Il Maestro deve fare il suo lavoro e gli iniziati il loro: procedere con piena fiducia nel Maestro. Ci sono troppi iniziati che si appoggiano all'immaginazione e troppo pochi che praticano.
     Il periodo di meditazione non dovrebbe essere riservato a sentimenti piuttosto emotivi. Gli iniziati devono abbandonare tutto al Maestro ed essere desiderosi di morire per consacrare la vita a Dio. “Imparate a morire affinché possiate cominciare a vivere”. Il Maestro sa come occuparsene nel  modo  migliore,  spetta  a  noi  agire  bene  nel presente, secondo le ingiunzioni del Maestro. Se ci comportiamo in base ai suoi comandamenti, Egli non ci abbandonerà mai fino alla fine del mondo. Al contrario, dopo l'iniziazione noi sentiamo di aver ottemperato a tutti gli obblighi, siamo liberi di fare quel che desideriamo riponendo semplicemente la fiducia nella Sua grazia. Quest'attitudine rappresenta un grande ostacolo sul sentiero e ritarda del tutto il vero progresso. Compiaciuti di noi stessi, non ripaga per niente chiudere intenzionalmente gli occhi alla dura realtà della situazione, che assegna diritti e doveri in uguale proporzione a ogni individuo. Non possiamo scegliere a nostro piacimento. Pertanto dobbiamo premunirci contro tale mentalità frustrata e procedere lentamente con i nostri sforzi dato che non esistono riconoscimenti rapidi nella scienza dello spirito.
     È un processo di sviluppo lungo e laborioso per lo spirito e inevitabilmente dobbiamo avere a cuore ad ogni passo i valori più alti della vita se siamo appassionati per la ricerca della Verità. È un sentiero scosceso: se vogliamo percorrerlo senza incespicare, bisogna avanzare con il cuore sempre fisso sulla meta e sui passi immediatamente davanti a noi. Non c'è tempo per guardare indietro; può farci solo rabbrividire e tremare. L'ignoranza è l'unica malattia che affligge l'anima. È curabile solo con la conoscenza e la conoscenza è l'azione dell'anima, perfetta senza i sensi, sebbene sul piano fisico non si possa agire senza il loro apporto. La vera conoscenza albeggia solo sul piano sovramentale dove i sensi fisici non sono di alcun aiuto. Ma finché non si è raggiunto quello stadio di comunicazione diretta con la Forma radiante del Maestro, bisogna prendersi cura di tutto: il sentiero è scivoloso e disseminato di insidie nascoste in cui può cadere in qualsiasi istante il pellegrino incauto. Una volta scivolato, perde l'opportunità d'oro e non sa quando sarà possibile ottenere di nuovo la nascita umana.
     Quando poniamo troppa enfasi sui mezzi, cioè la dieta vegetariana e il karma, dovremmo mettere in evidenza ancor maggiormente l'inversione, il ritiro dai sensi e lo sforzo per dedicare più tempo a questo fine.
     Considerate la parabola di Cristo dei semi. Gettarono i semi: alcuni caddero sulla strada, altri fra i cespugli spinosi, altri ancora sulle rocce, alcuni caddero sul terreno dissodato che era stato liberato da tutte le erbe infestanti. Il seme caduto sul terreno duro è divorato dai passeri; il seme gettato sulle rocce cresce ma non essendoci suolo sufficiente, a poco a poco la crescita si estingue; ovviamente i semi caduti fra le siepi crescono ma non pienamente. I semi caduti sulla terra preparata si sviluppano abbondantemente. Se gettate un solo seme, ne seguiranno centinaia. Per esempio, piantate un mango e crescerà un albero con centinaia di frutti. Dunque v’è abbondanza in natura. Che cosa mostra allora questa parabola? Il “seme” è il contatto con la Luce e il Principio Sonoro, l'espressione della Parola o Naam nel cuore degli iniziati. Per coloro che si limitano a riceverlo, le forze negative lo consumano poiché quegli iniziati non vi dedicano mai tempo e non se ne curano: dopo l'iniziazione il seme è perduto.  Riguardo i semi caduti sulle rocce con poca o nessuna terra, dopo l'iniziazione quei semi dovrebbero essere alimentati dal Satsang.  In caso contrario, capite, naturalmente avvizziscono (anch’essi non crescono), germogliano per alcuni giorni, poi muoiono. Ecco perché dico: “TRALASCIATE CENTINAIA DI LAVORI URGENTI PER PARTECIPARE AL SATSANG. I semi caduti fra i cespugli spinosi non cresceranno intralciati da pensieri confusi e altri tipi di vincoli; sono pari a coloro che han troppa carne al fuoco e non han tempo per applicarsi a queste cose. Dicono di non avere tempo. Anche tali persone non crescono. Solo il seme caduto sulla terra ben preparata porta frutto in abbondanza. Ebbene noterete: lo scopo del diario - che non mi stanco di esortare - è di eliminare tutte le imperfezioni dal suolo del cuore. Chi tiene il diario con regolarità, progredisce certamente. Se non progredisce, c'è qualcosa di sbagliato che vi viene spiegato semplicemente riferendosi a questa parabola del Cristo.
     La spiritualità, essendo la meta più elevata della vita, è anche la più difficile; soltanto coloro che cercano davvero la Verità dovrebbero avventurarsi su questo sentiero.
     Il Maestro ci unisce in una vera relazione che non si può mai spezzare.
Tale relazione è con Dio stesso manifesto nella forma umana; essa non è soggetta a divisione nemmeno dopo la morte, per non dire durante la vita. Con una povera comprensione ci facciamo valere con l'orgoglio, l’ego e le abitudini negative desiderando riconoscimento. Di conseguenza riusciamo solo ad accumulare più sofferenza. A che serve partecipare al Satsang per così tanto tempo se non cambiate le vecchie abitudini indesiderate? Il terreno secco può rinverdire con l'acqua, ma a che serve innaffiare la terra se rimane morta? La vostra partecipazione è diventata una semplice “routine”, non potete ottenere la salvezza meccanicamente: non  la otterrete,  non la otterrete!
     Se veniste a sapere dell'esistenza di un tesoro nascosto, non vorreste scovarlo? Se un ladro passasse per una casa incustodita, dove nessuno lo osserva, pensate che dormirebbe la notte? Tanti dicono che Dio è dentro di noi, ma anche allora dormono incuranti. Perché non cercano la Verità?  Se uno incontra chi possa aiutarlo a far emergere questa Verità e riceve una certa capacità di comprendere, anche allora non si preoccupa di scavare. Com'è disgraziato! Come possiamo chiamare tale sfortunata persona?  Se non fosse cosciente delle cose sarebbe diverso, ma se qualcuno ha mostrato una piccola parte di quel tesoro interiore e anche allora lo ignora, che fare? La solita scusa è: “Non ho tempo”, vero? Volete che qualcun altro scavi il tesoro per voi?
     Se qualcuno è oggetto della misericordia di Dio e del Maestro, allora perché non si manifesta?  Molte persone sono sconcertate da questo. La ragione è che l'anima non mostra alcuna misericordia a sé stessa. La pietà di Dio ci diede questa forma umana e attraverso di essa anche la brama per Lui ebbe inizio. Per giunta, egli portò il ricercatore ai piedi di un Uomo-Dio in cui era manifesto. La pietà dell'Uomo-Dio fu accordata quando diede il contatto interiore. Se non avete pietà di voi stessi, allora che si può fare? Il mio Maestro soleva dire: “Il medico vi ha dato la medicina, ma non la prendete: come potete curarvi?”. Senza la misericordia dell'anima il seme non fruttificherà. È vero che il seme è stato piantato e non sarà mai distrutto, ma la persona dovrà ritornare nel mondo, pur non retrocedendo al di sotto della forma umana. Fate l'uso migliore della grande opportunità che vi sta davanti  Gran parte della vostra vita è già trascorsa. “Molto è passato, poco rimane; nel tempo restante fate il vostro lavoro”. Siete stati separati da Lui da vite e vite, e il Padre è ansioso che i figli ritornino all’ovile.  

 

 

 

 

 

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