L’amore ci attrae nella forma più nuova

Christopher McMahon  

 

parte terza

Dopo essersi ritirato nella sua stanza per alcuni minuti, Sadhu Ram era pronto per incominciare a servire di nuovo il sangat. Mentre lasciava la sala, ha dato il darshan a tutti quelli che aspettavano. In quel momento gli hanno presentato uno dei diletti indiani, Jit Singh, che era giunto da Singapore, e proprio sui due piedi Lui gli ha dato un Satsang per circa dieci minuti. Poi si è recato alla casa del signor Oberoi per riposare brevemente prima di ritornare a condurre il Satsang e i colloqui per gli occidentali.
    Pressappoco alle dieci e mezzo del mattino ha distribuito ancora una volta le acque donatrici di vita del Satsang e del darshan a tutti i presenti. Ad ogni incontro con Lui, il cuore rimane profondamente commosso dalla sua gentilezza, dolcezza, benevolenza e bellezza sublime. Tuttavia questa stessa esperienza è un dono concesso dal Maestro e non è sotto il controllo di nessuno dire di avere riconosciuto il perfetto Maestro o il suo figlio Gurumuk; fa tutto parte della volontà divina. È proprio possibile che due persone siedano nello stesso luogo e lo osservino nello stesso momento: una può esperimentare l’essenza di Ajaib diffondersi da Lui mentre l’altra può solo vedere un semplice contadino di bassa casta. È un mistero custodito dai Maestri stessi. Essi si rivelano oppure si occultano a chiunque gradiscano e non dipende da qualità stimabili all’esterno. Ancora e ancora abbiamo notato che i Maestri amano coloro i cui cuori li anelano e anelano soltanto loro. Forse dal punto di vista mondano tali anime non hanno assolutamente nulla a proprio favore e forse possono anche far parte delle frange esterne del sangat, tuttavia Lui è il conoscitore del cuore e guarda solo ciò che c’è nel nostro intimo, non le nostre personalità esterne.
    Dopo aver completato il Satsang si è ritirato nella sua stanza e ha iniziato i colloqui personali, che sono la consolazione e il patrimonio prezioso nella vita dei devoti. Proprio in queste sessioni individuali molti sono venuti a conoscere la serietà con cui Sadhu Ram desidera che ci consacriamo, senza indugio, alla meditazione rendendola l’assoluta priorità della nostra vita. Non è sicuramente interessato ad un’interazione esteriore con la maggior parte di noi, piuttosto desidera incoraggiarci a tralasciare la pigrizia e a volgere il cuore al Guru interiore. Quando noi (Suzanne ed io) siamo andati a vederlo, non ci ha chiesto nulla a proposito di chi fossimo, di che cosa avessimo fatto nella missione di Sant Ji, eccetera, piuttosto ha dato un Satsang poderoso di circa quindici minuti sulle manchevolezze, sulle concezioni erronee della mente e di come cambiarne la linea di condotta per farle praticare la devozione del Guru. Era proprio quello di cui c’era bisogno. In un certo modo uno può ammettere i propri errori, ma finché non fa dei passi veri e propri al riguardo, non serve a nulla. Sadhu Ram non voleva sentire di quanto fossimo dispiaciuti per non aver fatto quello che Sant Ji ci aveva chiesto, in ogni caso ci ha semplicemente chiesto di svegliarci e di progredire con serietà in meditazione. Lui non sarà felice fintanto che non intraprendiamo il compito che abbiamo ricevuto e dal suo punto di vista ha promesso di aiutarci in meditazione se diventiamo devoti al nostro vero lavoro. È stata una vera e propria “sveglia” e in seguito c’è voluto del tempo per assimilarla, tuttavia è stata una delle cose più importanti che siano accadute nelle nostre vite. Un vero amico è chi ci ragguaglia sulle nostre reticenze mentre al contempo ci dà una speranza sul fatto che queste tendenze negative possano essere corrette e si possa progredire con autenticità.
    Ritengo importantissimo rendersi conto sin dall’inizio che il lavoro affidato a Sadhu Ram è quello di ispirare la gente a meditare per davvero. Non gli interessano proprietà, ashram, programmi o qualunque aspetto esteriore della Sant Mat. Se qualcuno va da Lui sperando in un riconoscimento speciale o in un ruolo esaltato nel sangat, allora può rimanere deluso. Lui chiederà semplicemente quale vero progresso abbiamo compiuto. Se è stato fatto un vero progresso, richiamerà l’attenzione su come progredire oltre, e se non abbiamo fatto alcun progresso, evidenzierà gli errori e ci farà notare che dobbiamo stare sulle nostre gambe e che dobbiamo applicarci veramente a questo lavoro fattibile. In tal modo possiamo andarcene da questo mondo con una certa ricchezza sul nostro conto corrente spirituale, con un certo credito verso l’amato Maestro che ci ha iniziato.
    I colloqui sono proseguiti fino alle due di pomeriggio e ha riversato in modo copioso il suo amore a ognuno di noi. Poi il langar era pronto e tutti noi ci siamo riuniti insieme nel modo tradizionale indiano per partecipare alla distribuzione del cibo benedetto dal Maestro. È salito per le scale dove ogni cosa era pronta per servire il cibo. Tutti noi ci siamo seduti per terra allineati per farlo camminare in mezzo a noi e per ricevere il darshan radioso. È un sentimento così meraviglioso e confortante partecipare a simili eventi antichi.
    Non c’è nulla di più dolce che sedere per terra e guardare in alto nei suoi occhi mentre cammina in mezzo a noi. Con i bhajan che saturavano la stanza delle loro vibrazioni inebrianti, tutti noi abbiamo ricevuto questo dono di grazia e in seguito, dopo che lui ha benedetto tutto il cibo, abbiamo gustato questo pasto sacro, che aiuta alla grande a purificare i nostri corpi, le nostre menti per rendere la meditazione più facile e più proficua.
    Dopo pranzo siamo stati informati che tutti gli occidentali erano invitati a partecipare al programma pomeridiano di Sadhu Ram in altre zone di Delhi. Alle tre alcuni veicoli sono arrivati per condurci a varie località della città. Era particolarmente torrido e umido in quel momento della giornata, ma nelle nostre menti non c’era alcuna attenzione al riguardo se non quella di trascorrere quanto più tempo possibile nella sua compagnia e quindi tutti noi ci siamo imbarcati gioiosamente in questa nuova esperienza.
    La nostra prima fermata è stata in un negozietto a circa un’ora di distanza da dove soggiornavamo. Avevano cercato di rendere la stanza il più possibile gradevole con degli enormi ventilatori che soffiavano aria, ma in questo caso non c’era aria condizionata. Ad un certo punto l’elettricità è andata via e anche i ventilatori hanno smesso di funzionare, il caldo è diventato proprio intenso con oltre cento persone stipate nella stanza e dunque siamo dovuti uscire ed aspettare all’esterno dove era un pochino più fresco, c’erano trentadue gradi. Alcuni grandi alberi sopra di noi facevano ombra e soffiava una lieve brezza, quindi si stava abbastanza bene. Tutti noi eravamo felici e inebriati al pensiero gioioso di essere vicini al Maestro. Questo stesso pensiero è una specie di frescura irreperibile nel mondo con tutte le comodità moderne. È molto meglio stare vicino a Lui in qualunque tipo di circostanza piuttosto che avere tutte le comodità e i lussi della vita. Quando i ventilatori hanno smesso di funzionare, il nostro gagliardo sevadar, Sri Harvinder (l’incaricato dei video), che è un ingegnere meccanico, si è procurato dei cavi elettrici ed è riuscito ad agganciare i ventilatori ad una piccola centralina vicina.
    Nel giro di venti minuti i ventilatori funzionavano di nuovo. Tutti sono tornati dentro e hanno atteso l’arrivo di Sadhu Ram, che è arrivato quindici minuti più tardi e ha dato un altro meraviglioso Satsang. Dopo il Satsang è tornato alla macchina e non si trovavano più le sue scarpe. È rimasto semplicemente in piedi con uno sguardo così dolce e splendido, il quale rivelava che il Maestro gliele avrebbe fatte trovare a tempo debito. Uno degli amati, Ed Murphy (che è stato con Sadhu Ram in Rajasthan negli ultimi due mesi), gli ha offerto le sue scarpe con un gesto dolce, tenero. Sadhu Ram lo ha guardato con grande gentilezza, gratitudine negli occhi e ha detto a Ed: “Sono tue, non è vero?”, e ha fatto cenno a Ed di calzarle. Subito dopo sono ricomparse le scarpe e siamo andati al successivo Satsang.
    In questo modo Sadhu Ram ha visitato altre due case nel corso del pomeriggio. Ha dato un Satsang sotto una tenda e un altro all’interno di una casa privata. In ogni luogo ha visto alcune centinaia di indiani, oltre a noi, sebbene non abbia dato colloqui individuali. Ancora uno deve ricordare che tutti gli eventi descritti fino a questo punto sono avvenuti dalle sei e mezzo del mattino dopo aver guidato tutta la notte dal Rajasthan. A livello esteriore non so quanti esseri umani possano tollerare questo: va altresì ricordato che Sadhu Ram viene da una zona di estrema semplicità e di purezza incontaminata. La regione di Anupghar dove si trova il suo villaggio, è nel mezzo del deserto di Thar dove l’aria e l’acqua sono purissimi, in netto contrasto con l’ambiente affollato, congestionato e inquinato di Delhi, come lo è quello di tutte le grandi città. Ciò nonostante appariva fresco e meraviglioso in ogni luogo che ha visitato e senza ombra di dubbio ha portato conforto e consolazione a tutti coloro che hanno tratto beneficio dal suo darshan amorevole e dal Satsang.
    Gli eventi del pomeriggio sono conclusi allorché siamo tornati nel luogo dove stavamo alle otto di sera circa, ma il giorno era finito per quel che riguardava Sadhu Ram? Niente affatto. Ha preso alcuni minuti di riposo e poi siamo stati informati che era pronto per dare un altro Satsang. Intendo che solo in questo giorno Lui ha tenuto sei Satsang pubblici come pure numerosi colloqui privati. Nel vedere questo con i propri occhi, uno può capire quando un Santo meditatore dice che la sua unica missione è di servire il sangat. Non c’è mai stata alcuna attenzione nella sua mente per il proprio conforto personale, piuttosto il suo unico affanno era di distribuire le ricchezze del Guru a chiunque le richiedesse con umiltà.
    Ancora quando il Satsang è stato completato, ci siamo radunati per la cena che ha benedetto gentilmente con la sua presenza e benedizioni. Un giorno così felice e indimenticabile ha portato a tutti noi una nuova vita, una nuova speranza. Non avremmo mai potuto sognare che una tale cosa potesse accadere e che avessimo così tante opportunità di stare con Lui in un periodo tanto breve.
    Era come se ognuno Lo avesse avuto per sé per tutto il giorno. Ha dato, ha dato e ancora ha dato; si è accertato che fossimo accuditi e nutriti con tutto l’amore e le benedizioni che Sant Ji aveva riposto nel suo cuore.
    Il giorno dopo ci siamo alzati di buon mattino per la meditazione nella sala. Alle cinque e un quarto abbiamo cantato alcuni bhajan dato che Sadhu Ram doveva arrivare a breve per un programma speciale per i bambini in una stanza adiacente. Abbiamo fatto la nostra passeggiata mattutina nel giardino vicino e poi abbiamo bevuto una tazza di tè prima di rimetterci a sedere nella sala del Satsang. Alle sei è arrivato per cominciare il programma quotidiano. Per buona ventura mi è stato permesso di sedere nel Satsang dei bambini. Ho portato con me una piccola telecamera digitale e il signor Oberoi mi ha invitato gentilmente nella stanza per documentare l’evento.
    È stata una scena amorevole, innocente. Forse venti bambini indiani erano radunati ai suoi piedi a cantare bhajan con le mani giunte e con gli occhi inchiodati alla sua forma meravigliosa. I bambini hanno una relazione unica con il Santo poiché sono vicinissimi a Lui nella loro innocenza e purezza. È stata una scena da un altro piano di esistenza. I bambini indiani (la maggiore parte di loro appartenevano alla grande famiglia presso cui stavamo) avevano imparato i bhajan in un modo immacolato. Li hanno cantati con fervore e armonia, il che ha compiaciuto immensamente Sri Sadhu Ram Ji. Ha dato loro un Satsang speciale, era meraviglioso osservare. Ha espresso gli insegnamenti in un modo semplice utilizzando molti gesti delle mani, cosa che non gli avevo visto fare fino a quel momento.
    Dopo la sessione con i bambini è venuto di nuovo in mezzo a noi e ha dato un discorso ispiratore di meditazione, dopodiché ci ha fatto meditare per un’ora. Sedere con un vero meditatore per un’ora è un’altra parte importante dello sviluppo della ricettività. Tutte le altre attività nella sua compagnia sono orientate per osservarlo mentre fa determinate cose come dare il Satsang, distribuire parshad, cantare bhajan, benedire il langar, eccetera, ma la meditazione è la cosa che Lui vuole veramente che noi facciamo. Tutti gli altri doni divini che vengono elargiti esteriormente, mirano solo a ispirarci a fare quest’unico importante lavoro. In verità, i Santi vengono nel mondo solo perché possiamo vedere la forma della devozione vivente, che si muove in mezzo a noi, allo scopo di avere un’idea di ciò che dobbiamo diventare per progredire sul sentiero interiore nel silenzio dei nostri cuori.
    Dopo la meditazione ha dato ancora una volta il Satsang, ha benedetto il langar e poi ha cominciato i colloqui per tutti gli indiani che erano venuti a vederlo. Un numeroso gruppo di persone è riuscito in questo modo a gioire di questo flusso di grazia, elargito in modo torrenziale, che, di fatto, non si è mai fermato nel corso dell’intero programma e lo avvertiamo anche ora nelle nostre case.
    Adesso vorrei condividere alcune osservazioni sull’interazione tra Sadhu Ram e il nostro caro amico, signor Oberoi. Molti di voi avranno avuto opportunità di leggere i resoconti del signor Oberoi con Sadhu Ram. La loro lettura farà capire che era nella volontà del Maestro il fatto che il signor Oberoi e la sua famiglia abbiano scoperto questo grande mistico adepto affinché tutti noi ce ne avvantaggiassimo. È una grazia speciale e un privilegio. Non lo sto dicendo per elogiare alcuna persona, poiché tutte queste scelte sono fatte su un piano superiore e ogni Santo viene sicuramente con il proprio staf. Se qualcuno pensa che in virtù del suo servizio al Maestro nel passato, servirà di nuovo il successore nello stesso modo, allora forse rimarrà sorpreso di scoprire che raramente avviene così. Ma nel caso del signor Oberoi questo è accaduto in un modo meraviglioso.
    Vederli insieme comunica un certo diletto e riscalda il cuore. Il signor Oberoi è sempre a fianco di Sadhu Ram per aiutarlo a capire ogni cosa nuova, dove andare, eccetera, il che permette a Sadhu Ram di tenere nel corpo solo un minimo di attenzione, quanto è necessario. Se Lo si osserva, si realizza che questa è appunto la verità, che il Potere vivente in Lui viene usato, quanto basta, solo per le sue funzioni fisiche. Per la maggior parte Lui è assorbito interiormente e il pieno potere dello Shabd si esprime in modo considerevole attraverso gli occhi e la fronte.
    Dunque il signor Oberoi ha il dovere di accertarsi che si muova da un posto all’altro senza problemi. Spesso parla con Sadhu Ram con grande calma e intimità. Sadhu Ram china il capo per ascoltare con attenzione tutto quello che dice: a volte gli mette la mano sulle spalle con la massima tenerezza e gentilezza. A volte il braccio del signor Oberoi è attorno a Sri Sadhu Ram.
    Il signor Oberoi è ventidue anni più vecchio di Sadhu Ram e uno intravede nella loro relazione un amorevole figlio con il proprio venerabile padre. Sadhu Ram è talmente rispettoso dell’operato del signor Oberoi e coopera gioiosamente con Lui in tutte le questioni esterne.Va ovunque il signor Oberoi lo guidi. Il signor Oberoi, a sua volta, conosce e ama Sri Sadhu Ram con la massima profondità. Non c’è nulla di scontato né una dimostrazione superficiale di amore in quello che esiste tra di loro. Il signor Oberoi sa chi è Sadhu Ram, ossia il perfetto Santo meditatore e nel suo cuore è diventato un mendicante alla sua porta, ma sa anche che deve fare ogni cosa in suo potere per prendersi cura di Sadhu Ram nel modo migliore possibile affinché non debba portare la propria attenzione all’esterno nel mondo. In quel modo Lui può servire il sangat nel modo migliore. È sufficiente dire che nella loro interazione uno scorge una totale fiducia reciproca. E come se ci fosse una corda dorata d’amore tra di loro e ognuno sta facendo alla perfezione ciò che il Potere supremo gli ha assegnato, per lo meno questa è la mia esperienza. È veramente fantastico scorgere questo tipo di amore rispettoso e riverente, dato che è uno degli insegnamenti centrali della Sant Mat.
    La stessa cosa vale per i contadini che hanno accompagnato Sadhu Ram Ji dal Rajasthan. Sono persone con le quali Lui ha trascorso gran parte della propria vita. Di fatto ha lavorato come bracciante nelle loro fattorie per gran parte di questo tempo. Pur conducendo una vita tranquilla, semplice e umile come loro operaio, è riuscito a diventare il Re dei loro cuori. Lui li chiama i “panch pyare”, o i cinque diletti. Da trent’anni riconoscono in quest’uomo di bassa casta, che ha lavorato nelle loro fattorie, un meditatore devoto, ma solo negli ultimi tempi hanno incominciato a ravvisare la sua grandezza spirituale.
    Un giorno sono venuti nella stanza dove soggiornavamo per vedere l’incantevole sito web che Harvinder aveva costruito. Erano felicissimi di vedere il sito e sono stati sorpresissimi di sapere che Suzanne ed io parlavamo hindi. Abbiamo trascorso insieme dei momenti meravigliosi. Queste persone rurali sono magnifiche, sono totalmente sincere e non si danno affatto arie. Nel cuore sono molto semplici e puri sebbene siano adulti; si avverte un raro piacere nella loro compagnia.
    Costoro ci stavano dicendo che nei tempi passati solevano dormire insieme nella stessa stanza. Tutti andavano a dormire mentre Sadhu Ram sedeva per tutta la notte in meditazione. Ne erano ben al corrente, eppure non hanno mai pensato a quel che potesse significare. Poi negli ultimi mesi si è manifestato tutto il meraviglioso gioco divino e loro hanno incominciato a vedere che l’operaio salariato nelle loro fattorie era il perfetto Fachiro nel quale Sant Ji aveva riversato il proprio impulso di Vita. Ora sono sempre con Lui e fanno tutto il possibile per aiutarlo e per assisterlo nel suo lavoro. Ancora godono di quell’amicizia, frutto di una vita intima, vissuta insieme per anni, anche se adesso hanno una consapevolezza ben diversa sul fatto di chi è veramente questa grande anima.
    Sadhu Ram ha anche chiamato ai suoi piedi un occidentale, Ed Murphy. Ed ha avuto il raro privilegio di stare vicino a Sadhu Ram negli ultimi mesi. Lui (Sadhu Ram) ha aiutato Ed a capire il significato della meditazione ininterrotta per molte ore di fila. È assai evidente che Ed gli sta molto a cuore perché ha fatto veramente il lavoro che gli aveva chiesto. Prima del Satsang, della meditazione e dei bhajan, eccetera, i “panch pyare” ed Ed entrano e si siedono di fronte a Lui. Spesso chiede loro di cantare alcuni bhajan meravigliosi da sentire. Concede loro sguardi straordinari e stupendi, carichi di un amore tenero e di misericordia. Nel vedere questo, ci si rallegra e si è saturi di meraviglia.
    Un altro aspetto dello staf di Sadhu Ram era rappresentato dalla famiglia presso cui soggiornavamo. Dai bambini agli adulti, tutti lavorano come un unico corpo per servirci e per rendere comodo il nostro soggiorno. Lavorano in modo così silenzioso e competente! A nessuno di noi è mancato nulla. Uno dei membri della famiglia, Harvinder, ha compiuto il seva del sito web e ha filmato i video. Fa il lavoro molto silenziosamente dietro le quinte, uno si rende conto a mala pena della sua presenza. Il sito web è un grande lavoro di amore che ha aiutato molti di noi a renderci conto della grandezza e della gloria di Sadhu Ram Ji. Harvinder ci ha detto che recentemente ha parlato con Sadhu Ram del sito e gli ha chiesto per favore di informarlo qualora avesse commesso degli errori. Il commento di Sadhu Ram è stato convincente e significativo. Ha detto che dovrebbe essere cosciente che lui (Harvinder) non lo stava facendo, era il suo grande Guru, Baba Ajaib Singh Ji Maharaj, a fare ogni cosa.
    Credo che in questo possiamo scoprire tutto quello che abbiamo bisogno di sapere. Come ci ha detto amorevolmente Sadhu Ram: “Miei cari, se pensate che siate stati voi a venire in India per conto vostro, allora rimuovete gentilmente questo pensiero dalle vostre menti. È stato quel grande Potere a portarvi qua, nessun altro. E se pensate che io (Sadhu Ram) sia venuto qua da Anupgarh, allora anche questo è un errore. Lui solo sta operando dietro le quinte e sta facendo accadere ogni cosa, tutti noi siamo solo burattini nelle sue mani e Lui ci sta facendo fare tutte queste cose”.
    È sufficiente dire che non intendo elogiare nessuno menzionando alcune persone che circondano Sadhu Ram e formano parte dello staf che ha portato con sé da Sach Khand. Ogni persona svolge un ruolo importante in questo gioco divino dell’amore, tuttavia, in realtà, l’artefice di ogni cosa è solo quell’unico Potere. Nondimeno, se tutti noi ci amiamo e ci stimiamo a vicenda, allora qualunque cosa stiamo facendo o non facendo esteriormente, crea un legame particolare che rimarrà con noi non solo nel mondo, ma anche nell’aldilà. È molto, molto importante ad ogni passo della Via permettere alla Sua grandezza e gloria di rivelarsi in qualunque modo reputi opportuno, per amarci sempre di più e stimarci a vicenda. Uniti nel suo amore, Lui sarà compiaciuto. E al di sopra e oltre tutti i ruoli che chiunque di noi possa ricoprire esteriormente, c’è la necessità di aiutarci a vicenda a consacrare sempre più tempo alla meditazione: ecco dove la spiritualità ha libero sfogo, dove tutti i nostri cuori ricevono il nutrimento di cui hanno bisogno e dove riceviamo quella consapevolezza che Lui, e solo Lui, sta facendo ogni cosa.
    La routine del secondo giorno ha seguito un ciclo di Satsang, meditazione, benedizioni del langar e gli eventi precisi già accaduti prima. Nella sua volontà divina ancora una volta ci ha permesso di passare davanti a Lui per il darshan individuale. A mio parere questo è l’evento supremo del giorno, in quel momento Lui è nella piena Shabd Swaroop; nella calma e nel potere dei suoi occhi uno riesce a scorgere la gloria di Dio perfettamente manifesta.
    Quella sera dopo il Satsang Sadhu Ram ha annunciato che avrebbe visto tutti gli occidentali rimanenti che non erano riusciti ad avere i colloqui, come pure il sangat indiano che non era riuscito a incontrarlo precedentemente quel giorno. Suzanne ed io abbiamo deciso di rimanere fino alla fine di questo lavoro, e così siamo riusciti ad avere un altro darshan prezioso.
    Prima della partenza di Sadhu Ram altri occidentali hanno sentito lo stesso impulso. Sapevamo che tali momenti sono talmente rari nella vita e anche un solo sguardo amorevole di questo essere meraviglioso trasforma la vita.
    Alle dieci e mezzo, undici circa è uscito dalla stanza per tornare alla casa di Oberoi. Non c’erano molti di noi in quel momento che lo aspettavano. È passato tranquillamente attraverso la stanza e ha riempito i nostri cuori anelanti con amorevoli ondate di luce dall’Oceano dell’amore di Dio.
    Lo abbiamo seguito giù per gli scalini fino alla macchina e abbiamo avuto altri sguardi meravigliosi dai suoi occhi mentre si allontanava lentamente nella macchina.
    Che giornata! Un giorno nei giorni di tesori spirituali oltre ogni calcolo. Lui è stato clemente con noi oltre ogni aspettativa e ora è penetrato nei nostri cuori nella sua nuova forma in un modo tale che non sappiamo come fare senza di Lui. Ha scoccato le frecce dell’amore e sento che le nostre vite sono cambiate irrevocabilmente. Il suo darshan meraviglioso ha illuminato i nostri cuori e vivere senza di Lui sarà molto, molto difficile. So che dev’essere così poiché Lui vuole che noi andiamo veramente nell’intimo per scoprire il suo amore. Dunque viene sul piano fisico e incomincia a creare quella brama apparendo di fronte a noi nella forma incantevole e squisita del semplice, dolce Fachiro del Rajasthan.

 

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