Sant Kirpal Singh Ji

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     Ogniqualvolta la mente gode di una chiara comprensione ed è incline a Dio, sedete subito a meditare, non aspettate l'indomani, non aspettate nemmeno qualche ora, altrimenti il suo stato d'animo cambierà e vi priverà nuovamente di quell'opportunità. Non importa quel che stiate facendo, quando la mente e l'anima sono unite, sedete subito in meditazione.  Chi sa che cosa accadrà il prossimo minuto? Tale stato d'animo ideale è raro e prezioso; non dovreste indugiare ad approfittarvene.
    La Luce della vita è in voi; invero vivete per quella Luce sia che ve ne rendiate conto o no. Ognuno di voi ha avuto un'esperienza di quella santa Luce: ora dovete vivere in contatto costante con essa.  È increata e priva di ombra, eternamente la stessa e ineguagliabile. L'intera creazione venne all'esistenza con la stessa Luce e risplende in ogni cuore. Tutti sono divini di natura e la religione è l'espressione della Divinità già esistente nell'uomo. Manifestate la Luce della Vita nella vostra esistenza, diventatene un testimone non solo dentro di voi ma anche negli altri, poiché la stessa Luce rifulge dappertutto e non esiste luogo ove non sia.  Una volta che scoprite questa Luce e imparate a vivere in base ad essa, tutta la vostra esistenza cambierà. L'amore pervaderà il vostro stesso essere ed eromperà dai pori del corpo tramutando tutte le scorie in autentico oro.  L'amore, dovete sapere, è sia il mezzo sia la meta della vita.  Amore, luce e vita non sono che sfaccettature diverse dell'unica Divinità.
     Cercate di diventare un canale per il Divino e la Divinità fluirà attraverso di voi: non è impossibile, anzi è l'acme stesso di tutti gli sforzi umani. In questo mondo della materia uno deve necessariamente trattare con la materia, occorre sfruttare al massimo il vestito materiale e il mondo in cui siamo. Adempie un grande scopo nel piano divino dell'evoluzione. La materia è la scala con cui lo spirito deve trascendere la coscienza fisica ed entrare nell'aldilà, il reame della spiritualità, la sua dimora nativa. Imparate a trarre il massimo profitto dai mezzi concessi e di certo, come il giorno segue la notte, la vittoria sarà vostra. Un vero cristiano deve prendere la croce giornalmente. La croce rappresenta il corpo fisico in piedi con le braccia distese. Trascendete la coscienza fisica, rinascete nel Regno di Dio. Il discepolo deve sapere come morire giornalmente per riuscire a godere la vita eterna al di là di tempo e spazio.
    Il Simran e il Dhyan (meditazione) inondano lo spirito con le acque della vita. Lo spirito viene in possesso di ciò a cui ha diritto, s'innalza nella sua latente Divinità e come un tumultuoso ruscello di montagna si getta a capofitto verso l'oceano della vita, la sua fonte perenne, e vi s'immerge perdendo la propria identità separata.
    Un vero Maestro non è un semplice essere umano, bensì è unito con Dio e quindi contiene in sé i poteri di tutti gli dèi e le dèe. In verità, è la Parola fatta carne e sangue. L'unica lezione che impartisce ai discepoli è di meditare sempre sul Signore, il Creatore di ogni cosa, e di non dimenticarlo mai. Siate adoratori della Luce vivente, diventatene schiavi, non attaccatevi a null'altro dato che ogni cosa è mutevole.  
    I Maestri dichiarano: “Fermatevi dove siete! Guardate la vostra condizione!”. È tutto dovuto alla mancanza di meditazione e l'unica cura è di riunire l'anima con il Signore. Anche un minimo inebriamento ottenuto da una pratica quotidiana risoluta incomincerà a cancellare il gusto dei piaceri esterni. Queste attrazioni esteriori rendono estremamente difficile alla mente di ritirarsi e di entrare nell'intimo. Se incominciamo a godere la dolcezza interiore... quando viene quella dolcezza, questo diletto esterno non è più di nostro gradimento! Naturalmente il gusto più dolce renderà gli altri insipidi. Si può rintracciare la causa di tutta la nostra sofferenza nel fatto che non ci siamo impregnati nel vero colore del Naam. Se l'anima non impara ad abbandonare il corpo a volontà e non si inebria nel colore del Naam, nessuna quantità di parole o atti ci darà il buon esito sul sentiero spirituale. Ricordate questo fatto poiché è chiaro e semplice.
    Ascoltate! Aprite le orecchie e ascoltate! Chi ha meditato ha fatto ogni cosa. I conseguimenti della vita di chi non medita, non avranno alcun senso. C'è un grande scopo alla base di questa enfasi sull'importanza della meditazione. Se la vostra vita quotidiana non è sotto controllo, cercate di padroneggiarla o dedicate più tempo alla meditazione e riuscirete a ottenere controllo più velocemente. Chi diventa il cooperatore cosciente del piano divino noterà di aver reso virtuosa la propria vita. Qualunque cosa faccia, è eseguita con rettitudine; non riuscirà ad agire in altro modo. La ragione del vostro insuccesso è che non amate veramente il Maestro, ma ne fate parvenza in vari modi, fisicamente e finanziariamente, o con un rispetto puramente verbale. Non c'è nessuno che abbia sacrificato la propria mente al Guru. Se non abbandonate la mente, non riuscite ad avere buon esito.
    Quando sperimentate realmente che voi e Lui non siete separati e diversi? Quando vi distaccate dalla materia con l'autoanalisi. Potete tentare con sentimenti o deduzioni, ma ambedue sono soggetti all'errore: vedere è al di sopra di tutto. Quando uno può vedere il proprio sé o anima nella sua chiarezza originale? Controllate i sensi, calmate la mente e l'intelletto: allora si contempla l'anima in tutta la sua gloria. Chi conosce sé stesso e si rende conto di essere il portavoce di Dio - che Dio opera per suo tramite - è libero dall'illusione; da tale condizione deriva un grande potere.
    Fate il vostro Bhajan e Simran; affrancate l'anima dalla mente e dai sensi. Il Bhajan e Simran sono il cibo dell’anima - non date cibo al corpo senza averlo dato prima all'anima.
    Imparate ad abbandonare il corpo a volontà ed elevatevi nelle regioni superiori.  In tal caso beneficiate in due modi: primo, imparate a lasciare il corpo e dato che lo fate giornalmente, quando giungerà la morte non vi sarà dolore e paura. Secondo, viaggiando frequentemente nelle regioni più alte e ritornando sulla terra a volontà, la paura della nostra destinazione sconosciuta svanirà e svilupperemo una convinzione incrollabile a proposito della vera vita: il suo mistero sarà rivelato. È inutile aspettare la morte per scoprire la realtà della vita. I Maestri vengono, alzano le mani e gridano al mondo: “Oh fratelli, meditate altrimenti non potete essere liberi”.
    I momenti preziosi della vita terrena trascorsi nelle pratiche spirituali contano in modo encomiabile nella propria emancipazione finale dalla Ruota. Siate devoti con regolarità e amore alle sante meditazioni in quanto è il perno centrale attorno a cui rotea tutto l'insegnamento sacro per uno sviluppo completo dell'anima.
    Il significato della meditazione è di concentrarsi o di meditare su un'unica cosa al punto da dimenticare tutte le altre.
    Maulana Rumi dice che a paragone con la vastità dei mondi interiori, questo mondo non raggiunge neppure l'estensione di un atomo. Quale magnifica abbondanza di vita c'è dentro di noi!
    Un minimo grado di conoscenza è pericolosa.  Prima vedete quel che è in casa vostra, la casa fisica. Penetrate il significato dei libri sacri e scoprite il loro contenuto. Essi racchiudono la stessa conoscenza che vi sto comunicando, ma per la necessità di un uomo autorealizzato noi non capiamo quel che è scritto. La gemma della conoscenza è il Suono riverberante e chiunque entri nell’intimo lo troverà. “Ogni cosa è in questa casa, nulla è fuori”. Il tesoro indicibile della Divinità giace nascosto in noi e tuttavia lo cerchiamo all'esterno: pertanto tutti gli sforzi sono vani. Chiunque lo cerchi esteriormente si perderà nell'illusione.

 

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