Programma dal 27 febbraio al 3 marzo 2003 con Sri Sadhu Ram Ji a Delhi

A. S. Oberoi

  

   Sri Sadhu Ram Ji è arrivato a Delhi da Anupgarh il 27 febbraio alle due di pomeriggio e quattro di noi lo hanno accolto al punto prestabilito. Dandoci il benvenuto con grande amore, ha dichiarato: “Miei cari, se da un lato coloro che vengono da ogni parte del mondo (lasciando le loro case e focolari) per partecipare al programma godono della massima fortuna, è ugualmente una buona ventura anche per coloro che predispongono i preparativi e si prendono cura dei partecipanti in tutti i modi possibili e a tutti i livelli. Comunque, per favore, siate molto scrupolosi di rimanere umili, rispettosi e comprensivi, e accertatevi che la mente - la grande ingannatrice - non si dia delle arie, non generi ego dentro di voi e non vi faccia comportare in una maniera disdicevole e arrogante giacché fa del proprio meglio per sottrarvi il beneficio del seva fatto creando vari tipi di inganni dentro di voi. Per favore, verificate che ogni amato ripeta il Simran e abbia negli occhi la forma incantevole del mio Satguru Ajaib Singh Ji Maharaj. Questo vi permetterà di fare più lavoro con meno fatica, di mantenere il cuore allegro e mite, e renderà felice il mio amato Guru”.
    Sadhu Ram aveva fissato il primo programma di meditazione e Satsang a Delhi, a East Patel Nagar, dalle quattro alle sei di pomeriggio il 26 stesso e quindi vi si è recato direttamente. Gli amati fratelli e sorelle occidentali (che erano circa un centinaio, otto dalla Colombia, due dal Messico, quattro dal Venezuela, uno dalla Nuova Zelanda, cinque dal Sud Africa, cinque dall’Austria e Germania, due dall’Australia, due dalla Francia, due dall’Italia, tre dalla Spagna, nove dal Canada, otto dalla Gran Bretagna, quarantanove dagli Stati Uniti) erano già arrivati a Delhi e alloggiavano a Lajpat Nagar, dove era stato organizzato ogni preparativo per il soggiorno, il Satsang e il langar. Anche loro si sono recati a Patel Nagar per riceverlo e per ottenere amore, grazia e benevolenza. Senza riposare nemmeno un minuto, Sadhu Ram si è diretto al tendone sotto il quale tutti noi lo attendevamo con impazienza. Abbiamo pregato che si riposasse e si rinfrescasse un po’ prima di incontrare gli amati, dal momento che aveva viaggiato per quasi dodici ore, ma ha risposto che era più importante per prima cosa incontrare gli amati che aspettavano, e poi riposare più tardi. Seduto sul podio come un semplice essere umano terreno, con tutta la grazia e la maestosità della forma, del volto e della figura di un buon meditatore come lui, ha fatto cantare due inni dell’amato Sant Ji, ed è rimasto occupato a muovere gli occhi luccicanti e scintillanti verso ogni amato. Ha elargito un amore puro e la massima grazia con un tocco spirituale elevante su tutti, il che ha reso i diletti felici e paghi. Poi è stato letto per conto suo il seguente messaggio alla congregazione: 

“Stimati fratelli e sorelle, il mio grande Satguru, Sant Ajaib Singh Ji, diceva che uno si deve considerare estremamente fortunato se ha l’opportunità di partecipare ad un programma di meditazione, Satsang in cui si canta la grandezza e la gloria dell’amato Satguru in qualsiasi parte del mondo. Dunque quest’opportunità di radunarci nella divina rimembranza per circa cinque giorni dal 27 febbraio al 3 marzo non è solo preziosa, ma è proprio predisposta da Dio e ce ne dovremmo avvantaggiare pienamente. Facciamo in modo che ognuno di noi utilizzi ogni istante con il massimo beneficio, dimentichi del mondo e della mondanità. C’è speranza per tutti; nel vedere il nostro stimolo e brama il Satguru Ajaib avrà pietà di noi, verrà in nostro soccorso e ci aiuterà a conseguire l’obiettivo del progresso sul sentiero interiore. Come vostro fratello-discepolo, i miei buoni auguri sono con ognuno di voi, amati, per qualsiasi aiuto, assistenza e guida di cui voi possiate aver bisogno in meditazione. Sono il vostro umile sevadar a tempo pieno, senza alcuna ricompensa o stima di qualunque tipo”.

Dato che c’era ancora tempo prima del programma congiunto degli indiani con gli occidentali, Lui si è lavato il volto, eccetera, ha preso del tè e poi si è riposato per circa venticinque minuti. Ha incontrato rapidamente i membri della famiglia presso cui si teneva il programma e alcuni dei loro associati, e poi è tornato sul podio. Il sangat locale era arrivato e il tendone era strapieno, abbiamo dovuto chiedere agli amati di stiparsi per fare accomodare tutti. Alla fine hanno partecipato più di circa trecentocinquanta persone. Dopo una breve seduta di meditazione Sadhu Ram Ji ha condotto il Satsang su un inno di Sant Ji, che è stato piuttosto commovente e forte. In seguito è stato servito il cibo a tutti seduti in lunghe file mentre venivano cantati bhajan.
    L’atmosfera era proprio sovraccarica di rimembranza divina, amore e grazia dell’amato Sant Ajaib Singh Ji e tanti hanno sottolineato che il tendone risuonava del suo amore carico di anelito e di meraviglia. Molti amati hanno sentito come se Lui si stesse movendo tra i suoi figli spirituali e la sua presenza è stata avvertita con grande forza. Abbiamo visto molti singhiozzare, piangere e dire che dopo un lunghissimo periodo di tempo avevano sperimentato la sua divina rimembranza e presenza. Un amato ha detto che era venuto perché aveva sentito parlare dell’arrivo di Sadhu Ram Ji e non avrebbe mai potuto immaginare, nemmeno in sogno, di sperimentare una tale rimembranza amorevole e prolungata dell’amato Baba Ji.
    In base al programma c’è stata la meditazione e il Satsang tutti i giorni dalle sette alle nove del mattino riservata agli occidentali, oltre alla meditazione mattutina dalle tre alle cinque e mezzo senza Sadhu Ram Ji. I colloqui per gli amici occidentali si tenevano dalle dieci del mattino all’una. Ad ogni modo, Sadhu Ram Ji ha avuto la febbre alta e quindi è mancato alla meditazione, al Satsang e ai colloqui per due volte. Con la grazia dell’amato Satguru è riuscito a incontrare tutti i diletti singolarmente e a provvedere ai loro bisogni. Ogni sera c’è stato un programma congiunto di meditazione e Satsang, sia per gli indiani sia per gli occidentali, dalle quattro e quarantacinque alle sei e quarantacinque. In aggiunta ha incontrato individualmente il sangat indiano. A causa della salute ha dovuto perdere alcuni programmi, ma con tutto ciò le cose sono andate benissimo e ogni anima individuale è stata più che felice e soddisfatta, ha riferito che il potere del Satguru Ajaib era visibilmente all’opera.
    Ogni sera ha dedicato mezz’ora al sangat occidentale, sedendo misericordiosamente sul podio e ascoltando bhajan, il che ha creato un’atmosfera particolare. Prima di andare nel luogo dove dimorava, tutti gli amati si allineavano attorno al parco esterno a cantare bhajan e Lui girava due volte a mani giunte guardando negli occhi di ognuno con amore, misericordia e dando quel che desiderava, quello per cui era venuto apposta facendo tutta la strada fino a Delhi. Gli amati erano felici ed eccitati, l’inebriamento sembrava scolpito sui loro volti.
    Durante i colloqui sono emerse domande importanti e si menzionano brevemente qui alcune risposte per il beneficio di tutti i diletti:  

a)        rendere la mente calma non è mai stato facile per nessuno. Se così fosse, Guru Nanak non avrebbe dormito sulle pietre per undici anni e Baba Jaimal Singh non sarebbe stato sveglio per numerose notti intento a fare il Simran in piedi. Hazur Sawan non avrebbe passato notti e notti in meditazione, Hazur Kirpal non sarebbe rimasto in piedi nell’acqua ghiacciata del fiume Ravi per fare il Simran e Sant Ajaib Singh Ji non avrebbe trascorso la maggior parte della notte nei campi aperti a meditare. Uno deve intraprendere una lotta prolungata e continua contro la mente, e simultaneamente semplificare, addolcire la propria vita e rimanere in disparte da passioni, malanimo, odio, inimicizia, eccetera. Occorre sviluppare un’attitudine assai amorevole e rispettosa verso gli altri, soprattutto verso i fratelli discepoli.

b)       Se accresciamo la brama e l’amore per il Guru, diventa più facile da parte nostra percorrere il viaggio spirituale.

c)        Sono passati più di cinque anni da quando l’amato Satguru è dipartito dal mondo e noi siamo diventati immemori, abbiamo ignorato la meditazione con il risultato che è diventata virtualmente insignificante poiché anche se è stato dedicato del tempo, la mente - l’ingannatrice – lo ha sottratto con vari trucchi perpetrati dal mattino alla sera. Pertanto è necessario che incominciamo ancora una volta con vigore rinnovato e zelo considerevole riponendo piena fiducia e fede nel nostro Satguru senza perdere il ritmo nemmeno per un solo giorno.

d)       Criticare gli altri in un modo o nell’altro e nutrire malanimo, gelosia, odio, inimicizia per gli altri, specialmente per i fratelli-discepoli, ci priva di quel poco che abbiamo conseguito in meditazione. Sforzatevi in modo specifico e liberatevi da questi mali. Badate, se anche qualcun altro lo fa, dovremmo astenerci e non comportarci come lui, ciò compiacerà il Satguru.

e)        Durante la meditazione continuiamo a muovere involontariamente il corpo e gli arti. Questo rappresenta una grande battuta di arresto nel processo di concentrazione. Inoltre bisogna evitare il più possibile di appoggiarsi al muro o di usare altri sistemi simili per avere un progresso migliore.

f)         Alzarsi alle tre e dedicare alla meditazione del tempo è molto d’aiuto perché in base alle parole di Hazur Sawan il Satguru va con un cesto di grazia da ogni iniziato e chi dorme, si priva di tale dono preziosissimo. Pertanto occorre modificare il programma quotidiano per riuscire ad alzarsi alle tre dopo il sonno richiesto.

g)        La pazienza e la gratitudine sono due virtù che ognuno di noi deve coltivare per ottenere la grazia crescente del Satguru. Dobbiamo imparare a rimanere contenti con quello che il Satguru ci dà ed offrire la massima gratitudine per tutto quello che ha dato, piuttosto che continuare ad adirarci e a lamentarci. Un sé pago e contento rappresenta un terreno migliore affinché il seme del Naam germogli e si progredisca in meditazione.

   Molti amati gli avevano chiesto nei colloqui il permesso di partecipare al programma successivo. Ha risposto che apprezza il loro desiderio di partecipare al programma con frequenza, ma bisogna altresì accettarsi che tutti coloro che vogliono venire, ne abbiano la possibilità e che nessuno sia svantaggiato al riguardo. Lui desidera che tutte le richieste siano considerate di volta in volta e se rimangono comunque dei posti disponibili, si possono prendere in considerazione per visite ripetute.
    Occorre menzionare che praticamente ogni amato è stato saturo di amore effervescente e di energia, ha ringraziato la propria stella per riuscire a gioire dell’amore e della grazia del Satguru Ajaib Singh Ji Maharaj in ampia misura dopo un lunghissimo periodo di tempo. Tutti volevano, circostanze permettendo, rimanere alla presenza di Sri Sadhu Ram Ji al massimo. Il programma ha offerto una preziosa opportunità di rivedere i volti di alcuni sevadar importanti e satsanghi dopo un lunghissimo periodo e di discutere insieme questioni di interesse comune.
    Il primo marzo dalle sette e mezzo del mattino in poi c’è stata l’iniziazione. Hanno letto le istruzioni separatamente in tutte le lingue visto che c’erano otto persone che parlavano spagnolo, tre francese e nove inglese (oltre venti indiani che parlavano hindi e punjabi). È stato veramente qualcosa da vedere. Sette hanno contemplato la forma radiante del Maestro e molti altri hanno avuto esperienze spirituali elevate. Prima dell’inizio del programma ad ogni amato è stato detto che l’iniziazione è un atto volitivo proprio e nessuno dovrebbe accettarla su pressione altrui oppure se non ne accetta le condizioni prescritte. Solo dopo che tutti hanno acconsentito di attenersi alle stesse, l’iniziazione è incominciata.
    Il seguente messaggio di Sadhu Ram Ji è stato letto nella sessione conclusiva del programma: 

“Carissimi fratelli e sorelle, con la massima grazia e benevolenza del Satguru Ajaib Singh Ji Maharaj, abbiamo trascorso quasi cinque giorni tutti insieme nella sua rimembranza divina e ci siamo sforzati con sincerità e concentrazione di focalizzare l’attenzione nell’intimo. Ogni amato sa per conto suo qual è stato il risultato e quello che ha ottenuto. I resoconti individuali che mi sono giunti durante i colloqui, indicano che praticamente ogni amato si è sentito felice, pago e ha parlato di meditazioni proficue e positive. Questo mi ha reso ovviamente felice e ancora di più ha reso felice e allegro il mio Satguru Ajaib. Amati, continuate con i vostri sforzi regolarmente, puntualmente e senza fallo anche a casa vostra e abbiate cura che il capitale spirituale ottenuto qua non solo sia preservato e mantenuto, bensì accresciuto in modo progressivo. Posso garantirvi che la grazia del Satguru Ajaib sarà sempre con voi e vi aiuterà non solo in meditazione, ma anche in ogni altra attività della vita. I miei migliori auguri e il mio autentico amore a tutti voi amati, alle vostre famiglie e a tutti gli altri con i quali siete in contatto. Sono il vostro umile sevadar a tempo pieno, senza alcuna ricompensa o stima di qualunque tipo”.

Il quattro marzo ha incontrato tutti gli amati alle cinque e un quarto del mattino e ha trascorso circa quarantacinque minuti con loro, ha elargito tantissimo amore e grazia. A stento, si poteva notare un occhio che non versasse lacrime e Lui stesso ha fatto così, ancora più degli altri.
    Lo abbiamo salutato al confine di Delhi e mentre ci dava degli sguardi pieni di grazia, ha dichiarato: “Mantenete il vostro Bhajan e Simran dato che questo è l’unico modo in cui vi proteggete dai trucchi e dai giochi di Kal, e ottenete l’amore e la grazia del Satguru”.

 

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