seguì, andò direttamente a Delhi, il centro in cui si stavano riversando i rifugiati del Punjab e incominciò il lavoro in quel posto. Nel 1951 costruì il Sawan Ashram verso la periferia della città e i Satsang erano seguiti da cinquemila o più anime. Il suo lavoro continuò a crescere con una continua espansione: nel 1955 fece il primo giro all’estero e trascorse vari mesi negli Stati Uniti ed in Europa. Fu la prima volta in cui un Santo della sua statura faceva visita all’Occidente e la prima volta in cui il Surat Shabd Yoga veniva spiegato da un Maestro autentico del sistema. Nel 1955 il riconoscimento della profondità e della rilevanza delle idee orientali, delle pratiche spirituali, che ora è così esteso, era appena agli albori; egli presentò questi profondi concetti con completa semplicità e chiarezza ad un pubblico poco familiare con il pensiero orientale. Come risultato di questo viaggio, centinaia di occidentali presero l’iniziazione e cominciarono a seguire il sentiero della Sant Mat. Sorsero piccoli centri di discepoli e furono autorizzati dei rappresentanti per dare le istruzioni dell’iniziazione ai nuovi ricercatori in sua assenza (previa la sua accettazione). Il numero di iniziati cominciò a crescere in modo regolare.
In India il lavoro continuò a crescere ad un ritmo frenetico poiché la reputazione del Maestro, come un sant’uomo che di fatto viveva secondo ciò che predicava e secondo quel che le scritture dicono, crebbe sempre di più e si estese. Nel 1957 fu eletto primo presidente della Fratellanza Mondiale delle Religioni, un incarico che tenne fino al 1971, quando, dopo quattro Conferenze Mondiali delle Religioni, abbandonò essendo diventato evidente che null’altro poteva essere compiuto in quella direzione. Nel 1962 gli fu conferito l’ordine di San Giovanni di Gerusalemme, Cavalieri di Malta, per il suo lavoro spirituale ed umanitario, il primo non-cristiano nella storia a ricevere questo onore. In questa occasione il Primo Ministro Nehru lo mandò a chiamare per offrirgli le sue congratulazioni personali; ebbero un lungo discorso ed iniziò così un legame non ufficiale, ma intimo, con i Primi Ministri dell’India. Egli dette consigli ad entrambi il Primo Ministro Shastri e Indira Gandhi in varie occasioni, ed essi contraccambiarono parlando a varie conferenze da lui presiedute.
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