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Il suo volere è dolce

un resoconto del primo giro del mondo di Sadhu Ram - estate 2003

Christopher McMahon

(terza parte)

 

 Subachoque – Colombia (1)

 

     Il viaggio da Londra a Bogotà via Caracas il 20 luglio 2003 è stato delizioso, rilassante e dolce. Eravamo in un settore principalmente pieno di famiglie che tornavano a casa in Sud America dalle vacanze in Gran Bretagna, di conseguenza sul volo c’erano tantissimi bambini. Si avvertiva nell’aria un fascino e un’innocenza naturali, meravigliosi, dovuti indiscutibilmente alla presenza del Maestro, ma anche ad una qualità nel cuore delle persone che volavano con noi. Nel corso del volo alcuni passeggeri hanno incominciato a chiedere a proposito di Sadhu Ram, sentivano che doveva essere un sant’uomo per la pace che irradiava.
     A Caracas si è aggiunto un nuovo equipaggio e all’istante uno degli addetti ha chiesto sul conto di Sadhu Ram, chi era e che cosa insegnava. È un momento incredibile nella vita di un’anima quando sorge nell’intimo Ft2.jpg (45024 byte) qualunque tipo di riconoscimento. Può darsi che un incontro sarà tutto quello che è destinato in questa vita, ma nel tempo a venire segna sicuramente l’inizio del viaggio dell’anima verso casa. Il volo da Caracas a Bogotà è stato brevissimo, solo due ore, e si riusciva già a percepire l’intensa brama di incontrare il Maestro da parte degli amati là. Nell’ultimo anno siamo stati spesso con i diletti del Sud America che hanno partecipato ai programmi di Delhi e ci hanno riferito numerose esperienze meravigliose avute con Sadhu Ram negli anni passati. Dunque anche noi eravamo assai stimolati di andare in quel luogo dove la brama e l’amore lo trascinavano con così grande forza.
    Quando siamo usciti dall’aereo, ci hanno salutato con gentilezza gli amati della Colombia che avevano questo compito. Avevano predisposto ogni cosa in un modo immacolato affinché il passaggio attraverso la dogana fosse rapido e facile. Durante il controllo dei passaporti ci siamo seduti tranquillamente in una “VIP room” (presa in affitto apposta) intorno al Maestro, il quale ovunque vada, rimane attorniato da un silenzio soave e pacifico in cui tutti i presenti sperimentano l’amore e la vita di Sant Ji. I volti dolcissimi degli amati sudamericani raccolti nella stanza erano già di per sé un balsamo curativo. C’era un alone angelico su tutti, lietissimi al di là delle parole che Kirpal e Ajaib avessero mandato il proprio figlio in mezzo a loro.
    Poco dopo ci è stato detto che potevamo passare la dogana. Sadhu Ram è andato avanti con il signor Oberoi ed altri intanto che noi aspettavamo i bagagli. C’erano alcuni sevadar colombiani che ci hanno aiutato in ogni fase. La loro cordialità, calore e gentilezza sono stati davvero stupendi. Erano così devoti al proprio seva e non l’hanno tralasciato ad ogni passo. Da loro abbiamo imparato che cosa significa servire il Maestro nel cuore degli altri. Ci hanno fatto sentire immediatamente dei loro e la contentezza che questo porta nel cuore è difficilmente descrivibile.
    Quando siamo usciti dall’aeroporto, siamo saliti su un autobus, predisposto per trasportarci all’ashram a Subachoque, a circa un’ora e passa di distanza da Bogotà. Essendo di notte non potevamo vedere molto la campagna circostante, eppure eravamo felicissimi di andare in quel luogo dove Sant Ji aveva ricevuto così tanto amore. Durante il tragitto notturno in autobus è incominciato a piovere delicatamente. A mano a mano che procedevamo verso l’ashram, si presentivano ondate crescenti di amore e devozione. Quando ci siamo avvicinati al villaggio di Subachoque, l’autista ci ha condotto gentilmente alla piazza del villaggio con i piccoli negozi, il parco centrale, la chiesa  per farci dare un’occhiata alla zona, dopodiché ci siamo diretti all’ashram che è a circa un paio di chilometri di distanza in campagna.
    Siamo arrivati alle undici e ci sono state mostrate le nostre meravigliose stanze nella casa di Luz Delia, la quale l’aveva gentilmente resa disponibile per il programma. Fortunatamente siamo arrivati giusto in tempo per il primo darshan pubblico di Sadhu Ram. Egli si è diretto alla sala permanente del Satsang che abbellisce la proprietà dove, benché fosse a tarda notte, lo aspettavano circa ottocento amati. Si è seduto con calma sul podio avvolto in un meraviglioso scialle e ha dato il darshan agli amati che cantavano bhajan pieni di brama e amore. Lo zelo e il fervore profondi con cui cantano i canti dei Maestri commuovono sempre il cuore. Molte volte nei programmi passati siamo stati con gli amati sudamericani a Bombay, in Rajasthan, a Delhi, e hanno sempre portato con loro questo amore sorprendente per i bhajan. Sedere in compagnia dell’Amato e sentire gli insegnamenti eterni dei Maestri cantati con il cuore da amanti come questi, scioglie semplicemente il cuore. In qualche modo la scena mi ha rammentato i primi giorni con Sant Ji quando lo visitavamo al 77RB. Noi tutti sedevamo davanti a Lui e la sua forma incredibilmente dolce e tenera era illuminata dalle lanterne del gas mentre nel retro buio della stanza, gli indiani cantavano bhajan. C’erano tutta l’innocenza e la dolcezza di quel periodo.
    In seguito ci siamo ritirati per la notte, contenti e felici di aver avuto l’opportunità di venire in questo paradiso sulla terra, di stare con i suoi amati e con lui stesso. Nessuno di noi aveva mai immaginato di ricevere una tale opportunità. È stato come vivere una di quelle magiche storie mistiche così deliziose e incantevoli da crederne a stento l’esistenza.
    Ci siamo svegliati il mattino dopo per scorgere fuori un panorama rurale, abbellito da alberi, arbusti, rampicanti, fiori ed erbe rigogliosi. Il clima era molto mite ed esilarante benché ci trovassimo a circa duemilaquattrocento metri e questo ha richiesto un po’ di tempo per abituarsi a camminare da una parte all’altra. Proprio sotto la nostra stanza, da un lato c’era un pascolo in cui vedevamo le mucche masticare rumorosamente erba fine e succulenta. Dall’altro lato avevano montato l’enorme tenda del Satsang per accomodare i numerosi diletti che sarebbero venuti nei giorni a venire. Proprio sotto la nostra stanza c’era la casa incantevole in cui è stato ospitato il Maestro con gli altri indiani che viaggiavano con lui. Lo stile delle costruzioni era molto in linea con il metodo tradizionale di quella parte del mondo e si adatta perfettamente al panorama circostante delle fattorie dei piccoli villaggi.
    Dopo colazione siamo stati chiamati per partecipare ad un incontro con gli organizzatori in compagnia di Sadhu Ram. Abbiamo avuto l’occasione di vedere molte altre anime dolci, amorevoli che non avevamo incontrato la notte prima. Ci siamo sentiti veramente onorati di aver avuto il permesso di venire qua per partecipare al programma e di aver ricevuto un alloggio così confortevole per il nostro soggiorno. Poi Sadhu Ram ha chiesto loro di abbozzare la tabella del programma che si sarebbe tenuto nei giorni a venire. Dopo aver sistemato tutto questo, Sadhu Ram ha detto che non era venuto per riposare (avevano accantonato questo giorno affinché lui si riprendesse dal viaggio) e desiderava vedere gli amati che chiedevano l’iniziazione. Questo ha colto tutti di sorpresa. Gli amati lo hanno informato che avevano chiesto a tutti di venire all’ashram più tardi dato che forse ci sarebbe stato un programma la sera, così nella proprietà c’erano soltanto pochi candidati che avevano chiesto l’iniziazione. Sadhu Ram ha detto che non importava, di dire a tutti coloro che volevano l’iniziazione di venire dato che intendeva dare l’iniziazione il mattino seguente.
    Ebbene questa è una qualità davvero incredibile e sorprendente di Sadhu Ram. Ha i suoi modi di fare le cose e nessuno può scandagliarli. Molte volte abbiamo notato che i programmi vengono prestabiliti e prefissati, ma a quel punto lui li cambia. All’inizio può essere un po’ sconcertante, eppure dopo qualche tempo uno incomincia a rendersi conto che lui sta aiutando tutti noi a diventare più flessibili e aperti a eventi, che in caso contrario potremmo perdere se tutto seguisse un programma specifico. È un Santo eccezionalmente spontaneo e prima di intraprendere il giro, ci chiedevamo se avesse continuato ad agire come lo abbiamo visto fare in India più e più volte nell’anno passato. Tuttavia sin dal principio ha dimostrato che aveva un lavoro da fare e che lo avrebbe fatto in base alla volontà e al desiderio di Sant Ji. Ogni Santo ha la propria personalità unica e sicuramente la spontaneità è una delle qualità speciali di Sadhu Ram.
    Dunque alle dieci del mattino ha principiato i colloqui in una stanza pulita e fresca, che era stata riservata a quello scopo. Per vari motivi ha voluto che Suzanne ed io fossimo presenti e dunque abbiamo avuto l’enorme fortuna di partecipare a quasi tutti i colloqui di coloro che hanno chiesto l’iniziazione (alla fine erano pressappoco milleduecento persone). Ciò che è accaduto durante questi colloqui, le scene di amore e devozione che abbiamo ammirato a più riprese, gli scambi affettuosi tra il Santo e i ricercatori erano innumerevoli. Potrebbero già di per sé formare un resoconto intero. Nella maggior parte dei casi le anime che venivano da lui, possedevano la semplicità e l’innocenza più belle. Tanti provenivano da piccoli villaggi e città sparsi nel paese e spesso avevano viaggiato in autobus o con altri mezzi di trasporto per incontrarlo e per chiedere il dono dell’iniziazione. Erano giunti anche da paesi vicini come Cuba, Venenzuela ed Ecuador per cercare il massimo dei doni. Le esperienze passate e le storie di ognuno erano numerose e variavano, ma tutti avevano in qualche modo sentito l’attrazione per incontrare questo Santo umile e senza pretese, per cercare la sua protezione e guida nella via interiore.
    Con il passar del giorno la fila di coloro che desideravano incontrarlo e chiedere il Naam Dam, è diventata sempre più lunga. Giovani e vecchi, malati e salubri, ricchi e poveri, tutti venivano alla sua porta come mendicanti cercando quell’unica cosa con la quale si può risolvere il significato del mistero della vita. A volte entravano nella stanza intere famiglie con infanti, bambini, adolescenti, adulti e nonni. Magari uno o due fra loro aveva avuto l’iniziazione da Sant Ji e gli altri erano arrivati in virtù del loro amore e devozione. La grazia è fluita con una tale profusione che spesso Sadhu Ram ha concesso l’iniziazione al suono a bambini di quattro anni. Nel gruppo tanti, tanti bambini di quattro-otto anni sono stati accettati sotto la sua protezione nel corso delle tre iniziazioni tenutesi in Colombia.
    L’esempio tipico di colloquio era semplice e diretto. Al candidato veniva chiesto da quanto seguiva la dieta vegetariana, se aveva ascoltato il Satsang e se lo faceva per volontà propria. Molte anime avevano appena sentito parlare di lui e dunque magari avevano iniziato la dieta alcuni giorni o settimane prima, o in alcuni casi avevano proprio incominciato quel giorno. Allora lui chiedeva loro se veramente se la sentivano di continuare la dieta in futuro. Se rispondevano senza esitazione in modo affermativo, allora nella maggior parte dei casi venivano accettati per l’iniziazione, purché gli garantissero di partecipare al Satsang e di meditare. Molto spesso suggeriva loro di stare molto attenti riguardo la dieta quando andavano a casa o in compagnia di amici e parenti che non erano vegetariani. In quei casi ha consigliato di portarsi dietro il proprio cibo.
    Alcuni colloqui sono stati lunghi. Dal nostro limitato punto di vista sembrava che ci fosse una semplicità interiore nel cuore di coloro che venivano da lui, spesso vista nei villaggi dell’India rurale. Non c’è dubbio che per secoli le tradizioni religiose e devozionali della chiesa cattolica hanno influenzato le vite delle persone che vedevamo. Inoltre la ricchezza materiale conosciuta nei paesi come gli Stati Uniti, il Giappone, il Canada, eccetera, non è così predominante qua. Molti vivono del proprio lavoro fisico quotidiano. Commentando su questo, Sadhu Ram ha detto in alcune occasioni che di solito i semplici abitanti del villaggio vivono in un modo più naturale e aperto rispetto a coloro che vivono nelle città e si sentono in possesso di un intelletto e di una comprensione superiori. Le menti dei semplici abitanti del villaggio non sono così disperse come quelle di coloro che si ritengono superiori nella formazione mentale: per questo motivo, qualora trovino la strada ai piedi del perfetto Maestro, riescono a progredire in un modo più veloce. Ci sembrava che le parole di Sadhu Ram fossero vividamente davanti a noi nelle sembianze di quelle umili anime tranquille che venivano a vederlo.
    Seduti intenti ad osservare lui e coloro che venivano da lui, a malapena potevamo penetrare a fondo quello che stava accadendo. La scena era così priva di ostentazione o di esibizione. Lui sedeva tranquillamente sulla sua sedia ora dopo ora e vedeva tutti. Come il tempo eterno passava in questo ambiente sereno, la nostra meraviglia continuava a crescere. Non ha mai mostrato impazienza o fretta in quello che faceva. Veniva data piena attenzione ad ogni singola persona e se accadeva qualcosa fuori dall’ordinario, non esitava a sistemarla. A volte le persone portavano lettere di amici o parenti, poemi che avevano scritto, foto, foto di famiglia, eccetera, lui si è sempre soffermato e ha sempre prestato piena attenzione a chi gli stava di fronte.
    In alcuni casi cambiava le domande oppure rimaneva in silenzio e assorbito più a lungo del solito. Gli si è presentato un uomo con lo sguardo di uno molto sofferente. Dopo alcune domande iniziali, Sadhu Ram è diventato improvvisamente silenzioso ed è rimasto seduto senza dire nulla per un po’. Poi ha chiesto all’uomo: “Qual è il tuo lavoro?”. L’uomo ha risposto: “Sono un minatore di carbone”. Di nuovo Sadhu Ram è rimasto in silenzio per qualche tempo, poi ha chiesto: “Come riuscirai a mantenere la dieta vegetariana?”. L’uomo ha detto: “Porterò con me il cibo in miniera”, tutta la stanza tremava di energia e siamo rimasti senza fiato. Alla fine Sadhu Ram ha detto: “Thik hai (va bene)”, è stata una scena satura di grazia. Ci sembrava che in quel momento il destino dell’uomo venisse totalmente ridisegnato.
    È entrato nella stanza un ragazzo di undici anni e si è seduto ai suoi piedi. Gli sono state chieste tutte le domande. No, non era vegetariano; no, non aveva mai partecipato al Satsang, eccetera. Alla fine gli è stato chiesto com’era venuto a sapere di Sadhu Ram. Ha risposto che aveva sentito dire nel villaggio che sarebbe venuto un Santo e, solo ascoltando quelle parole, aveva avvertito una grande eccitazione, voleva incontrarlo per essere iniziato. Quel ragazzo è stato accettato per l’iniziazione.
    È venuta una signora che in passato era stata vegetariana e si era interessata alla spiritualità, ma in seguito aveva abbandonato ogni cosa. Aveva ripreso a mangiare carne e ad andare in chiesa a credere nel Cristo. Ma poi, circa una settimana prima del suo arrivo, lui le è apparso interiormente e le ha detto che ora doveva venire per l’iniziazione. Ecco perché ora era seduta ai suoi piedi e anche a lei è stato concesso di venire il mattino seguente.
    È arrivata una signora che aveva appena sentito parlare del programma ed era venuta la notte prima, lo aveva visto durante il Satsang. Poi era andata a riposare e lui le è apparso in una visione per tutta la notte e le ha dato il darshan. Implorava l’iniziazione, tuttavia aveva una piccola richiesta, chiedeva se poteva toccare il suo piede con un dito. Sadhu Ram ha una propria timidezza naturale, innocente che è assolutamente affascinante e conquista il cuore. All’inizio non ha detto nulla, ma quando si stava preparando per andare, ha sorriso con grande delicatezza e dolcezza, ha detto: “Dovremmo accontentare il suo cuore”, e lei con grande umiltà si è chinata e gli ha toccato il piede; è stata una tenera scena amorevole.
    Una madre ha inviato una lettera con le quattro figlie. Lei non era iniziata ed esprimeva la speranza che potesse vederlo la prossima volta che sarebbe venuto in Colombia, tuttavia gli richiedeva di iniziare gentilmente le proprie figlie affinché fossero sotto la sua protezione e cura.
    Durante le lunghe ore dei colloqui sono avvenuti questi e molti altri momenti illuminanti. Solo il primissimo giorno ha tenuto i colloqui ad oltre cinquecento persone. Si è fermato brevemente per mangiare una minima quantità di cibo e per bere il tè, ma - a parte questo - ha continuato senza fermarsi fino al Satsang serale. Dato che c’erano molte altre persone da vedere quella sera, è tornato a casa e ha continuato questo lavoro fino alle dieci. Anche allora c’erano altri che aspettavano fuori. Questo è successo nel giorno in cui si aspettavano il numero minore di persone. Il programma pieno doveva ancora incominciare il giorno successivo e occorre ricordare che doveva essere un giorno di riposo per il Maestro dopo un lungo viaggio da Londra a Bogotà.
    Quel che è accaduto, è riportato con un semplice schizzo di parole. Non è possibile cogliere l’impatto pieno di quello di cui eravamo testimoni. Per stimare questo singolo evento, quello dei colloqui, dobbiamo fermarci a considerare ciò che noi facciamo di solito quando viaggiamo. Magari andiamo in qualche posto e ci rilassiamo oppure, se abbiamo molta energia, usciamo per far visita ad amici o per fare un giro turistico o altri tipi di attività del mondo. Sicuramente non ci sediamo in una stanza dal mattino fino a tarda sera, a stento cambiando posizione, per vedere un flusso continuo di persone; questo è l’aspetto minore. Quando un Santo dà l’approvazione per l’iniziazione, in quel momento si assume la responsabilità per la liberazione di quell’anima, il cui conto karmico cade nelle sue mani. Noi che siamo vincolati a livello esteriore e non vediamo interiormente, a stento possiamo capire che cosa significhi questo. Tuttavia essendo stati sul sentiero per oltre trent’anni, per lo meno abbiamo sperimentato davvero che Lui ci aiuta in molti modi visibili e invisibili, e ci fa superare quelle esperienze appropriate, a volte molto difficili tramite le quali la nostra anima si libera dalla mente e dai sensi. Dunque quando consideriamo con calma che sta facendo questo per ogni anima sotto la sua protezione, possiamo solo essere grati e pregare di diventare un giorno quello che lui vede in noi come potenziale - anime pure e innocenti, assorbite nell’amore di Dio.
    Il mattino seguente c’è stata la prima iniziazione (delle tre) ed essendoci quasi duecento persone che attendevano per i colloqui, ha iniziato il lavoro di nuovo alle cinque del mattino. Alle sette e trenta altre centottanta anime avevano ricevuto il permesso di ricevere il dono più prezioso della vita.

 

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