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Il suo volere è dolce

un resoconto del primo giro del mondo di Sadhu Ram - estate 2003

Christopher McMahon

(seconda parte)

  

Il programma di Londra 

Il viaggio in Gran Bretagna di venerdì 18 luglio 2003 è stato sereno e tranquillo. Sadhu Ram si è seduto con il signor Oberoi e ambedue hanno riposato in modo confortevole durante il volo della prima tappa del giro. Prima di imbarcarsi nel giro il Signor Oberoi ha detto a Sadhu Ram che non si sentiva bene per viaggiare a causa della salute cagionevole che si protraeva da diversi mesi. Ma Sadhu Ram gli ha risposto che era necessario da parte sua fare il giro e di non preoccuparsi, poiché Sant Ji conosceva tutti i suoi bisogni e si sarebbe preso cura di lui in modo adeguato. Ultimamente abbiamo notato che da quando abbiamo incominciato a venire da Sadhu Ram, la salute del signor Oberoi è declinata sempre di più ed eravamo sorpresi di vedere come fosse riuscito a intraprendere il viaggio. Sembrava che nella corte dei Santi fosse stato deciso che quest’anima nobile, piena di dignità amorevole (che ha servito Hazur Sawan, Maharaj Kirpal e Sant Ji) facesse per lo meno un giro oltre oceano con il Maestro vivente.
     Gli amati che solevano visitare Sant Ji ricorderanno il lungo viaggio in Rajasthan su strade, a volte, molto disagevoli. Il villaggio di Sadhu Ram sta nella stessa direzione, ma è ancora più inaccessibile. Ci vogliono dalle dodici alle quattordici ore per arrivare lì da Delhi su strade che variano molto dal punto di vista dell’agibilità. A causa del traffico in India non è mai facile spostarsi, non importa quanto siano percorribili le strade. Uomini che viaggiano a piedi, in bicicletta, su carri trainati da buoi o cammelli, risciò, autobus, jeep, automobili, eccetera condividono la strada con animali di vario tipo e bisogna rimanere costantemente consapevole di ogni piccola cosa che succede. Se uno cerca una guida priva di stress, allora l’India è l’ultima da considerare. Tenuto presente questo, ci siamo resi conto che rimanere seduti sull’aereo e percorrere migliaia e migliaia di chilometri fino alla Gran Bretagna era sicuramente più facile che andare dal Rajasthan a Delhi.
    Molti avevano espresso ansietà per la salute di Sadhu Ram nel giro. Tendiamo a dimenticare che ha condotto una vita durissima. Lavorando come un contadino pagato a ore in una parte austera e remota dell’India, ha chris lon2.jpg (136424 byte) dedicato al tempo stesso dieci-dodici ore al giorno alla meditazione. Come capofamiglia nella comunità agricola del 4LM ha dovuto prendersi cura dei bisogni della sua grande famiglia di pari passo con il lavoro quotidiano. Non c’erano comodità moderne che facilitassero la sua vita esteriore. Tutte le cose che noi diamo per scontato per rendere confortevole l’ambiente quotidiano in cui viviamo (come condizionatori d’aria, riscaldamento, eccetera), non erano accessibili a lui. Dunque il suo corpo ha dovuto adattarsi a cambiamenti di temperature estreme che caratterizzano quella regione. Basti dire che sebbene la struttura fisica sia molto esile, il suo corpo è forte e flessuoso, abituato a fare un duro lavoro e al contempo a dedicare lunghe ore alla meditazione senza interruzione.
    Quando siamo scesi dall’aereo, era lampante che Sadhu Ram era pronto ad andare. Ha camminato velocemente nell’aeroporto con la sua consueta naturalezza. Invero nel vederlo camminare, uno sa che cosa significa un movimento rilassato e fluido; non c’è un briciolo di tensione nel suo corpo. Di fatto l’andatura è piuttosto rapida, ma non ostenta alcuna fretta. È come una marionetta nelle mani di Sant Ji che danza alla sua melodia senza alcuna resistenza al flusso divino di energia che proviene dall’alto.
    Intanto che Sadhu Ram andava alla casa dei signori Agnihotri, i quali ci ospitavano in questo soggiorno, abbiamo dovuto aspettare il bagaglio. Originariamente doveva essere un giorno di riposo, però Sadhu Ram non è riuscito a trovare un buon motivo per utilizzare il tempo in quel modo. Subito all’arrivo alla casa ha incominciato a incontrare gli amati che si erano radunati. Sin dal principio ha chiarito che non era venuto per riposare, bensì era nel giro per aiutare le persone a risolvere i problemi in meditazione e a risvegliare l’amore di Ajaib qualora fossero negligenti nei loro doveri come discepoli.
    Quando siamo usciti dall’aeroporto, abbiamo trovato una giornata fresca, il cielo era ingentilito da nubi passeggere. Gli indiani locali erano venuti per aiutarci a caricare i bagagli nelle macchine, poi siamo andati al distretto Southall di Londra, proprio vicino all’aeroporto. Questa sezione della città è assai popolata da asiatici ed africani. Botteghe, ristoranti, negozi di abiti, templi, moschee e gurdwara, tutti provvedono alle necessità delle diverse comunità che hanno fatto della Gran Bretagna la loro casa. Un certo numero di iniziati indiani di Maharaj Kirpal Singh e di Sant Ji vivono in questa zona e Sadhu Ram ha acconsentito a tenere un programma di due giorni in risposta al loro invito.
    Giunti alla casa di Agnotri, abbiamo avuto giusto il tempo di sistemarci prima dell’arrivo di Sadhu Ram che ha incontrato subito brevemente tutte le persone radunate. C’erano circa cinquanta amati dalla Gran Bretagna, India, Ghana, Italia, Spagna e altri paesi. Hanno cantato alcuni bhajan mentre lui dava silenziosamente a ognuno un darshan tenero e potente. In seguito si è ritirato nella sua stanza per un breve riposo e dopo aver posto il bagaglio nella stanza siamo andati a piedi fino alla sala che era stata affittata per il programma. Si trovava a circa quindici minuti dalla casa e siamo stati felici di camminare. La sala era grande e in buono stato, con ampio spazio per il langar, il Satsang, i colloqui privati, eccetera. Poco dopo il nostro arrivo, è giunto Sadhu Ram che ha fatto il giro della sala salutando e dando il benvenuto al sangat. Questo ha segnato l’inizio di trasformazione per tutti coloro che partecipavano al programma.
    Durante il programma di Londra Sadhu Ram ha annunciato gli insegnamenti eterni dei Santi in un modo conciso, sereno e disadorno. Sia il suo modo di presentare gli insegnamenti eterni dei Maestri sia quello del suo traduttore, Baldev, erano morbidi e misurati. I presenti hanno incominciato a rispondere alla radiazione di questo Santo nascosto proprio sin dall’inizio, ma non è stato un processo aperto o immediato. La sua voce melodiosa e il volto risplendente si sono fatti strada nei cuori dei presenti, a malapena consci di quello che succedeva. Solo quando lui è uscito dal nostro campo di visuale, abbiamo avvertito l’impatto interiore della sua presenza nel profondo dell’essere. Si potevano notare nel proprio cuore e mente una vivacità e un entusiasmo nuovi laddove prima non c’erano e il mondo aveva un alone luminoso, sicuramente uno dei segnali della compagnia di una grande Anima.
    Nel corso del programma di due giorni Sadhu Ram è riuscito a incontrare tutti personalmente come pure a dare alcune sedute di meditazione, Satsang, una sessione di domande e risposte, ha benedetto il langar, eccetera. Abbiamo sperimentato ancora e ancora che un giorno con lui è già un programma di per sé. Anche se uno dovesse viaggiare per mezzo mondo per rimanere in compagnia di un Uomo-Dio per un giorno, non sarebbe affatto una perdita ma un grande guadagno. La mente non ci permette mai di pensare in questo modo poiché misura ogni cosa in termini di scomodità, perdita finanziaria, eccetera, ma non ci soffermiamo mai a pensare che quando giungerà la fine, l’unica cosa che verrà con noi è il tempo trascorso nella compagnia dei Maestri e la meditazione che abbiamo fatto secondo le loro istruzioni. E con l’avanzare del Kali Yuga i Santi sono diventati ancora più clementi nell’elargire apertamente il potere radioso che vive in loro.
    Tutto quello che è accaduto al programma di Londra non è stato altro che un miracolo dell’amore e della misericordia di Sant Ji. Se qualcuno era preoccupato di ciò che sarebbe accaduto a Sadhu Ram una volta uscito nel mondo per condividere il messaggio di Sant Ji di risvegliare gli amati… quelle preoccupazioni si sono dissipate subito. Sadhu Ram è stato a suo agio in Gran Bretagna come lo era in Rajastan. Non gli importa se è circondato dalla ricchezza o dalla povertà poiché ha con sé il tesoro dell’impulso di vita di Sant Ji e dunque è autosufficiente e pago. È facilissimo parlare di tale stato di essere, tuttavia vedere è credere. Solo se uno va al suo villaggio e si rende conto della casa in cui vive quotidianamente, può capire che nel profondo del cuore è una persona semplicissima, la quale non ha alcun bisogno delle cose che noi consideriamo essenziali per vivere e pur tuttavia non si sente a disagio in ambienti più ricchi poiché è nella compagnia degli amanti del Maestro. Si adatta semplicemente alle varie circostanze esterne affinché i diletti ricevano l’ispirazione di meditare e di fare Simran continuamente. Non riposa nel senso normale del termine né desidera fare qualcos’altro che non sia aiutare gli altri a realizzare lo scopo della vita. Lavora instancabilmente in quella direzione e dal mattino fino alla sera tardi si dedica totalmente e pienamente a questo fine.
    Il 20 luglio di buon mattino Sadhu Ram ha dato il darshan di addio nella casa del signor Agnihotri. È stato un incontro gioioso per tutti, ma alla fine è giunto il momento della partenza. La sala era gremita di amati che avevano partecipato al programma. Lui si è seduto assorbito nell’amore di Sant Ji e quell’amore fluiva a sua volta da ogni poro del corpo. Vederlo seduto in silenzio è stato uno dei grandi doni della vita. La calma che lo circonda è profondamente inebriante. Nessun essere umano può sedere in quel modo. A volte lo abbiamo visto seduto in questo stato di riposo per ore. Si può notare solo un sereno respiro ritmico mentre tutti gli altri tratti del corpo rimangono immobili. La mente diventa calma vedendolo seduto in quel modo. Come il silenzio diventa più profondo, la stanza inizia a saturarsi di un potere glorioso che emana da lui e penetra nel cuore; in quei preziosi momenti ogni persona seduta in quell’atmosfera beve profondamente dalla fontana della vita.
    Com’era destino, il giorno della partenza da Londra c’è stato uno sciopero che ha causato un pandemonio all’aeroporto. Lo sciopero era incominciato il giorno precedente e avevano cancellato dei voli. Di conseguenza c’erano migliaia di persone che si ripromettevano di partire e di prendere il volo che avevano perso. Le code ai banchi dei biglietti erano di centinaia di persone. Non c’era nessun dipendente dell’aeroporto a controllare il movimento delle persone e, intanto che ci facevano strada in avanti, la tensione nell’aria era notevole. Proprio quando siamo arrivati al banco principale e stavamo per farci assegnare i posti, la coda si è sciolta e la gente ha incominciato a farsi avanti in tutte le direzioni. C’era solo un membro dello staff che ha cercato di mantenere l’ordine, ma inutilmente. Le persone hanno incominciato ad infuriarsi via via con il crescere della frustrazione. Nel mezzo di tutto questo Sadhu Ram è rimasto in piedi, in silenzio, intento ad osservare nel modo più innocente e dolce. La gente spingeva da tutti i lati attorno a lui, ma è rimasto imperterrito. Esteriormente sembrava molto incuriosito di tutta la scena. Per fortuna una delle persone al banco ci ha fatto passare tutti come un gruppo e alla fine siamo riusciti a superare il check-in anche se per arrivare all’uscita, siamo dovuti tornare indietro attraverso la folla che spingeva in avanti. Molti urlavano e gridavano, che scena! La vicenda ha richiesto tre ore e siamo stati molto grati di passare attraverso la sicurezza e di arrivare all’uscita della partenza. Poco dopo ci siamo imbarcati sul volo per iniziare il viaggio verso Bogotà, Colombia.

 

 

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