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DOMANDA: Sant Ji, nell’ultimo giro l’estate scorsa (1980) hai detto che sarebbe passato un lunghissimo periodo di tempo prima del tuo ritorno nel Nord America. Hai dichiarato che la situazione del mondo sarebbe stata terribile; potresti spiegarcelo?
Il MAESTRO: Non intendevo questo, e non l’ho detto considerando la condizione del mondo. Intendevo che è una cosa molto importante per un Santo visitare un paese, una zona nel mondo; e per la gente che vive in quella zona è una benedizione. Queste cose non accadono ripetutamente. Sapete che sono vincolato agli ordini del mio Maestro; e dipende tutto dall’amore degli amati. Se l’amore degli amati mi trascina da qualche parte e se il Maestro me lo ordina, allora ci andrò.
Non dovremmo angosciarci mentalmente dopo aver sentito le notizie alla radio, aver letto i quotidiani e le profezie che la gente fa del mondo e della sua situazione. Noi abbiamo ricevuto l’iniziazione; dunque dovremmo meditare perché non possiamo fare nulla della condizione del mondo.
Un satsanghi dovrebbe sempre avere fede nel Maestro e continuare a praticare il Bhajan e il Simran. Non dovrebbe mai pensare al mondo; non dovrebbe mai preoccuparsi di quel che accade o di quel che potrebbe accadere nel mondo.
Questo mondo in cui viviamo ora appartiene al Potere Negativo e se qualcuno dice che lo trasformerà in un mondo di gioia o se qualcuno tenterà di farlo, non ci riuscirà perché l’inquietudine è sempre stata presente nel mondo e in futuro continuerà a essere lo stesso.
Sapete che nel mondo ci sono sempre guerre; un giorno ci sono alcuni paesi in guerra e un altro ce ne sono altri, continua sempre questa cosa. Perché tutti questi paesi combattono fra di loro? Solo perché sono attaccati alla loro comunità e al loro paese, per questo combattono fra di loro. Non si innalzano al di sopra delle loro comunità e paesi, e non realizzano questa verità: Dio risiede in ognuno di noi e dovremmo vedere Dio all’opera dappertutto. Non fanno questo e quindi rimangono attaccati alla loro comunità, al loro paese e combattono.
Dovremmo innalzarci al di sopra di tutte queste cose e praticare la devozione. Non ho mai fatto alcuna profezia per cui ci vorrà molto tempo prima che ritorni di nuovo in Occidente e non ho mai fatto profezie di questo tipo perché, come ho sempre detto, dipende tutto dal Volere del Maestro. Andrò ad avere il darshan dell’Amato ovunque lui mi mandi nel suo volere.
Guru Nanak Sahib si definisce un burattino di legno. Dice: “Che può fare un burattino quando la sua corda è nelle mani di Dio Onnipotente? Deve fare qualunque cosa lui vuole che accada e deve vestire in qualunque modo lui desideri. Il burattino deve andare ovunque lo mandi e fare quel che lui vuole. Che cosa possiamo fare noi?”. Pertanto siamo come marionette nelle mani di Dio Onnipotente e le nostre corde sono nelle sue mani. Dobbiamo andare ovunque lui ci mandi, dobbiamo fare qualunque cosa ci dica. Non abbiamo una volontà nostra personale.Molte volte ho detto questo e anche Russell Perkins ne è al corrente, poiché fu proprio lui a venire a vedermi qua. Qual era il mio progetto a quel tempo? Il mio progetto era di non uscire più nel mondo e di rimanere dentro a praticare la devozione. Nel dolore della separazione dopo la dipartita del Maestro ero talmente turbato nel cuore che non volevo fare nulla nel mondo, per cui decisi di meditare per il resto della mia vita. Non volevo uscire, e non volevo che la gente venisse a disturbarmi. Ecco perché dissi alla persona che cucinava per me di chiudere la porta dall’esterno affinché la gente pensasse che non fossi dentro e se ne andasse senza disturbarmi. Sono uscito per il vostro amore e per questo dico sempre: “Il vostro amore mi ha portato fuori”.
Le persone del mondo agiscono coinvolgendosi nell’ego e affermano: “Abbiamo fatto questo e abbiamo fatto quello”. Gli Amati di Dio operano sempre nel volere di Dio. Dicono: “Non accade nulla per opera nostra, accade solo quel che Lui vuole”.
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