Il karma: la ruota che lega

  Sant Kirpal Singh Ji

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     Nella natura ogni pensiero, ogni parola ed ogni atto devono essere messi in conto e compensati. Ogni causa ha un effetto ed ogni azione una reazione. Sradicate la causa e l'effetto svanisce. Ciò è stato fatto dai Maestri che han trasceso queste leggi, ma tutti gli altri sono inchiodati dalle catene del karma, la causa principale dell'esistenza fisica e l'abile espediente della Natura per mantenerla. La legge del karma provvede a far sì che noi veniamo pagati “occhio per occhio e dente per dente”, sotto forma di gioia e sofferenza. È la sferza stimolante nelle mani della Natura. La mente contrae il karma, pone una copertura sull'anima e domina il corpo attraverso i sensi.  Sebbene sia l'anima a conferire forza alla mente, quest'ultima è diventata padrona e governa in sua vece: perciò il primo passo verso la Spiritualità è il controllo della mente. Vittoria sopra la mente è vittoria sul mondo.  Persino yoghi e mistici realizzati, che s'innalzano fino ad alti reami spirituali, non sono immuni dal potere del karma.
     I  Santi classificano il karma in tre gruppi:

I) SANCHIT (accumulato): atti buoni o cattivi guadagnati, contratti o accumulati sul nostro conto in tutti i corpi precedenti di qualsiasi ordine della creazione, a partire dal giorno della prima comparsa della vita sulla terra. Ahimé! L'uomo ne è affatto ignaro, né sa nulla della loro estensione.

II) PRARABDHA (fato o destino): il risultato e l'effetto che ha portato l’uomo nel corpo attuale e che bisogna pagare nella vita presente. Le reazioni di questi karma ci colpiscono in modo imprevisto e inavvertito, senza controllo di nessun genere. Buono o cattivo che sia, dobbiamo tollerare o sopportare questo karma, ridendo o piangendo, come meglio ci conviene.

 III) KRIYAMAN (rendiconto delle azioni nel corpo attuale): è distinto dai due  gruppi  precedenti  poiché  l'uomo è assolutamente libero di  fare esattamente come gradisce, entro certi limiti. Consapevolmente o inconsapevolmente, le azioni compiute appartenenti a questo gruppo portano i loro frutti. Prima di morire raccogliamo il risultato di alcuni di questi atti ed il rimanente è trasferito nel deposito del sanchit. Il karma è la causa della rinascita ed ogni nascita è a sua volta seguita dalla morte. Dunque, il ciclo del godimento e della sofferenza, che accompagnano la nascita e la morte, continua. “Come desideri così diventi” è la legge inalterabile della Natura in base alla quale esiste l'Universo. Integrità o genio, per quanto elevati, non possono assolvere un uomo finché esiste in lui la più piccola traccia di karma. L'ignoranza di questa legge non costituisce una scusa; sebbene le leggi fatte dall'uomo contemplino qualche concessione o mitigazione in circostanze speciali, non si fanno abbuoni riguardo alle leggi della Natura! Preghiere, confessioni e penitenze danno un temporaneo sollievo mentale ma non vincono il karma. Bisogna annullare tutto il karma prima di conseguire la salvezza permanente.

Similmente, anche la filosofia del karma ha una posizione specifica nella scienza spirituale, ma in nessun modo dovrebbe indurre alla morbosità e generare uno spirito di frustrazione tra gli iniziati e no. L'uomo è il fautore del proprio destino. Quantunque non abbiamo la capacità di alterare il passato, possiamo forgiare il futuro nel modo migliore. “Sin qui e non oltre” è la linea di delimitazione tracciata dal Maestro per ognuno di noi e non bisogna affatto oltrepassarla. La nostra evoluzione karmica passata ci muove secondo il volere divino. Siamo vincolati entro certi limiti a causa del karma passato e liberi entro altri. Possiamo fare l'uso migliore dei karma per cambiare rotta e procedere sulla via spirituale. Ora che il destino ci ha portati qua, come possiamo utilizzare al meglio la vita umana? Non dovremmo più gettare nuovi semi. Qualunque cosa accada nella vita dovuta alle azioni passate, dovrebbe essere sopportata con letizia. Felicità e dolore verranno, ma non bisogna scoraggiarsi. Anche i grandi capi spirituali sopportano esperienze simili, ma senza patirne gli effetti dolorosi. Il mio Maestro soleva dire: “Non potete togliere tutte le spine che avete cosparso per il cammino, però potete indossare scarponi come protezione”. Il compito di salvarvi dalle reazioni di riserva va considerato seriamente, poiché solo nella forma umana abbiamo qualche possibilità di renderle inoperose. I Santi vengono, perdonatemi, ma anch’essi muoiono. Anch’essi ottengono ricchezze e povertà, ma evitano sempre quegli atti che provocano una reazione. 

Chi è di un unico colore gode libertà perpetua, non lotta con nessuno. 

Ha la giusta comprensione; ha piena consapevolezza dell’unicità della vita. Rimane impassibile attraverso ogni fase passeggera, mentre vanno e vengono le onde sulla superficie dell'oceano della vita. Lavora  senza posa, senza stancarsi in questo campo d'azione tuttavia ne é superiore agli effetti. Il significato delle parole neh-karma è di agire pur rimanendo inerti; chi non riesce a vedere la realtà non può diventare neh-karma.  Solo scorgendo l'azione del Signore in ogni cosa si può conseguire questo stato.  Neh-karma è chi è connesso con lo Shabd. Quando si diventa il cooperatore cosciente del piano divino, tutte le azioni passate, i sanchit karma (quelli immagazzinati) sono cancellati, finiti. Se non è più presente l'artefice delle azioni, allora chi ne sarà responsabile? Quando compare l’ego, bisogna ricevere il risultato delle proprie azioni. Un uomo può dire: “Non sono io l'artefice”, ma nelle crespe del cuore non può credere a questo, continua a reputarsi il protagonista di ogni cosa, in tal modo si assume la responsabilità per le azioni e reazioni che seguono. Se diviene il cooperatore cosciente del piano divino e sa che agisce solo secondo la volontà di Dio, come può essere gravato da una qualsiasi azione? Essere neh-karma, allora, dovrebbe rappresentare l'aspirazione della nostra vita; rappresenta la salvezza.
    Siamo alla mercé dei nostri atti e qualunque cosa facciamo, provoca un'azione-reazione. Buone azioni causano buone reazioni: atti cattivi, reazioni negative. Nel Gurbani (i detti dei Guru sikh) è scritto: “Non biasimate gli altri, prendetevela solo con le vostre azioni passate”.  Fratelli, non disapprovate nessuno. Avete ottenuto questa forma umana come risultato dei karma prarabdha (destino, che governa il modello di questa vita); è il buon frutto del vostro passato. Qualunque cosa dobbiate dare e avere dalle vite passate, va considerato ora. Dovete prendere da alcuni e dare ad altri. Talvolta nel dare qualcosa a una certa persona, l'intimo del cuore è gonfio di un tale calore d'amore, mentre in un'altra occasione si dà con astio e riluttanza: è la reazione del passato. Qualcuno è ricco, qualcuno è povero. Alcuni sono insegnanti, altri servi. In tutto esistono sei cose sulle quali l'uomo non ha controllo alcuno: vita, morte, povertà, ricchezza, onore e disonore; sono al di là del nostro controllo.
    Le buone azioni porteranno senza dubbio la loro ricompensa, ma sarete sempre prigionieri.  Forse alcuni andranno nella prigione classe A, altri nella B, altri ancora nella classe C; qualcuno ottiene i piaceri degli altri mondi. Paradiso e inferno verranno ripetutamente, poiché non si può spezzare questo ciclo finché non ci si affranca dall'illusione. Veniamo nel mondo solo per regolare i vecchi conti di dare e avere. Tutte le relazioni - padre e figlio, marito e moglie, madre e figlia, fratello e sorella, e viceversa - sono il risultato delle reazioni karmiche passate. È detto che la penna del destino si muova secondo i nostri atti. Dobbiamo raccogliere quel che seminiamo. Veniamo col destino scritto sulla fronte: anche il corpo stesso è il risultato dei karma, lo chiamano giustamente karman sharir. È il destino che foggia la nostra forma.  Senza il corpo non vi possono essere atti e senza atti non vi può essere corpo. Pertanto ci conviene passare i giorni felicemente e dare di buon grado quel che dobbiamo perché non possiamo evitarlo. Naturalmente dobbiamo stare attenti a non creare nuove reazioni e a non gettare nuovi semi. È l'unico modo per uscire dall'abissale profondità dell'oceano karmico.
    Pretendere che dopo l'iniziazione le faccende mondane cambieranno in modo che le cose amare non si presenteranno più, è un'idea erronea. Gli alti e i bassi vengono come risultato delle reazioni dei propri atti, bisogna affrontarli e saldarli. Se li evitassimo, i debiti rimarrebbero non liquidati. Siamo stati uniti alla famiglia, ai parenti per via del Volere divino, dei prarabdha karma e dovremmo accettare gioiosamente le circostanze. Solo chi conosce veramente, paga volentieri la propria parte nella vita. Chi sa quante difficoltà sono dovute ai debiti insoluti? Se ora avete succhiato il sangue di qualcuno, nella prossima nascita egli succhierà il vostro. Apparentemente può sembrare: “Mi fa del male, è un tiranno, è crudele”, ma chi sa qual è la reazione del passato?
    Sono dolente per i vostri affari personali quando vi sentite offesi e confusi. L'attuale vita terrena è basata principalmente sulla reazione del karma passato che determina dolore e piacere, salute e malattia, onore e ignominia. A ogni modo, una vita ben programmata e disciplinata, basata sulla beatitudine spirituale aiuta ad offrire nuove prospettive di pace e armonia. Gli alti e i bassi sono i normali tratti distintivi della vita terrena e bisogna considerarli alla luce della loro transitorietà. Occorre seguire con letizia il principio d'oro di accettare il bene e il male della vita con uno spirito di fermezza ed equilibrio mentale, essendo nel nostro miglior interesse spirituale. La vita di un iniziato, proprio come una banca sull'orlo del fallimento che deve saldare e liquidare ogni centesimo, serve per affrancare l'anima dai debiti karmici passati. Se accetterete tutti gli eventi con questo spirito di giusta comprensione, sarete più positivi, felici e raggianti. I decreti del cielo non sono soggetti ad alcun errore, tuttavia l'amministrazione divina è immancabilmente pervasa di misericordia. Una persona spiritualmente sviluppata supererà tutte le difficoltà della vita materiale incorporando il proprio volere in quello divino.
    Quando i Maestri vengono, non intaccano i prarabdha karma sebbene lo facciano in un certo senso: incominciano a dare cibo all'anima. Per nutrire la forma fisica dobbiamo mangiare e bere, per rafforzare l'intelletto leggiamo, scriviamo e pensiamo, tutte queste parole sono cibo per l'intelletto. L'anima si nutre solo con il Pane della Vita, che è l'esperienza dell'Aldilà. Con tale cibo l’anima diventa molto forte; benché sopraggiungano infelicità e dispiacere, l'effetto è minimo. Se dovete percorrere un sentiero spinoso e mettete gli scarponi, non sentite le spine. Dieci persone vengono malmenate fisicamente: una di loro è debolissima e si accascia subito. Le altre accusano i colpi ma non sentono molto dolore. Similmente, se l'anima sarà forte, verranno felicità o dolore ma non avranno alcun effetto drastico.
    DOMANDA: Possiamo sconfiggere le impressioni karmiche del passato?
    IL MAESTRO: Non potete sopprimere le reazioni karmiche che stanno fruttificando; dovete solo calzare scarponi pesanti per salvarvi dall'effetto doloroso delle spine. Quando un uomo deve morire, muore, non ha scelta. Ebbene, le reazioni karmiche del passato che stanno dando frutto, sono inarrestabili ma potete trovarvi in una posizione tale che non vi addolorino.
    DOMANDA: C'è un modo qualsiasi per sapere se i nostri atti liquidano un vecchio debito oppure se ne iniziano uno nuovo?
    IL MAESTRO: Innalzati al piano causale, non lo puoi sapere prima.
    DOMANDA: Se un iniziato deve ritornare a causa del karma, dopo quanto tempo succederà?
    IL MAESTRO: Se è iniziato da un Maestro competente - prima domanda - e se osserva i Suoi comandamenti, vive secondo quel che dice, se è regolare con devozione alle pratiche, vede la Luce e ascolta il Principio Sonoro al punto che ha eliminato tutti i desideri esteriori - egli non deve ritornare affatto. Progredirà oltre in seguito. Chi ha fatto poco o niente dovrà ritornare, ma non al di sotto del corpo umano. Otterrà di nuovo una guida e si eleverà. Coloro che nutrono un forte amore per il Maestro al punto da incenerire tutti i desideri, tali anime non ritornano, progrediscono da quel punto in poi. Nessun iniziato può prendere il fardello karmico altrui. Solo il misericordioso Potere del Maestro operante nel polo umano del Maestro vivente, ha la capacità di estinguere i debiti karmici sotto il Suo volere divino, nessun altro.

 

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