prima parte

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        Siamo tutti vittime di una grande illusione. Qual è quest’illusione in cui andiamo alla deriva? Dimoriamo nel corpo umano, ma ci siamo talmente identificati con esso da considerarci il corpo stesso. Vi è stato dato questo corpo con la grazia di Dio per trovare la via di ritorno a lui. Siete entità coscienti, gocce dell’Oceano della Coscienza Totale. Con la sua grazia avete ottenuto il corpo umano, il più alto nella creazione, in cui potete ritornare alla vera Casa del Padre. Siamo vittime di una grande illusione per due motivi. Il corpo è composto di materia, tutto il mondo è composto di materia. La materia cambia ogni minuto e il corpo cambia alla stessa velocità. Se due cose mutano alla stessa velocità e ci identifichiamo con una di esse, allora ambedue sembrano stazionarie.
        Supponete che alcuni uomini stiano remando in una barca e che la barca stia andando nella stessa direzione del flusso dell’acqua. Se vi identificate allo stesso tempo con la barca e la sua velocità e il fiume, allora vi sembra di essere fermi. Sorge la domanda di come affrancarci di quest’illusione? Il corpo e il mondo, ambedue composti di materia, sono mutevoli. Ci sono due modi per liberarci da questa illusione. Uno è di guardare oltre, quando un uomo è seduto nella barca, dovrebbe guardare le sponde del fiume e noterà che sta andando giù per la corrente. Ma il modo migliore è di saltare fuori dalla barca. Dunque i Maestri esortano: “O uomo, che tu sia istruito o ignorante, ricco o povero, sei vittima di una grande illusione. Devi liberarti di quest’illusione per riuscire a vedere il mondo nella giusta prospettiva”.
        Pertanto esistono due modi e il primo è guardare oltre. Un altro modo efficace è di andare a sedere in un cimitero o in un luogo dove si cremano i cadaveri. In questi luoghi vedrete persone che portano cadaveri sulle spalle per seppellirli o per consegnarli alle fiamme. Ma abbiamo dimenticato noi stessi al punto che pur vedendo con i nostri occhi o portando cadaveri sulle nostre spalle, non ci convinciamo che un giorno dovremo abbandonare il corpo. Quale grande illusione! Pertanto una via è questa e l’altra è di uscire dal corpo. Se foste fuori dalla barca, notereste che la barca e l’uomo erano identificati con la corrente. Per vedere questo i Maestri dicono: “Dovete imparare ad abbandonare il corpo – imparate a morire affinché possiate incominciare a vivere”. Dovete innalzarvi al di sopra della coscienza fisica, allora vedrete ogni cosa nella giusta prospettiva. Questa è la nostra condizione attuale nel corpo.
        Poi sorge la domanda, e i nostri parenti? Siamo stati riuniti in base a una reazione del karma passato, del dare e avere. Una volta esauritosi, ognuno deve andarsene, prendere la propria strada. Questo corpo non rimarrà qua con noi, né gli altri che vengono come reazione del passato. Anche loro dovranno lasciarci oppure li lasceremo noi. Questo stesso corpo, il primo compagno che troviamo quando nasciamo, deve essere abbandonato. Quando il corpo rimane da parte, come possono accompagnarci tutte le altre cose che sono venute in connessione con il corpo? Questo luogo, la terra o il corpo umano, non è un luogo in cui vivremo per sempre. Dobbiamo lasciarlo un giorno, prima o poi. Grandissimi filosofi sono venuti nel mondo, Maestri sono venuti nel mondo. Tutti hanno avuto un corpo umano e lo hanno lasciato, non esiste eccezione alla regola. Finché non abbiamo una giusta prospettiva, non possiamo vedere come stanno veramente le cose. I Maestri dicono: “Dovete lasciare il mondo; queste cose rimarranno qua, ve ne andrete a mani vuote”, eppure non ne siamo ancora convinti.
        Per vedere le cose nella giusta prospettiva, esistono due vie. Una è di vedere oltre, come un uomo che rema in una barca e guarda le sponde del fiume, e l’altra consiste nel lasciare la barca; ecco la grande illusione di cui siamo tutti vittime. Quando ci rendiamo conto di questo, allora il nostro angolo di visuale cambia.
        Perché spremiamo il sangue altrui? Perché li tormentiamo? Hanno un corpo umano come il nostro. Sono della stessa essenza di Dio, una goccia come noi dell’Oceano di Coscienza universale. Lo stesso Potere di controllo trattiene ognuno di noi nel corpo. La meta più elevata è di innalzarsi nella coscienza divina, il che avverrà solo quando conoscerete voi stessi, chi siete. Non siete il corpo umano, dimorate nel corpo, lo scalino più alto di tutta la creazione. Dobbiamo farne l’uso migliore, ossia imparare ad uscirne. A tale scopo i Maestri ci esortano sempre a trascendere la coscienza fisica: “Imparate a morire affinché possiate incominciare a vivere”. Se farete questo, avrete gli occhiali giusti per vedere; ogni cosa apparirà nella giusta prospettiva. Ecco perché tutti i Maestri hanno detto: “Conosci te stesso”. Portiamo i simboli esteriori della varie scuole di pensiero alle quali ci siamo uniti solo per realizzare questa verità. Solo quando conoscerete voi stessi, reciderete i vostri attaccamenti.

                    

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