La via d'uscita: il Guru, 
il più grande dono di Dio  

Sant Kirpal Singh Ji

 

 

     Nel Jap Ji Sahib Guru Nanak ci dice:  

         Esiste una Realtà, il Manifestato non Manifesto,
         Sempre Esistente;  è il Naam,
         il Creatore, onnipervadente, senza paura, 
         senza inimicizia, senza tempo,
        Non nato, autocosciente, completo in sé stesso.
        Si può realizzarlo attraverso la benevolenza 
        vero servo, il Guru.

La ricchezza più vera e il dono più grande di Dio sono l'Uomo-Dio, la persona che, essendosi realizzata, ha raggiunto la divinità. E' in un certo senso un Dio manifesto o polo da cui Dio si rivela tra la sua gente.  Illimitato e infinito com'è, Dio oltrepassa la comprensione da parte dei poteri ristretti della percezione.  Ad ogni modo è possibile comprenderlo in parte nel Maestro, così come il vasto oceano si arresta al porto dove le acque del mare fluiscono gentilmente dando sicurezza ai bagnanti.
     Come il simile attrae il simile, l'uomo deve necessariamente avere un uomo per istruttore, giacché nessun altro può insegnargli.  Pertanto la via verso Dio passa attraverso l'uomo.  Solo un Uomo-Dio può parlarci della “Via d'uscita” dal mondo e dell'Entrata nel Regno di Dio, ora terra perduta per l'umanità in genere. La caduta dell'uomo fu causata dall'uomo e altrettanto deve essere la sua rigenerazione.  Ma c'è un'enorme differenza tra uomo e Uomo, essendo quest'ultimo Dio nell'uomo. Quando la gente vede il Guru vivere come un uomo ordinario che mangia, beve, eccetera, giudica in modo sconsiderato e perde il rispetto.  Dovreste sempre ricordare che la vita di un Maestro è due in una. Egli è il figlio dell'uomo, che accetta tutti come fratelli, senza malanimo per nessuno, che vive come un vero essere umano e partecipa alla gioia, al dolore degli altri. Soffre altresì a causa della tristezza altrui e a volte condivide anche lacrime di interessamento. Tuttavia come vero Sé eleva le anime nell'intimo. Gli sfortunati che lo reputano semplicemente un uomo, rimangono al livello di uomo e perdono l'opportunità d'oro.
     Pertanto la più fervida preghiera che si possa offrire a Dio è che nella Sua illimitata misericordia ci metta in contatto con i profeti, che possono condurci verso di Lui. L'Uomo-Dio o il Profeta ci mostra la Via: la grande Strada maestra che mena a Dio. Non è altro che la Corrente Sonora o il Principio Sonoro chiamato diversamente da saggi diversi: Parola o Spirito Santo dai Cristiani, Kalma, Bang-e-Asmani o Nida-e-Arshi dai Maomettani, Udgit, Akash Bani, Naad o Sruti dagli Indù, e Shabd o Naam dai Sikh. Zoroastro la denomina Sraosha e i teosofi “la Voce del Silenzio”.  Cristo ne parla come “la Voce del Figlio di Dio”.  Dio trabocca nel Guru e unisce l'uomo con il Verbo affinché raggiunga la vera Casa.
     Questa Corrente Sonora è il mezzo di salvezza, la chiave principale che dischiude il Regno dei Cieli. Concede la vita eterna all'uomo e lo riporta ancora una volta nel Giardino dell’Eden, da cui fu cacciato per disobbedienza a Dio. Quale dono più grande può un uomo chiedere a Dio della restituzione del Regno perduto? Segna la fine del lungo esilio che perdura da secoli interminabili, mentre Egli saluta il ritorno all’ovile delle pecore smarrite. Il Maestro è il Pastore benigno che, mosso a compassione, fa tutto questo per l'umanità traviata. Tali anime elevate hanno una missione affidata dall'Altissimo. Egli non è più un esule nel mondo, ma un erede del Regno di Dio, consolidatosi ancora una volta nella propria divinità originaria.
     Ecco il vero adempimento del patto tra Dio e l'uomo, la vera resurrezione dalla morte, come concessione dal Figlio di Dio all'uomo, ecco l'adempimento della Legge di Dio e lo scopo della nascita umana. Questa è la grandezza delle anime maestre: riuniscono l'uomo con Dio, il lungo periodo di separazione finisce e il figlio perduto viene riportato al Padre. Ciò indica il grandioso ritorno a casa attraverso interminabili prove e tribolazioni. La Grazia salvifica di Dio è risvegliata dall'Uomo-Dio e si adempie lo scopo della vita. D'allora in poi, il Figlio e il Padre non solo sono riconciliati, ma diventano uno.
     È una questione di innesto: innestare il ramo di un albero in un altro.  Che accade?  Il frutto del secondo albero, pur mantenendo la propria forma e colore, acquisisce il gusto e il sapore del primo. È esattamente ciò che accade quando il potere del Guru o l'impulso di vita del Guru opera sul discepolo. Il discepolo si trasforma poiché viene riscattato. Per essere uno con Dio (Fana-fil-allah) bisogna prima essere uno con l'Uomo-Dio (Fana-fil-sheikh): ecco il modo più facile per raggiungere Dio.
     Non abbiamo ancora esperienza di Dio e quindi non possiamo concepire né Lui né i suoi poteri. La nostra conoscenza, per quanto limitata sia, è secondaria, deriva dallo studio di libri o da persone che Lo ignorano tanto quanto noi. In siffatto stato non possiamo contemplare nulla, tuttavia esiste una persona che ha diretta conoscenza di Dio ed è interiormente sintonizzata con l'infinito. La sua compagnia gode di un fascino peculiare, le sue parole convincenti di saggezza irrompono subito nella mente, le sue affermazioni cariche di potere possiedono un influsso magnetico. Alla sua santa presenza si avvertono serenità e pace interiore. Egli non argomenta riguardo a Dio, parla semplicemente di Lui con autorità dato che ne ha una conoscenza di prima mano e vive coscientemente in Lui ogni istante della vita. Tale persona può essere denominata Profeta, Messia o Uomo-Dio.  Il Vangelo ci dice che Dio parla attraverso i Profeti o gli eletti. È una cosa del tutto naturale: solo l'uomo può insegnare a un uomo, e per la scienza di Dio dobbiamo avvalerci di qualche Uomo-Dio. Il Sant Satguru è il polo che riflette la luce di Dio. Da lui solo possiamo apprendere il Sentiero che porta a Dio; egli può essere una guida sicura su cui fare assegnamento nella buona e nella cattiva sorte, sia qua sia nell'aldilà. Da quanto detto finora si desume ovviamente che l'Uomo-Dio o il Sant Satguru è la persona giusta alla quale rivolgersi in primo luogo e indirizzare tutte le nostre preghiere. La fede è la chiave fondamentale per il buon esito di tutti gli sforzi. Pertanto dobbiamo avere ferma e piena fede nella competenza del Maestro. Con amore e umiltà bisogna avvicinarci a Lui se vogliamo fare il primo passo nella scienza spirituale. Occorre pregarlo sinceramente dalle profondità del cuore.  Dovremmo ritenerci invero fortunati se con la Sua grazia ci accetta per impartire la conoscenza del sé e di Dio, che in realtà è il seme dal quale deriva ogni altra conoscenza.
     Dovremmo andare dal Satguru e supplicarlo di liberarci: “Tu hai l'amore e noi siamo i prigionieri; anche Tu sei venuto come un prigioniero per il nostro bene”. Egli assume questo sacco turpe, questa forma umana solo per liberarci. “O Satguru, se Tu non ci aiuti, allora chi può farlo?”.  Solo chi ha lasciato la casa e sta sul tetto, può afferrare la mano di un altro e tirarlo su.  Il potente Guru affranca l'anima: dando una spinta verso l'alto, le concede un'esperienza di innalzamento al di sopra della coscienza fisica. Abbiamo bisogno di questo aiuto, altrimenti come potremo mai innalzarci con i nostri sforzi? Otteniamo un contatto interiore e un assaggio del Maha Ras, il più grande Nettare, che ci distoglie del tutto dalle attrazioni esterne. Dunque con il Naam si può controllare la mente e, per riceverne un contatto, bisogna andare dal Satguru.
     Come si può stabilire l'autenticità di un grande Maestro? Nel Sar Bachan Swami Ji Maharaj ha risposto a questa domanda in modo meraviglioso. Egli esorta che quando sentite parlare di un Santo o Maestro, andate da lui e sedetegli accanto con profonda umiltà e riverenza.  Guardate semplicemente nei suoi occhi e alla sua fronte, come un bambino, con profonda ricettività. L'anima sperimenterà un forte innalzamento e avvertirete la radiazione divina che emana dagli occhi e dalla fronte. Inoltre, se il vostro cuore serba domande, ricevono automaticamente una risposta nel discorso, senza sforzo da parte vostra. Oltretutto,  il criterio di prova del Perfetto Maestro è di avere un contatto cosciente del santo Naam interiore, di cui si sperimentano all'iniziazione i legami più bassi nella forma della Luce divina e della santa Corrente Sonora. Egli deve essere competente a fungere da guida per gli iniziati nel piano astrale e a proteggere l'anima al momento della morte fisica.
     Quando andate da un uomo che ha realizzato Dio con piena sincerità e umiltà, ponetegli domande a vostro piacimento e, allorché siete soddisfatti, intraprendete il suo sentiero e datevi da fare. Ricordate che nessun vero Maestro imporrà la propria volontà, bensì svilupperà la migliore comprensione di ognuno finché il soggetto non avrà qualche richiamo.
     L'uomo esita e teme di avvicinarsi a un Santo Maestro poiché la sua vita è macchiata, forse meno in una cosa e più in un'altra. Non abbiate mai timore di andare da un Santo Maestro poiché siete un peccatore. Egli è designato più per i peccatori che per gli altri, ha un rimedio per ogni ferita. Avvicinatelo e attraverso di lui troverete una via per liberarvi dal peccato. Si può entrare in contatto con chi è molto lontano tramite la corrispondenza. Egli dispone di mezzi e metodi per affrontare ogni caso: è competente!
     Gli Uomini-Dio vengono nel mondo non per promulgare alcuna nuova legge, né per distruggere quelle esistenti, ma solo per sostenere l'immutabile legge universale, divina. Il loro messaggio è di speranza, adempimento e redenzione per chi cerca il divino nell'uomo. Pertanto essi costituiscono una grande forza cementatrice che trascende tutti i credo, le fedi confessionali; presentano una via d'uscita fattibile alle polemiche teoriche delle cosiddette roccaforti religiose. Essi si librano nell'atmosfera eterea dello spirito e stabiliscono un legame saldo tra la vita mondana sulla terra ed il libero, incontaminato rifugio spirituale. Appartengono a tutte le religioni e tuttavia nessuno li vincola, poiché presentano all’umanità quel che è fondamentalmente sublime nella sostanza raggiungendo il cuore di ognuno. Essi non vengono per fondare una nuova religione e non predicano in base a uno scritto particolare; vengono dalla dimora celestiale con una legge peculiare ed ecco perché le persone mondane spesso non riescono a capirli. È gratificante sapere che le dure prove ed esami sono stati aboliti durante il Kali Yuga (Età del Ferro); però ogniqualvolta necessario, i Maestri pongono domande minuziose per esaminare gli aspiranti.
Il Guru parla sempre con un'autorità frutto della conoscenza di prima mano di ogni cosa, che deriva dalla comunione diretta con la Causa universale o Fonte originale. Ogni parola pronunziata da un Santo è pregna di verità inalterabile che trascende di gran lunga la comprensione umana.
 

Essi sono il portavoce di Dio e qualunque cosa pronuncino giunge loro dall'alto, quantunque sembri provenire da gole mortali.  

Chiunque abbia un anelito sincero per il Signore, Lo incontrerà di certo.  Molti diranno: “Voglio Dio”, ma dovrebbero analizzare il loro desiderio e scoprire i veri motivi.  Si accorgeranno che vogliono in verità la salute dei figli, la ricchezza, la fama e la rinomanza, la soppressione dell'infelicità o la pace nell'aldilà e tante altre cose. Ognuno sollecita favori: nessuno desidera veramente Dio e Dio solo. Tutti richiedono la soddisfazione mondana e Dio continua ad accogliere i loro desideri. Il Padre Kirpal (il Misericordioso) ha ordinato questo: un figlio riceverà qualunque cosa desideri. E chi anela davvero il Signore e il Signore soltanto, ottiene il desiderio del cuore con la massima certezza. Questa salda devozione è la condizione ideale per realizzare il Signore.  

Non desidero Swarg (il paradiso) o Vakunt (il paradiso superiore); voglio solo riposare ai piedi di loto del mio Guru.  

Come si può raggiungere Dio desiderando i frutti di questo mondo o del prossimo? Esplorate il vostro cuore e scoprite se volete veramente il Signore. Il vero desiderio esiste, ma è rarissimo!
     La prima cosa che spetta all'uomo è di innalzarsi a Dio. Nell'Uomo-Dio, Dio è del tutto manifesto. Se diventiamo discepoli del Guru, ci innalziamo a Dio e incominciamo a vedere il potere e lo spirito di Dio in lui. Non possiamo né visualizzare Dio né contemplarlo, giacché è senza forma. Egli assume una forma nel Guru. Dunque la devozione al Guru è devozione al Dio in lui. Il Guru, infatti, non è il corpo ma il Potere di Dio operante attraverso quel corpo. È il polo umano nel quale il Potere divino opera ed esegue il lavoro di rigenerazione. Questo potere non nasce e non perisce mai, rimane eternamente lo stesso.
Potete chiamarlo con qualunque nome desideriate: Guru, Sadhu, Mahatma, Maestro o altro. Quando chiesero ad Hazur in che modo rivolgersi a lui, rispose: “Chiamatemi fratello o reputatemi un insegnante o alla pari di vostro padre, ma vivete secondo i miei consigli. Allorché avrete raggiunto le regioni superiori e contemplato la gloria del Guru, potrete dire quel che serbate nel cuore”.

fine prima parte

 

 

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