Introspezione e formazione dell'uomo

Sant Kirpal Singh Ji

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     Fondamentalmente il discepolo lottatore deve superare due stadi prima di trascendere la coscienza fisica, di incominciare a godere delle discipline spirituali e di percorrere con fermezza il Sentiero della spiritualità. Il primo stadio è quando il discepolo possiede una scarsa conoscenza dell'introspezione ed è in uno stato di ignoranza abissale. Il secondo stadio è quando il discepolo incomincia a rendersi conto di avere innumerevoli colpe e manchevolezze da correggere prima che possa sperare di trascendere la coscienza fisica, in quello stadio dove ha inizio veramente il Sentiero. Questo secondo stadio, che per la maggior parte rappresenta una lunga lotta estenuante contro le tendenze inferiori della mente, è conosciuto come “formazione dell’uomo”. La spiritualità o l'ascesa dai reami inferiori dell'esistenza a quelli superiori di indicibile beatitudine e armonia, non è difficile: tale è la formazione dell'uomo.
      Non esiste un tempo limite specifico per questo secondo stadio, dipende tutto dall'attitudine del discepolo verso l'autodisciplina, dall'obbedienza ai comandamenti del Maestro nel tentativo di sviluppare amore per Lui. L’ego che si fa valere rappresenta l'ultimo ostacolo da soggiogare e ciò non è possibile finché l'anima non inizia a conoscere sé stessa, ad avere qualche barlume della propria vera natura, il che risulta nello sviluppo da parte del discepolo di un’umiltà naturale. Essa non va confusa con un'attitudine di servilismo, intendiamoci. La vera umiltà racchiude forza e tuttavia non si fa valere. Sebbene il misericordioso Potere del Maestro sia sempre vicino per aiutare, è il discepolo stesso a dover superare questa lotta; nessun altro può farlo per lui. Siete stati posti sulla via e avete ricevuto un capitale con cui iniziare, che tuttora esiste dentro di voi. E' stato piantato un seme in voi che certamente un giorno deve fruttificare, e avete come compagno costante il Maestro nella forma sottile di Luce e Suono. Egli è affatto competente a manifestarsi a voi nella Forma radiante quando avrete appreso a trascendere la coscienza fisica. Non è ragionevole cercare di pervenire ai piani più alti senza esservi prima perfezionati in notevole misura. Come negli studi mondani, in cui non è insolito trascorrere venti o più anni per ottenere le qualifiche necessarie ad una carriera, così ancor più grandi sono il tempo e lo sforzo che il discepolo deve consacrare prima di diventare un ricettacolo adatto a ricevere le verità della propria anima e di Dio. Alcuni possiedono una concezione stranissima: pretendono la realizzazione del sé e di Dio in un brevissimo lasso di tempo e con poco lavoro, mentre le stesse persone sono disposte a sgobbare per anni per ottenere il piatto di zuppa di avena, che è tutto ciò che il mondo offre.
    In nessun'altra forma eccetto quella umana un'anima può realizzare Dio. Gli dèi e le dèe sono ansiosi di ottenere la forma umana; significa che essa è la più alta di tutta la creazione in virtù delle sue grandi possibilità spirituali. Sottolineo l'importanza dell'introspezione per la quale è stata prescritta la tenuta del diario. Una vigilanza oculata e un modo diligente di vivere sono fattori essenziali d'aiuto per il progresso interiore. Occorre mantenere una vita disciplinata accompagnata dal controllo totale sui sensi, che nutrono la mente, la quale successivamente sopraffa l'anima. I legami interiori divini di Luce e Suono sono veramente d’aiuto per controllare i sensi. Se seguirete tali principi divini, la vita interiore cambierà in modo automatico. La verità è al di sopra di tutto, ma il vero vivere è ancora superiore.
    Adottate un modo di vivere retto e siate contenti. Potete nutrire certi desideri, ma fermatevi - non accresceteli! Allora riconsiderate i desideri e dove vi porteranno. Che cosa vi sta davanti, che cosa porterete con voi? Siamo accelerati e andiamo di fretta per tutta la vita; non siamo nemmeno coscienti di quel che facciamo la maggior parte del tempo. Pertanto il Guru ci consiglia di affrontare tutte le faccende con serenità pacifica.
    Quando uno si accinge a conseguire una certa meta in qualunque campo dell'attività umana, è necessario fare un inventario del proprio progresso di tempo in tempo. Solo per merito di tale inventario uno può diventare conscio dei propri difetti ed errori, sradicarli, estirparli e predisporre il progresso futuro. Essendoci messi al lavoro di buona lena nella causa del grande Maestro, è necessario in ugual misura passare in rassegna la nostra attività e raggiungimento di tanto in tanto. Senza tale autoanalisi e autocritica non è possibile alcun vero progresso; per incoraggiare questa pratica e per renderla un'abitudine quotidiana nel caso degli iniziati individuali, ho insistito (e seguito a insistere) di mantenere una registrazione quotidiana dei loro pensieri, parole e atti e del periodo di meditazione. Quel che è per noi necessario come singoli iniziati, lo è ancor di più in quanto membri di un grande movimento.
    Innanzi tutto uno deve pensare al risultato prima di compiere o anche di progettare qualunque azione.
    Il timore di Dio è l'origine della saggezza ed un pericolo previsto è evitato per metà. Uomo avvisato mezzo salvato.
    Ogni cosa vi sarà data a tempo debito se seguite i Suoi ordini e vivete secondo le Sue parole. Ogni giorno ricevete compiti che sono intesi ad aiutare la vostra crescita spirituale. Purtroppo, la maggior parte delle persone sono in cerca di incarichi particolari o speciali affidati dal Maestro in persona. Non si rendono conto che i loro rapporti quotidiani e il comportamento con gli altri nel lavoro, le responsabilità che assumono nei doveri mondani e il loro buon adempimento sono tutti incarichi affidati dal Maestro. Se osservate molto attentamente la vostra reazione alle situazioni che vi si presentano nella vita, non potete che essere consapevoli della vostra crescita spirituale. Ecco la parte più importante della spiritualità per quanto concerne il discepolo: deve completare con pieni voti il corso della “formazione dell'uomo” prima di ricevere altri compiti superiori.
    Ogni pensiero, ogni parola e ogni atto - buoni o cattivi che siano - lasciano un'impronta indelebile sulla mente e bisogna renderne conto. Ne consegue la necessità di giusti pensieri, giuste aspirazioni e giusta condotta, i quali costituiscono il recinto attorno alla tenera pianticella della spiritualità. Che cosa forma il desiderio? Tutte le concezioni della mente sono desideri. Dunque siate senza desideri; avrete notato che quando un ostacolo blocca il conseguimento del vostro desiderio, sorge l'ira. Poi c'è l'orgoglio: “Io devo avere questo (o fare questo), altrimenti sarò sminuito agli occhi altrui!”. Si può reputare l'orgoglio come la base di tutti i peccati poiché si trasforma in ego. Il Maestro ci esorta ad abbandonare la caparbietà o a rinnegare l'ostinazione.Siate sempre certi di ascoltare il punto di vista dell'altra persona - magari vi accorgerete che le sue parole sono corrette. La caparbietà incatena solo di più una persona, non v’è spazio per lo sviluppo. Bisogna abbandonare la conoscenza dogmatica dei libri, per esempio, giusta o sbagliata che sia. È ovvio che occorre spezzare tutti gli attaccamenti: dovete liquidare il dare e avere, dovete lasciare il corpo e il suo ambiente. Se un ostacolo si frappone tra voi e il desiderio, diventa ancor più forte. Ponete una pietra enorme nel mezzo di un torrente dalla corrente veloce e creerete due cose: spuma e scroscio. Quando un uomo è infuriato, non riesce a parlare dolcemente e alla fine ha la schiuma alla bocca. Se ottenete l'oggetto del vostro desiderio, si trasforma in attaccamento. C'è solo un rimedio per tutto questo: solo dopo aver visto il vostro vero sé, potete realizzare il Signore.
    I milionari si lasceranno alle spalle i loro milioni, coloro che hanno baracche di fango le lasceranno; questo corpo non venne con voi e non vi accompagnerà. Sì, vi porterete dietro le vostre azioni.
    V’è qualcos’altro richiesto per riunirvi con il Signore? È essenziale il Sadachar (retto vivere). Dovete sottomettere la mente che corre frenetica verso le influenze esterne negative; solo allora si consegue qualche vero progresso. L'ostacolo più grande è che l'anima soggiace al controllo della mente, la quale a sua volta è sottomessa al controllo dei sensi. La liberazione da questa schiavitù è accelerata dal retto vivere.
    Riceviamo impressioni dall'esterno attraverso gli occhi, le orecchie, la lingua, l'olfatto e il tatto: dobbiamo acquisire autocontrollo. Solo in virtù dell'autocontrollo l'uomo progredisce giorno per giorno, con regolarità e anche con l'introspezione. Questo è importantissimo: la vostra stessa anima, la cui espressione esteriore è chiamata attenzione o surat, se è occupata dall'esterno vi impedisce di vedere nell'intimo.
    Come si sviluppa la giusta comprensione? Retti pensieri e retto parlare, da cui seguono rette azioni. Se riuscite a far questo, se riuscite a conquistare il sé e ad abbandonarlo ai Piedi del Maestro, se imparate a vederlo all'opera in tutte le cose, se accettate la realtà della vostra visione limitata, se vi impegnate in una vigilanza incessante e zelante sui pensieri ed atti eliminando tutti i mali e le imperfezioni - allora non solo ottenete voi stessi la salvezza ma consentite di fare altrettanto ad altri. Il vostro esempio splenderà come una fiaccola nelle tenebre e gli uomini, anche coloro che dapprima vi osteggiavano, si rivolgeranno a voi per avere guida e aiuto. Noterete erompere in voi un nuovo senso di pace, una pace che non dipende dall'assenza di turbamenti esterni, ma è uno stato interiore di mente e rimane incrollabile persino nelle situazioni più tempestose. Questa stessa qualità penetrerà non solo nelle vostre vite individuali, ma nella vita più grande dell'immenso movimento spirituale di cui siete una parte.

 

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