Festival dell’amore – terza parte

Christopher McMahon  

 

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Il terzo giorno è cominciato in un modo estremamente propizio. Originariamente Sri Sadhu Ram non aveva intenzione di incominciare a dare l’iniziazione al Naam agli occidentali fino al ritiro di febbraio a Nuova Delhi, tuttavia nel programma attuale una diletta proveniente dall’estero ha richiesto con grande onestà che non indugiasse oltre e le concedesse questo dono ora. Udita la supplica dell’anima, le ha detto che aveva fatto un lungo viaggio dopo aver speso molti soldi e ha acconsentito di iniziare questo lavoro prima del previsto. Di conseguenza sono stati accettati per l’iniziazione dalla Nuova Zelanda, Italia, Sud America, Canada, Australi e Stati Uniti.
     Come prima Sri Sadhu Ram si è presentato al sangat alle sette circa del mattino per il darshan. Dopo aver elargito la sua illimitata grazia al sangat in generale, si è diretto nella stanza dove si sono radunati gli amati che volevano l’iniziazione e si è tenuta l’iniziazione della durata di due ore e mezzo. Con il passare degli anni tutti noi ci siamo resi conto di quale benedizione preziosa sia giungere sotto la misericordiosa protezione di un perfetto Maestro e dunque quando vediamo qualche cara anima che riceve questo dono, anche noi ne gioiamo per la sua buona ventura.  

“L’iniziazione ai principi di una nuova scienza non è qualcosa di formale o di puramente verbale. Il suo significato è ben più profondo di quanto si comprenda generalmente. Significa far penetrare un individuo nella vita stessa e nello spirito stesso dei principi che gli vengono esposti in teoria. Significa comunicare all’iniziato un impulso di Vita e impartirgli un’esperienza di prima mano della fonte della Vita. Dunque ha un duplice aspetto: teoretico come pure pratico… La spiritualità è la scienza dello spirito o dell’anima - un principio vivente, il respiro stesso della vita – di conseguenza un Adepto nella spiritualità deve impartire ad ogni iniziato una particella del proprio impulso di Vita (chiamato Jia Dan) prima che l’iniziato possa capire che cos’è lo spirito, distinto dalla vita della carne che ha sperimentato fino ad ora. Infatti, solo lo spirito e l’anima possono percepire e sperimentare la Superanima allorché si liberano dalle catene della carne, della mente, dei prana o dalle arie vitali e da tutte le facoltà esteriori; tutti questi costituiscono l’uomo esteriore impegnato nel mondo e nei perseguimenti mondani sul piano dei sensi… Solo un perfetto Santo Maestro – un adepto nell’arte e nella scienza della Para Vidya o conoscenza dell’aldilà – è in grado di concedere l’iniziazione nella scienza esoterica dell’anima con buon esito e in modo giusto. Chi non si è liberato e non ha affrancato il proprio spirito dalla schiavitù del corpo, chi non si è elevato nelle regioni spirituali più alte e non ha visto la Realtà a faccia a faccia e chi non ha, attraverso la pratica spirituale, realizzato saldamente la Verità, ovviamente non può fare nulla a questo riguardo. Solo un Santo del massimo ordine è competente a rivelare il sentiero e a condurre alla divinità, incurante del modo in cui lo chiamiamo: Sant Satguru, Murshid-i-Kamil, Profeta, Messia o Anima Maestra. Come la luce viene dalla luce, parimenti la vita viene dalla vita. Le dottrine delle scritture, va da sé, sono incapaci di impartire questo impulso di vita”. dall’ottavo capitolo del libro Naam o Parola, Sant Kirpal Singh Ji  

Gli effetti della concessione del Naam da parte di un’Anima Maestra sono difficili da scandagliare da parte nostra. In quel momento l’acconto karmico dell’iniziato viene trasferito dal Signore del Giudizio, Dharam Rai, al Maestro che ha concesso questo dono; si tratta di una responsabilità immensa.
    Ora che Sadhu Ram ha cominciato questo lavoro per gli occidentali come pure per gli indiani (ha dato la prima iniziazione agli indiani ad Anupgarh a settembre 2002), si apre un capitolo del tutto nuovo della sua missione. Ci sono numerosi amati che attendono la sua venuta in Sud America per ricevere questo preziosissimo dono. Alcuni provenienti da quel luogo mi hanno riferito che ci sono anime che non sono ancora iniziate eppure rimangono sveglie per tutta la notte pregando che Lui possa venire presto a iniziarli. Per motivi conosciuti solo ai Maestri, Sri Sadhu Ram Ji è stato, ancor prima di vederlo, considerato come successore di Sant Ji dalla stragrande maggioranza delle persone. Quando ho parlato con i satsanghi della Colombia, mi hanno riportato che un certo numero di iniziati e di non iniziati hanno avuto visioni di Lui e che in varie occasioni Lui è venuto ad aiutare coloro che sperimentavano grandi difficoltà.
    Gruppi in varie altre parti del mondo gli hanno altresì richiesto di visitare il loro paese e di riaccendere il messaggio di amore nel cuore delle persone. Ha già approvato provvisoriamente un programma in Italia dove farà una fermata di alcuni giorni nel corso del viaggio in Colombia. Anche gli amati del Venezuela lo hanno pregato di trascorrere qualche tempo con loro con una tappa a parte, dato che molte anime lo pregano in tal senso e anche a causa delle considerazioni economiche in base alle quali pochi di loro possono permettersi il viaggio in India per incontrarlo. A questo proposito una delle persone del Venezuela mi ha detto che in precedenza avevano richiesto a Sadhu Ram di essere in mezzo a loro e Lui aveva risposto che lo avrebbe fatto, ma ci doveva essere un accordo al cento per cento tra tutti i capigruppo del paese che lo avevano invitato. Non desiderava andare e causare alcuna controversia. Poi le persone che mi hanno riferito questo, hanno aggiunto che tutti i capigruppo sono stati contattati e l’accordo sull’invito a Sadhu Ram è stato unanime.
    Dopo l’iniziazione alle undici circa si è tenuto un programma di Satsang in cui Sadhu Ram Ji ha discorso sul bhajan Eh manas janma nu di Sant Ajaib Singh. Alcuni amati stavano partendo quella sera, quindi hanno organizzato per farli sedere di fronte affinché potessero salutarlo. È stata una scena toccante perché dopo tre giorni di rimembranza del Guru, nessuno vuole andarsene. Ma il momento del distacco era imminente per quegli amati e Lui ha ricolmato amorevolmente il loro cuore con ondate di amore per farli tornare a casa e proseguire nel lavoro più importante di ricordare quel Potere con cui si è uniti ogni secondo della loro vita.
    Dopo il Satsang ci è stato chiesto di riunirci nella grande sala sul tetto della casa dei Rana. Questo è il luogo dove era ospitato il sangat sudamericano. Sadhu Ram è stato portato in tutte le stanze della casa dove soggiornavamo per fargli vedere come erano stati predisposti gli alloggi. Durante il tragitto tra la stazione e la casa dei Rana, Sadhu Ram aveva chiesto al signor Oberoi a proposito degli alloggiamenti che erano stati fatti per coloro che venivano dall’estero. In breve, il signor Oberoi lo aveva informato che erano ben lungi dall’essere adeguati e che probabilmente erano scomodi. Sri Sadhu Ram gli aveva detto: “Non sono venuti per le comodità”.
    E questo era ed è proprio vero. Veramente non ci importa se abbiamo tutte le comodità per rendere agevole il soggiorno poiché con la sua grazia abbiamo visto che tutti gli agi dell’universo non rendono il cuore felice e pago. Se uno siede nella compagnia di un Santo, allora anche se si trova in uno spazio ristretto e stipato, prova una gioia e una dolcezza che non sono raggiungibili pur possedendo palazzi e regni. Nel citare gli insegnamenti di uno dei Guru sikh, una volta Sant Ji dichiarò che se uno ottiene i cibi prelibati e gli alloggi più belli nella corte dei re, allora non è di alcun aiuto poiché non apporta nessuna felicità al cuore. Al contrario se uno ottiene una crosta di pane e della paglia su cui dormire nella compagnia di un vero Santo, è una cosa eccezionale perché l’anima ottiene pace e contentezza. È assolutamente vero, è un’esperienza pratica per tutti noi che abbiamo partecipato ai programmi con i Maestri in circostanze e condizioni particolarmente affollate in qualsiasi parte del mondo. Abbiamo visto che un suo sguardo carico d’amore e la meditazione sul Naam sono le uniche cose che illuminano le nostre vite e ricolmano il cuore fino a farlo traboccare con l’inestimabile gemma della devozione.
    Sadhu Ram ha visitato ogni locale in cui stavamo, ha ispezionato le stanze dove veniva preparato il cibo, eccetera; alla fine è giunto sul tetto dove lo aspettavamo. Di nuovo è stata una scena totalmente trascendentale.
    In quella stanza tipo-dormitorio che alloggiava circa trentacinque diletti, ci siamo seduti anche noi. Contando gli indiani forse c’erano in tutto cento persone. Lui è entrato, ha camminato nel mezzo della stanza e si è seduto sulla sedia che era stata preparata. Proprio dietro di lui la luce del mezzogiorno si riversava attraverso la finestra illuminando il suo turbante e gettando una luce accecante.
    Il suo volto era saturo con la sua propria luce e mentre sedeva dandoci il darshan più incredibile, abbiamo capito che questo era in verità il dono più prezioso di tutto l’universo.
    Nessuno di noi avrebbe barattato questa meravigliosa sessione per tutti i tesori dell’universo poiché non c’è nulla di tanto sublime e innalzante come una congregazione di innamorati ai piedi di un Uomo-Dio.
    Ancora e ancora ci è stato rivelato il grande dono del canto dei bhajan intanto che Lui elargisce con profusione amore al cuore nel volere del suo amato Satguru, Sant Ajaib Singh Ji. Mentre cantavamo, si è svelato il significato di ogni singola parola scritta da Sant Ji. Questi bhajan scritti da un’Anima Maestra nel ricordo del suo Beneamato possiedono un inebriamento ineguagliabile poiché contengono tutta la brama del cuore. Quando Sant Ji scrisse questi bhajan, diede al sangat un gioiello di devozione che noi avremmo amato non solo in quel momento, ma per tutti gli anni della nostra vita. Sono passati cinque anni e mezzo da quando ci siamo seduti ai suoi piedi e abbiamo cantato le lodi di Hazur Sawan e Kirpal – un lunghissimo periodo senza la compagnia della forma fisica del Maestro. Ora con la venuta di Sadhu Ram i bhajan scritti da Sant Ji hanno un significato ancora maggiore per noi e cantarli a Sadhu Ram procura il sollievo, il conforto e la gioia più raffinati. E poiché si è immerso in Lui ed è giunto a stimare veramente chi era Sant Ji, la grazia che irradia nel momento in cui ascolta le parole del suo Guru, è di nuovo una cosa unica che può essere sperimentata solo sedendo accanto a Lui.
    Mentre faceva il giro degli alloggiamenti, i Rana hanno fatto notare dal piano superiore il tendone che stava per essere montato nel terreno vicino per il Satsang del giorno dopo, sia per gli indiani sia per gli occidentali. Precedentemente Sadhu Ram aveva espresso il desiderio di tenere il programma interamente tra le mura di casa sebbene lo spazio fosse molto limitato. Ma i Rana, carichi di amore e di entusiasmo, hanno voluto creare un luogo migliore ove Lui dispensasse la ricchezza del Naam. Ancora le vie del Maestro sono uniche e si sono rivelate il giorno seguente, ne parlerò tra breve.
    Dopo pranzo siamo stati tutti invitati a partecipare a un Satsang in Patel Nagar a circa un’ora di distanza dalla casa dei Rana. Lungo il tragitto sull’autobus abbiamo continuato a cantare i bhajan dato che in quel momento i nostri cuori e menti erano pienamente immersi nella sua rimembranza. Arrivati alla casa degli amati che avevano predisposto il programma, siamo stati accompagnati ad un enorme tendone dove si è tenuta la meditazione. È stato un ambiente meraviglioso in cui ricevere le benedizioni del Guru.
    La stoffa bianca del tendone raccoglieva e diffondeva i raggi della luce solare invernale riversando una soffice luminosità da tutte le parti. Sadhu Ram è arrivato, si è seduto sul podio predisposto per Lui ed è parso ancora più risplendente di prima. Forse era solo che con la continua purificazione avvenuta negli ultimi giorni i nostri occhi riuscivano a scorgere ancor di più la sua semplice perfezione. È proprio vero: possiamo vedere la bellezza del Maestro solo secondo il ricettacolo che abbiamo preparato e non esiste alcun sostituto per il darshan, il Satsang, la meditazione e il parshad per purificarlo e renderlo più ricettivo.
    Ci ha fatto meditare e dopo questo evento speciale ha dato il satsang su Eh duniya paroni sajan oe del nostro amato Sant Ji. Poi il sangat si è seduto in fila per far servire il parshad mentre Lui è rimasto seduto sul podio. C’era un sorriso dolce e tenero sul volto mentre ammirava la distribuzione del cibo. Ci ha fatto cenno ripetutamente di mangiare questo pasto delizioso. Molti di noi erano completamente assorti nel contemplare questa mirabile forma del Maestro che a stento riuscivano a capacitarsi di mangiare. Tutto l’evento è stato così istruttivo su come il volere del Maestro prevale a dispetto di come si presentano le circostanze esterne. In precedenza alla presenza di Sadhu Ram molti non avrebbero mai potuto concepire come questa persona di bassa casta, senza alcuna entrata significativa potesse prendersi cura del sangat. Almeno un amato aveva espresso l’opinione che Sadhu Ram faceva già fatica a nutrire a sé stesso e la propria famiglia, come avrebbe potuto prendersi cura dei bisogni più grandi del sangat e del langar? Ora in un tendone meraviglioso, in un’atmosfera carica di amore e devozione, venivano serviti centinaia e in futuro saranno molti migliaia.
    Similmente alcuni mesi fa in India quando Sadhu Ram stava viaggiando da Anupgarh a Delhi, per strada si fermò alla casa di alcuni amati e tenne la meditazione e il Satsang. Uno degli iniziati presenti nutriva dei dubbi nella propria mente su come Sant Ji avrebbe mai potuto affidare questo lavoro a una persona di bassa casta e di minimo livello economico. È strano, noi non leggiamo gli insegnamenti dei Santi con la dovuta considerazione laddove spiegano attentamente che queste cose esteriori non sono assolutamente di nessun peso per quanto riguarda la manifestazione del potere del Maestro. Kabir Sahib, Ravidas e altri Maestri nacquero in famiglie di bassa casta e tuttavia conseguirono il massimo attraverso la grazia del loro Guru e la loro totale devozione agli insegnamenti.
    In ogni caso, questo amato era un buon meditatore e quando si mise a meditare durante il programma, la sua anima fu trascinata in quell’elevato piano interiore dove i Santi hanno la loro corte. Gli fu detto di presentarsi al luogo dove erano seduti (erano presenti tutti i perfetti Maestri, ma menzionò in modo specifico Swami Ji Maharaj). Gli fu chiesto di presentare la sua domanda davanti all’assemblea dei Maestri. Espresse i propri dubbi e poi gli fu detto con fermezza che molto tempo prima i Santi avevano preso questa decisione in base alla quale Sri Sadhu Ram Ji avrebbe proseguito il loro lavoro e che se avesse voluto dare la sua opinione, avrebbe dovuto farlo molto prima. I grandi Maestri gli riferirono pure che la percentuale del sangat che avrebbe tratto giovamento da Sri Sadhu Ram, sarebbe stata minima.
    La realtà è che qualunque vero Maestro si presenta nel mondo e deve affrontare numerose difficoltà poiché a volte le menti dei discepoli si disorientano in litigi, critiche, e calunnie inutili. Soltanto pochi consacrano interamente il proprio cuore per seguire le istruzioni interiori del Guru e mantengono la vita semplice e pura, satura di amore e rispetto per tutti. Costoro aspettano sempre pazientemente il momento in cui il misericordioso Guru interiore rivelerà dove si è manifestato. Tali amati non si aspettano nel cuore e nella mente che il successore abbia un aspetto particolare, provenga da una comunità, da una casta speciale o altre cose esteriori. L’unico criterio che custodiscono nel cuore e nella mente è che il successore abbia trascorso tutta la vita nel ricordo del Beneamato, abbia tralasciato tutte le passione e i vizi e abbia meditato con un cuore d’acciaio. Un simile amato fa questo pur eseguendo pienamente le responsabilità esteriori affidategli dal Guru per guadagnare i propri mezzi di sussistenza col sudore della fronte, che è di grande importanza.
    Dunque per sapere dove si è manifestato il potere del Guru, contano solo alcune cose. Tali amati sentono che è altresì di grande importanza non sprecare nessun momento prezioso della vita commentando su altre persone, piuttosto cercano sempre di purificarsi interiormente affinché quando il Maestro si presenta, possano riconoscerlo. Sanno per certo che solo con la grazia del loro Guru riescono a godere la compagnia del Gurumukh e non attraverso i loro sforzi, ma per lo meno non vogliono offuscare il cuore con niente che possa dispiacere quel Potere che vive in loro in ogni istante e conosce la tendenza stessa dei loro pensieri.
    Dopo un incantevole programma con tutti i diletti raccoltisi nella rimembranza di Sawan, Kirpal e Ajaib, Sadhu Ram è tornato alla casa dei Rana e così pure tutti noi provenienti dall’estero. Quando siamo arrivati, ci siamo raccolti di nuovo per il programma serale con il Maestro. Un altro gruppo aveva in programma di partire quella sera e di nuovo si è predisposto che questi amati sedessero proprio di fronte e avessero l’opportunità di fissare la sua Forma per tutto il programma di domande e risposte che costituiva la base di questa sessione. Alla fine di tutti i colloqui Sadhu Ram gradisce tenere un incontro per quelli che vengono dall’estero per essere sicuro che non rimangano domande o dubbi importanti prima di tornare a casa.
    Spero che questa sessione sarà tradotta nel prossimo futuro poiché è stata contraddistinta da una manifestazione così dinamica e palpitante del Potere del Maestro; ha parlato in modo dettagliato di quello che è veramente richiesto da parte degli iniziati per aver buon esito nella devozione. Si è talmente animato ed è diventato così espressivo durante questa sessione che sebbene non ci sia stata la traduzione, tutti hanno sentito erompere nell’intimo uno slancio elettrizzante di vita e di potere. In questa sessione particolare molti hanno sentito che Lui si stava rivelando pienamente; è stata un’esperienza sorprendente. Alla fine i fratelli e le sorelle che sarebbero partiti più tardi la sera, si sono inchinati davanti a Lui guardando profondamente nei suoi occhi luminosi.
    Lui si è alzato per andarsene e noi non sopportavamo l’idea che lasciasse la sala. In questi brevi tre giorni è penetrato nei nostri cuori nel modo più accattivante e mirabile poiché ogni suo pensiero, parola e atto ci ha saturato con la rimembranza degli amati Maestri che abbiamo servito. La sua forma unica e incantevole sembra contenere in sé gli elementi più preziosi di Sawan, Kirpal, Ajaib e Somanath; spesso le loro Forme radianti appaiono a coloro che guardano con cuore riconoscente questo dolce, meraviglioso fachiro.

  

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