Resoconto del programma a Delhi dal 28 al 30 settembre 2002

 A. S. Oberoi

 

     Sri Sadhu Ram è arrivato in macchina al confine di Delhi, venerdì 27 settembre alle due pomeridiane. Io ed altri amati eravamo già ad attenderlo; ci ha salutato con grande amore e ha chiesto sorridendo del benessere delle nostre famiglie e del nostro, ha detto che era felicissimo del fatto che con la grazia del suo Satguru, Sant Ajaib Singh Ji Maharaj, ogni amato stesse bene e stesse facendo del proprio meglio per la causa divina. Ha anche riferito con grande enfasi che tutti dovrebbero fare il Simran costantemente, rimanere umili, e mostrare amore e rispetto appropriati a coloro che vengono per il programma, senza mai perdere di vista che è l’amato Baba Ji (Sant Ajaib Singh Ji) a fare ogni cosa e che farà ogni cosa; noi non siamo altro che un mucchio di polvere e una combriccola di esseri ignoranti.
     Mi doveva dare alcune istruzioni su un certo numero di punti e volevo utilizzare il viaggio per quello scopo, quindi gli ho chiesto di venire con noi in macchina, cosa che ha fatto misericordiosamente. Ad ogni modo, prima che potessi aprire bocca, d’un tratto è diventato pensieroso e tranquillo, ha dichiarato con grande forza: “Sii sempre consapevole di Kal e della Maya, poiché non risparmiano nessuno ed attaccano tutti al momento opportuno. Una persona può sembrare molto intelligente, assai educata, dotata di grande esperienza, ben versata e competente sia nel mondo sia nelle questioni spirituali, e tuttavia è vulnerabile agli attacchi e alle pagliacciate del potere negativo. Quanto più è assennata e sensibile, tanto più è sottile e pesante l’attacco che le verrà sferzato; di rado qualcuno è in grado di scansarlo. Diventandone vittima, involontariamente uno pensa, dice, parla o fa cose che sono assolutamente contrarie ai principi fondamentali della Sant Mat, e nondimeno confermerà con tutto il suo potere di sapere qual è la cosa migliore e che il suo comportamento è il più corretto”.
    “Miei cari, non criticate mai e poi mai nessuno, non denigrate e non pensate mai male di nessuno, augurate sempre il massimo bene ad ogni amato e pensate profondamente prima di dire o fare qualunque cosa, in modo da non deviare dal retto cammino e dispiacere il Satguru Ajaib Singh Ji”.
    Gli ho detto che sono un grande peccatore, che ho commesso innumerevoli errori, che sono ignorante e non ho nessuna meditazione a mio credito: dunque come posso salvarmi dalla rete del potere negativo? Ha risposto in modo assai significativo, “la costante rimembranza del Satguru, il Simran, una fede incrollabile e la fiducia in Lui sono il rimedio”.
    l'arrivo-master-3°.jpg (225837 byte)Un altro amato gli ha chiesto come comportarsi con coloro che cercano di infrangere la legge o la tradizione e di fare le cose a modo loro durante il programma. Ha risposto: “Amore, umiltà e persuasione aiutano alla grande in tali situazioni e accertatevi di non essere mai offensivi o ingiuriosi e di mantenere calma e compostezza”. A conclusione ha detto: “Coloro che si considerano importanti, in primo piano e vicini al Guru devono stare più attenti e cauti degli altri, giacché Kal crea ego in loro e li invoglia a suggerire molti argomenti agli altri mentre loro stessi li ignorano quando si tratta del loro turno”.
    Prima di arrivare dove si teneva il programma e dove attendevano i fratelli e le sorelle occidentali, Sadhu Ram Ji ha incontrato il sangat in tre luoghi diversi, presso i quali si erano radunati numerosi devoti di Hazur Kirpal e dell’amato Baba Ji, e ha tenuto brevi Satsang. Mi ha spiegato che anziché permettere agli amati di presentare i problemi personali, Lui spiegherà loro brevemente che l’avversità, la sofferenza, l’isolamento, l’alienazione e tutto il resto di cui soffriamo, sono dovuti principalmente alle reazioni karmiche passate e che il Simran è l’unico rimedio che procurerà sollievo e consolazione.
    Malgrado questo, un’amata gli ha fatto notare con ripetuti tentativi che tutta la sua famiglia stava parlando male di lei e Lui ha risposto all'istante: “Dovresti essere grata a loro, ti stanno aiutando e stanno riducendo i tuoi peccati senza che tu stia meditando. Sai che i perfetti Maestri hanno sempre pregato affinché i calunniatori fossero vicini a loro e alla loro porta? Dovresti essere felice e pregare, anziché essere delusa e in collera”.
    Come è arrivato ad Lajpat Nagar, dove il sangat occidentale insieme con alcuni sevadar ed altri aspettavano con ansia, i volti degli amati si sono illuminati di gioia e di esultanza nel vederlo. L’atmosfera si è surriscaldata e la sinfonia del canto dei bhajan è diventata più melodiosa e musicale. Mentre camminava su per gli scalini a mani giunte, praticamente ha guardato negli occhi di ogni individuo con un tale amore e una tale grazia che tutti hanno sentito immensa soddisfazione e sollievo. Si è seduto sul podio con grande umiltà e modestia; gli occhi e la fronte erano talmente radiosi e rifulgenti che numerosi amati, che lo vedevano per la prima volta, hanno sentito una grande attrazione e richiamo. Molti hanno detto di aver visto il loro grande Guru Ajaib in Lui, mentre alcuni hanno riferito di aver scorto un altro viso di Hazur Kirpal, un’esperienza menzionata da altri nel programma precedente.
    Dopo il canto di alcuni bhajan con grande devozione e brama, ogni amato ha camminato di fronte a Lui, ad uno ad uno, e con un breve sguardo Lui gli ha consegnato un ciapati ripieno con silenzio solenne e serenità. La scena era allo stesso tempo grandemente elettrizzante e da far ringiovanire. Molti diletti hanno detto che era unica e ha comunicato loro grande forza interiore e fiducia. Diversi amati hanno riportato separatamente di aver visto tutto il tempo, in piedi dietro a Lui, Hazur Kirpal e l’amato Baba Ji, che gli irradiavano amore e grazia. Dopo alcuni minuti, una volta preso il tè, tutti hanno ripreso i loro posti e dopo aver espresso in poche parole la massima felicità nel vedere gli amati del Satguru da ogni parte del mondo e nello stare in loro compagnia, Sri Sadhu Ram Ji ha chiesto al signor Oberoi di leggere il seguente messaggio:

  Messaggio del 27 settembre 2002

Sono stati cantati ancora alcuni bhajan e poi tutti gli occidentali si sono seduti a file per la cena. Sri Sadhu Ram Ji è passato per ogni fila a mani giunte per dare uno sguardo amorevole ad ognuno. Poi ha mangiato ma, dato che era molto stanco per il lunghissimo viaggio e per il programma intensissimo, ha preso solo qualche cucchiaiata di verdura cotta e una tazza di tè. Dopo la cena gli amati si sono radunati di nuovo e hanno cominciato a recitare bhajan. Lui ha camminato di nuovo nell’assemblea, sorridendo delicatamente e guardando con amore, è rimasto in piedi per un po’ tra gli amati, ha sentito un bhajan e poi si è allontanato verso la sua dimora. Di nuovo gli amati sono corsi giù e sono rimasti in piedi a mani giunte formando una lunga fila e, mentre era seduto in macchina, Lui è passato di fronte a ognuno e ha dato uno sguardo clemente e amorevole prima di allontanarsi in macchina; è stata, in sé e per sé, una scena memorabile.
    Nel tragitto Sri Sadhu Ram ha detto che l’amore dei diletti in generale, in particolare dall’occidente, e la devozione con la quale cantavano bhajan e lo guardavano, avevano trascinato il suo cuore e lo avevano trafitto profondamente lasciando un’enorme impressione sul suo sé. Ha riferito che in tali circostanze chi è perso nell’amore del Guru e si è unito con Lui, non può trattenersi e deve andare in aiuto degli amati tribolati, anche senza che ne facciano richiesta, e fare irresistibilmente qualunque cosa sia necessaria per alleviare la loro sofferenza. Ha parlato con il suo seguito per alcuni minuti facendolo ridere e rilassarsi, poi si è ritirato a letto.
    Dopo circa un’ora, Sri Sadhu Ram Ji ha cominciato ad avere febbre, dolori nel corpo e inquietudine. La temperatura ha continuato a crescere fino a raggiungere i quaranta gradi, nel frattempo gli è stato messo un tampone bagnato sulla fronte, gli è stata data la crocina, ma senza risultati. Alle quattro del mattino sono stati chiamati alcuni medici che erano nel gruppo, ma si è sentita anche la necessità di chiamare un medico locale esperto. È arrivato alle cinque, lo ha visitato e ha prescritto antibiotici, oltre ad altre medicine, e la febbre ha incominciato a diminuire. Dopo che il dottore se ne è andato, Lui ha guardato verso di me e ha detto che non c’era nessun motivo di preoccupazione e che sarebbe stato bene. Dopo qualche tempo mi ha chiesto di prepararmi dato che gradiva andare al programma secondo quanto previsto. Ad ogni modo, aveva ancora trentotto di febbre ed era molto turbato, quindi ha ritenuto di scartare l’idea di andare al programma poiché il suo corpo aveva bisogno di riposo.
    Alle dieci gli è stato amministrato del glucosio e ha cominciato a stare meglio. Vale la pena menzionare che mentre si sentiva estremamente a disagio e inquieto, Lui ha continuato a dire di tanto in tanto che non c’era bisogno di nessuna medicina e che sarebbe stato bene senza alcuna cura. Di fatto il 28 settembre è passato a fatica e la sera aveva annunciato che coloro che desideravano l’iniziazione, potevano venire il mattino dopo alle sei e mezzo per incontrarlo e per ottenerne il permesso. Ad ogni modo, il 29 mattina la sua condizione, benché leggermente migliorata, non gli ha permesso di uscire. Era deciso ad andare alla sessione serale e nessuno poteva convincerlo altrimenti. Ha raggiunto il luogo con grande sforzo, col sostegno fisico di altri e si è seduto sul podio per circa venti minuti. In seguito ha chiesto al signor Oberoi di leggere il seguente messaggio e poi si è recato in camera a coricarsi. 

Amati figli del Satguru Hazur Sawan, Hazur Kirpal e Hazur Baba Ji, sono stati il vostro amore e anelito a portarmi qua, davanti a voi in questo momento, nonostante i gravi problemi fisici. Stimo i vostri sentimenti, emozioni e i desideri del vostro cuore.
    Miei cari, qualunque cosa stia accadendo è in accordo alla Mauj (volontà) e agli ordini del mio grande e misericordioso Guru, Sant Ajaib Singh Ji Maharaj. Per favore, non angosciatevi in alcun modo. Lui sa che cosa fare e quando farlo, conosce ogni nostro bisogno e desiderio custodito nel profondo del cuore, e sicuramente provvederà al riguardo. È il mio Satguru a fare ogni cosa, e per favore siate certi che farà tutto ciò che è nel vostro miglior interesse spirituale. Sono solo il suo servo e sevadar, che obbedisce ai suoi ordini come un burattino.
    Spero che con la grazia di Baba Ji sarò in mezzo a voi domani. Nel frattempo vi prego di dedicare il massimo tempo al Simran, poiché questo vi aiuterà, e aiuterà anche me.
    Permettetemi di dirvi che il mio cuore è saturo di amore e di considerazione per ognuno di voi, ho auguri d’ogni bene per voi. Il Guru che risiede in me vi sta proteggendo, proteggerà e vigilerà ognuno di voi.
    Aspetto con ansia di incontrarvi domani mattina.

Dopo la meditazione, il Satsang e la cena, ad ogni amato è stato chiesto di scendere e di formare una lunga fila sul ciglio della strada, attorno al giardino di fronte alla casa dove si teneva il programma. Seduto nella macchina, ha fatto il giro due volte, guardando meravigliosamente gli amati e poi si è ritirato. Abbiamo sentito numerosi diletti commentare che non erano delusi, giacché il meraviglioso darshan che avevano ottenuto, era una grande ricompensa.
    Alle dieci di sera ha detto che aveva promesso ai bambini della famiglia (che ci ospitava) di incontrarli e di dar loro la piena iniziazione o al suono, e che avrebbe gradito farlo il mattino seguente. Dopo qualche discussione si è deciso di chiamare tutti i bambini nel luogo dove Lui soggiornava, oltre al signor Jasbir (che era venuto dal Canada e conosceva il punjabi e l’hindi, aveva ricevuto il permesso speciale di venire in India per l’iniziazione). Il 30 settembre Sri Sadhu Ram Ji ha iniziato tredici persone e molti hanno avuto ottime esperienze.
    Nel frattempo è andato avanti il programma mattutino di meditazione e Satsang (in sua assenza), seguito dalla colazione. Poi è stato chiesto a tutto il sangat indiano di radunarsi per un breve darshan. Sri Sadhu Ram Ji è arrivato alle dieci del mattino ed è rimasto poco più di mezz’ora, c’è stato il canto dei bhajan con grande fervore e tenerezza. Agli amati è stato detto amorevolmente e apologeticamente che non dovevano preoccuparsi, e che con la grazia dell’amato Baba Ji chi desiderava l’iniziazione, l’avrebbe ricevuta nel programma successivo a dicembre.
    In seguito si è diretto nella sala dove si erano radunati i fratelli e le sorelle occidentali, e dopo alcuni bhajan si è spostato nella sua stanza per un breve colloquio con ogni diletto.
    C’erano in tutto sessantacinque diletti dall’occidente, ecco i dettagli: dodici dall’Inghilterra, ventiquattro dagli Stati Uniti, due dal Canada, quattro dalla Spagna, nove dall’Italia, quattro dal Venezuela, uno dalla Colombia, due dal Messico, uno dall’Australia, due dall’Austria, uno dalla Nuova Zelanda e tre dalla Svizzera.
    Tutti gli amati che hanno incontrato Sadhu Ram Ji, gli hanno parlato a proposito dei problemi in meditazione e Lui ha risposto con parole semplice e chiare; ogni parola era basata sull’esperienza personale ed era convincente. Alcuni punti emersi dai colloqui, che sono di grande rilievo per ognuno di noi, vengono elencati come segue:   

a)      Beneficiamo veramente dalla meditazione se dedichiamo un minimo di cinque ore al giorno, per lo meno tre ore di buon mattino alle tre (chiamata l’ora dell’ambrosia), e due durante il giorno o la sera. Si dovrebbero cantare alcuni bhajan con amore e anelito per rendere la mente calma, umile e ricettiva.

b)      La posizione a gambe incrociate è molto più d’aiuto di qualunque altra posizione su una sedia.

c)      Per avere buon esito in meditazione non bisogna muoversi in alcun modo, grattarsi o sgranchirsi gli arti.

d)      I pensieri relativi alle questioni mondane dovrebbero essere limitati al minimo necessario. Se la nostra mente chiacchiera e si agita per tutto il giorno, come farà a calmarsi?

e)      Il coinvolgimento nel mondo e nei suoi affari è il massimo ostacolo. Fate il vostro dovere, ma senza coinvolgervi. Bisogna sviluppare questo gradualmente, con uno sforzo prolungato nell’arco di un certo periodo di tempo.

f)        Uno non può godere allo stesso tempo i piaceri del mondo e il piacere del Naam. Occorre lasciare i primi per riuscire a gioire del secondo.

g)      Noi dobbiamo meditare, nessun altro lo farà per noi. Il Satguru è pronto a rivelarsi a noi anche oggi, se completiamo il lavoro affidatoci; vuole che lo facciamo quanto prima affinché possa sentirsi sollevato.

h)      Coloro che tengono il Satsang, pretendono di aiutare gli altri o predicano, dovrebbero mettere in pratica prima loro stessi e poi aiutare gli altri.

i)        Una fede, una fiducia complete e irremovibili nel Satguru sono enormemente utili per avere buon esito in meditazione.

j)        Lo sforzo personale è di gran lunga essenziale su questo sentiero. Quanto più ci sforziamo, tanto maggiore sarà la grazia del Guru.

k)      Ogni istante l’amato Baba Ji ci sta chiamando a gran voce e ci sta chiedendo di innalzarci il più presto possibile. Quindi decidiamo che d’ora in poi faremo uno sforzo serio, prolungato e vivremo secondo i suoi comandamenti. Se faremo così, vedremo i risultati abbastanza presto.

l)        Non pensate male di nessuno, non criticate nessuno. Pensate sempre che il Guru è l’unico artefice e l’essere umano non è nulla. Augurate ogni bene a tutti; questo, di per sé, aiuterà la meditazione, oltre al Simran costante.

m)    Il Satguru Ajaib era il nostro Guru, è il nostro Guru e sarà sempre il nostro Guru; non abbiamo bisogno di nessun Guru nuovo. Abbiamo solo bisogno di un aiuto per eliminare le nostre debolezze, manchevolezze ed errori. Se possiamo farlo per conto nostro, benissimo, altrimenti cerchiamo l’aiuto di qualcuno che l’abbia fatto per tutta la sua vita e che possa agevolarci in modo disinteressato a farlo.

n)      Concedendo l’iniziazione il Satguru ci ha reso un Leone. Ora è nostro dovere comportarci come tale e assolvere le nostre responsabilità. Dire semplicemente che uno è un peccatore, non servirà. Uno deve rendersi conto nel profondo del cuore che continua a commettere errori ogni secondo e questo si può modificare solo pensando al Guru, ripetendo il Simran costantemente e modellando la vita secondo le sue parole.

o)      Ogni Santo ha detto che una lampadina si brucia e un’altra la sostituisce, nello stesso modo un Santo lascia il corpo e un altro ne prende le veci. Notate una cosa, la lampadina nuova che sostituisce quella bruciata, non è stata fabbricata dopo aver bruciato quella precedente, è già lì e ne prende subito il posto. Similmente il Santo, che deve fare le veci del suo grande Guru, è pronto e preparato molto tempo prima che il Guru abbandoni il mondo. Non ci dovrebbe essere nessun dubbio a questo riguardo. 

In totale circa trecento persone hanno partecipato al programma ed è stato davvero un miracolo che ogni cosa è avvenuta in una casa dove vive un’intera famiglia, unita e devota al Satguru, e praticamente tutti si sono sentiti felici e appagati. Bisognava rendersene conto di persona per essere convinti di come la grazia del Satguru Ajaib stava fluendo “a torrenti” e ognuno vi aveva preso parte ampiamente.
    L’addio è stato sia difficile sia speciale. Mentre tutti i presenti erano in lacrime, c’erano ancora più lacrime negli occhi di Sadhu Ram Ji, il quale ha confidato che non era facile da parte sua allontanarsi dalle anime amorevoli. Pochi altri ed io siamo andati al confine di Delhi per salutare e per prestare i nostri omaggi. Con le lacrime agli occhi e con la tristezza sul volto ha dichiarato: “Rimanete uniti, non permettete alla mente di creare differenze. Se avete lavorato molto duramente, è il Satguru Ajaib che, in realtà, vi ha permesso di farlo. Pensate che così tante care anime possano venire per conto loro a meditare nelle circostanze in cui stiamo vivendo, quando Kal è nella fase peggiore? No, miei cari, sono soltanto la grazia e la magnanimità del Satguru Ajaib. Dunque, miei cari, amatelo, ricordatelo e obbeditegli se volete essere salvati. Lui è il nostro unico salvatore e il nostro unico protettore. Il mio amore a ognuno di voi”.

 

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