Resoconto del programma tenuto da Sri Sadhu Ram Ji a Delhi

dal 28 dicembre 2002 al 1 gennaio 2003

A.S. Oberoi

 

     A dispetto di numerose circostanze sfavorevoli, inadeguatezze e limiti, con l’assoluta grazia di Hazur Sawan, Hazur Kirpal e del Satguru Ajaib si è svolto il programma non solo come previsto, ma anche in modo eccellente. È durato cinque giorni dei quali i primi due e mezzo riservati esclusivamente ai diletti provenienti dall’occidente. Uno degli aspetti migliori è stato che i partecipanti (ottantaquattro fratelli e sorelle provenienti da vari paesi sparsi per il globo, ventotto dagli Stati Uniti, tre dal Canada, nove dalla Colombia, quattordici dal Venezuela, uno dalla Spagna, due dalla Francia, tre dalla Svizzera, cinque dall’Italia, uno dall’Olanda, quattro da Singapore, uno dal Sud Africa, tre dall’Australia, cinque dalla Nuova Zelanda, cinque dalla Gran Bretagna cui vanno aggiunti pressappoco trecento indiani da varie parti dell’India) sono riusciti a dedicare tempo alla meditazione con serietà e con forza. Alcuni di loro sono riusciti a vedere Hazur Sawan, Hazur Kirpal e il Satguru Ajaib come pure Sadhu Ram Ji interiormente. Inoltre, la gioia e la soddisfazione di riuscire a partecipare al programma e di vedere personalmente Sadhu Ram Ji sono state immense, in sostanza ogni anima ha avuto qualche esperienza personale.
     dicem 2002 077.jpg (64860 byte)Non erano previste iniziazioni per gli occidentali, dato che dovevano cominciare con il programma di febbraio-marzo 2003. Di conseguenza a molti amati che erano venuti per incontrare Sadhu Ram Ji e per essere iniziati, era stato chiesto di aspettare. Ad ogni modo, una signora non iniziata della Colombia e una coppia dagli Stati Uniti sono venuti a incontrare Sant Sadhu Ram Ji pur sapendo di non essere iniziati durante questo viaggio. Nel colloquio personale la signora colombiana ha preso a piangere amaramente e lo ha implorato di concederle l’iniziazione, non poteva aspettare oltre avendo già atteso più di cinque anni. Ha aggiunto che non poteva permettersi le spese ingenti per un’altra visita. Commosso dalle lacrime e dalle suppliche della signora, Sri Sadhu Ram Ji ha chiuso gli occhi per un istante e in seguito ha detto che il suo Satguru Ajaib aveva deciso di tenere un’iniziazione separata in questo stesso programma per gli amati occidentali presenti che la desiderassero.
    Di conseguenza è stata concessa l’iniziazione il mattino successivo, ossia il 30 dicembre 2002 a dodici amati. La lista ne includeva due dagli Stati Uniti, uno dal Canada , uno dalla Nuova Zelanda, due dall’Italia, due da Singapore, una dal Venezuela, una dalla Francia, uno dall’India e una dall’Australia; praticamente tutti hanno avuto buone esperienze. Il giorno dopo, il 31 dicembre 2002, è stata data l’iniziazione a quarantadue indiani e in aggiunta a quattro bambini con il Suono; di costoro sei hanno visto la Forma Radiante del Maestro e altri hanno avuto esperienze elevate.
    Molti occidentali avevano detto che pur avendo letto con grande gioia alcuni articoli riguardo a Sadhu Ram Ji sui siti web, erano desiderosi e ansiosi di vederlo di persona a livello fisico e di sperimentarne l’amore e la grazia per essere pienamente soddisfatti e convinti. Alcuni hanno dichiarato che erano felici di essere venuti, tuttavia a volte avvertivano il timore dello sconosciuto e pregavano il Guru interiormente di mostrare loro la verità affinché la visita avesse buon esito. Certo che la grazia del Satguru Ajaib è stata talmente preponderante che ogni diletto non solo ha chiarito tutti i propri punti, ma ha sperimentato una gioia e un appagamento profondo nel vedere il “Maestro nel suo nuovo abito”; ciò è stato ribadito senza esitazioni nel corso di varie conversazioni e scambi. Di fatto, tutti hanno avuto la propria storia da narrare, la cui essenza sembra riassumersi in questo modo: sono state la misericordia e la magnanimità del Satguru Ajaib ad averli portati lì, ad aver dato loro amore e luce e ad averli guidati nel posto appropriato nonostante circolassero numerose versioni negative – arrivare alla Verità e realizzarla in circostanze così difficili e ostiche, non è facile.
    Erano presenti un certo numero di amati che parlavano spagnolo, quindi la traduzione spagnola è stata fatta dalla cara signora Silvia, figlia del defunto Dottor Molina, mentre il signor Baldev Singh Oberoi, un iniziato di Sant Kirpal Singh Ji, traduceva in inglese. Ci sono state numerose occasioni in cui Sadhu Ram Ji ha continuato a parlare a lungo senza poter fare nessuna traduzione. Quando si rendeva conto che non c’era stata la traduzione, Sant Sadhu Ram Ji sorrideva e così pure di cuore tutta la congregazione; a questo riguardo, molti amati hanno riferito che non avevano subito alcuna perdita, poiché avevano capito l’essenza delle sue parole tramite gli occhi. Lui ha rimarcato: “Voi amati siete venuti per incontrare il Satguru Ajaib Singh Ji Maharaj, dunque non pensate che Lui vi darà qual che avete bisogno usando i mezzi che ritiene opportuni essendo onnicosciente e onnipotente?”. Tuttavia l’ironia è che la nostra mente non se ne rende conto pienamente.
    I due eventi più importanti e degni di nota sono stati: a) un darshan silente e b) il darshan in generale. Quando Lui arrivava al programma, quando se ne andava e quando si recava a benedire il cibo oppure quando si sedeva immobile sul podio a mani giunte, irradiava impulsi di vita a ogni amato che gli passava di fronte in fila e guardava nei suoi occhi. Tutti hanno scoperto con grandissima gioia e appagamento che potevano scorgere il Satguru Ajaib in quegli occhi, che la divinità fluiva copiosamente e si sono sentiti ringiovaniti e ristabiliti. Molti hanno fatto notare che si trattava di un’esperienza unica e indescrivibile, di grande beneficio per l’anima; come si è rivelata innalzante per la meditazione! Alla fine della giornata, quando Sadhu Ram Ji si apprestava ad allontanarsi dal luogo dove soggiornavamo gli amati e dove si teneva il programma per tornare alla propria dimora, tutti i diletti si sentivano inquieti e a disagio, essendo privati della sua presenza e del suo darshan per la notte a venire. Anche Lui ne era ben consapevole e lo abbiamo visto versare lacrime silenziosamente. Quindi faceva il giro più di una volta da tutti gli amati seduti in fila per dare loro sollievo e forza. Durante una delle conversazioni ha osservato che i Santi sono mandati nel mondo per distribuire con la massima libertà il tesoro dell’amore e del Naam; il loro più grande desiderio è che le povere jiva riusciranno ad accoglierlo e a beneficiarne il più possibile proprio come fanno i Santi mentre sono nel corpo umano e non dopo che volano via dalla prigione. Ha dichiarato che se le persone sono disposte in piedi e sedute in una maniera disciplinata e ordinata, a Lui non importa fare qualsiasi cosa per gli amati giacché non avvertono alcuna scomodità al riguardo.
     dicembre 2002 028.jpg (31163 byte)Spesso un vecchio satsanghi e illustre sevadar ha versato lacrime nel darshan silente e ha confermato a qualcuno che quando ha incontrato Sadhu Ram Ji la prima volta, Lui non lo ha guardato affatto e si è sentito offeso e disperato, ha pianto per tutta la notte. Infatti alcuni amati gli avevano detto che gli sguardi focalizzati e concentrati di Sadhu Ram Ji avevano aiutato molto in meditazione e avevano rafforzato la loro anima. Il giorno successivo Sadhu Ram Ji ha guardato nei suoi occhi così apertamente e in modo penetrante, non una ma molte volte, che ha provato un grande innalzamento, tutti i dubbi della mente sono scomparsi e si è sentito assolutamente convinto e accontentato. Quella stessa sera sua moglie ha avuto una meravigliosa esperienza interiore e ha sentito che era stato il Satguru Ajaib ad averli portati qua e ad aver comunicato loro amore e appagamento. Anche il marito non è rimasto indietro e ha avuto un’esperienza interiore nella quale ha visto che il potere del Satguru Ajaib stava lavorando lì per il beneficio di coloro che hanno una brama totale di vedere, e che possono quindi beneficiarne.
     Nonostante limiti di spazio, mi sembra appropriato riferire l’esperienza di due discepoli, poiché sento che sarà di beneficio per molti altri sul Sentiero: un fratello occidentale ha detto che era un iniziato di Sant Kirpal Singh Ji e che aveva sperimentato molto amore e vicinanza con Lui. Dopo che Hazur Kirpal se ne andò dal piano fisico, si sentì molto adirato per le dispute che erano sorte nel sangat e aveva deciso di starsene in disparte pensando che non fosse necessario da parte sua andare da nessuno dopo la dipartita del suo Guru. Ebbe l’opportunità di incontrare alcuni che rivendicano la successione e costoro gli mostrarono molto amore e rispetto, però non ne rimase soddisfatto. Sentì pure parlare molto bene sul conto di Sant Ajaib Singh Ji Maharaj, ma c’erano numerosi discepoli illustri e devoti di Hazur Kirpal, molto vicini a lui, i quali non solo non sostenevano questo punto di vista, addirittura usavano parole sprezzanti, indecenti e assolutamente improprie nei suoi riguardi. Si è sentito triste perché tutto ciò contraddiceva non solo gli insegnamenti della Sant Mat, ma anche i principi fondamentali della correttezza e della rispettabilità. L’amato ha detto che per molti anni non se la sentì di andare da Sant Ajaib Singh Ji Maharaj e rimase distaccato dalla maggior parte degli altri discepoli.
     Alcuni anni più tardi, d’un tratto gli venne l’idea che mentre aveva incontrato altri che continuavano il lavoro spirituale e non si era sentito soddisfatto, non aveva mai visto a faccia a faccia Sant Ajaib Singh Ji e formarsi un’opinione riguardo a Lui senza averlo visto, era sbagliato e inopportuno. Dunque, senza informare nessuno, si recò in uno dei luoghi negli Stati Uniti dove Sant Ajaib Singh Ji era in visita e stava dando discorsi spirituali. La sua prima reazione nel sentire il Satsang, fu positiva e quindi fece la fila insieme con gli altri quando Santi Ji stava per uscire dalla sala. Sant Ajaib Singh Ji si fermò davanti a lui e, guardandolo con grande misericordia, disse: “Perché ti ci è voluto così tanto tempo per venire? Ti ho aspettato. Il mio Guru Hazur Kirpal mi ha chiesto di comunicarti il suo amore”.
     In seguito Sant Ji gli disse che il vero Guru è la parola o lo Shabd e il corpo è solo un mezzo per interagire con le persone e per spiegare loro la verità. L’amato si è sentito estremamente felice e convinto.
     Similmente questo stesso amato era pieno di domande e dubbi quando è arrivato a Delhi per il programma, tuttavia quando ha incontrato Sadhu Ram Ji, Lui gli ha detto con amore che il Satguru Ajaib non era scomparso da nessuna parte, ma che dovevamo serbare un profondo anelito e sviluppare l’occhio per vederlo e per riconoscerlo. Nel dire questo, lo ha guardato con uno sguardo così affascinante che è rimasto steso all’istante, tutti i dubbi e le domande hanno avuto risposta e si è sentito come se Hazur Kirpal e il Satguru Ajaib fossero celati negli occhi di Sadhu Ram Ji e gli dicessero che era giunto al posto giusto e che d’ora in poi avrebbe dovuto dedicare il massimo tempo al Bhajan e al Simran per trarre pienamente beneficio da questo “Amico in un nuovo abito” appena scoperto. L’amato mi ha detto che in seguito ha avuto due chiare visioni in cui gli è stata mostrata la Verità e la Realtà e ha avvertito che la sua visita ha adempiuto il proprio scopo.
     Un altro indiano mi ha spiegato che aveva sentito molte osservazioni e commenti negativi sul conto di Sadhu Ram Ji da vari satsanghi e sevadar importanti. Quindi aveva sviluppato una specie di malanimo e di avversione verso di Lui. Alcuni giorni prima dell’inizio del programma di Delhi, ha visto per caso un altro discepolo, il quale aveva incontrato Sadhu Ram Ji un certo numero di volte e parlando con lui era venuto a sapere che Sadhu Ram Ji era un grande meditatore, che era molto amorevole, umile e gentile e che parlava della grandezza del suo Satguru Sant Ajaib Singh con parole tali e in un modo tale che le lacrime fluivano involontariamente dagli occhi e ci si sentiva pienamente saturi della rimembranza divina di Baba Ji (Sant Ji). L’amato ha detto che era addolorato per essersi fatto forviare dall’opinione altrui e ancora di più per aver sviluppato malanimo e avversione nei suoi confronti, tra l’altro senza averlo visto e senza aver avuto una conoscenza di prima mano di Lui.
     Dunque ha deciso di vedere personalmente Sadhu Ram Ji al programma di dicembre e di decidere che cosa fare più avanti. Quando è arrivato al Satsang a Delhi, Sadhu Ram Ji stava tenendo il discorso e pareva molto semplice e attraente, le sue parole commuovevano con forza il cuore. In seguito, quando lo ha visto, Sadhu Ram Ji gli ha detto: “Caro fratello, la Sant Mat non accetta nessun malanimo per chicchessia, tanto meno per gli altri discepoli. Come possiamo vedere il Satguru Ajaib nell’intimo se il nostro cuore non è pulito e cristallino? Stanotte siedi in meditazione con amore, rispetto e stima per ogni amato, con profondo pentimento per tutti i mali compiuti, con un’attitudine da mendicante in cerca di elemosina - attraverso la pietà e la misericordia, senza alcuna pretesa - e vedrai come opera il misericordioso Satguru Ajaib”.
     L’amato ha detto che dopo un lunghissimo periodo ha visto Baba Ji interiormente, il quale gli ha detto: “Mi troverai negli amati che sono estremamente umili e modesti, che sono forti meditatori, hanno sacrificato la propria vita per me e anche ora hanno bisogno di me, e non del mio ashram o del Sangat. Osserva tutte queste qualità da te stesso e solo allora sii soddisfatto. Sadhu Ram è il mio beneamato Figlio e la sua compagnia è destinata a darti ispirazione e incoraggiamento per capire e accettare i tuoi errori, per sentire che la morte non è lontana e può sopraggiungere in qualunque momento, per sperimentare lo stimolo a dedicare più tempo alla meditazione e a ricordare il Satguru con ogni singolo respiro”. L’amato ha detto che ha ottenuto quello che aveva anelato a lungo e che non aveva bisogno di nient’altro poiché aveva esperimentato ogni cosa di persona.
     Tutti gli ottantaquattro occidentali, come pure il sangat indiano, hanno avuto l’opportunità di incontrare Sri Sadhu Ram Ji personalmente. Va detto a onore degli amati che praticamente tutti hanno parlato di meditazione e dei suoi problemi, a stento qualcuno ha tirato in ballo problemi personali. Alcuni punti importanti sottolineati da Sadhu Ram Ji durante i colloqui vengono riepilogati come segue: 

1)      Sembriamo assolutamente immemori della morte e non ne teniamo mai conto mentre facciamo progetti, anche se tutti i Santi si sono sforzati molto per spiegare che viene a un momento prestabilito, senza preavviso, nel modo più inaspettato, e non risparmia nessuno. Dobbiamo prepararci raccogliendo la ricchezza del Naam che ci aiuta a mitigare i suoi azzardi.
2)      Siamo talmente avviluppati nel mondo e nei suoi affari che non abbiamo tempo di pensare al Satguru, il quale ci ha fatto la sacra promessa che verrà a prendere la nostra anima al momento della morte. Tutto l’amore e l’affetto vengono riservati alla sposa, ai figli, ai fratelli e alle sorelle, ai genitori e ai parenti dimenticando che sarà l’amore del Guru a salvarci dalle grinfie di Kal, e non l’amore delle persone mondane.
3)      È un grande peccato che abbiamo reso la partecipazione al Satsang una specie di semplice rituale e formalità trascurando che solo il Satsang apporta un cambiamento nei nostri pensieri e nello stile di vita. Mentre siamo seduti al Satsang, dobbiamo assicurarci che non siamo lì semplicemente col corpo, ma con l’anima e con il sé. In tal modo capiamo quel che ascoltiamo e lo rendiamo parte della nostra vita, modelliamo noi stessi secondo il consiglio dei Santi e ci sforziamo per cambiare la nostra vita e il nostro modo di vivere.
4)      La Sant Mat è un sentiero per riformare noi stessi e quindi dobbiamo tralasciare “le chiacchiere” e sostituirle con “i fatti”, solo questo ci aiuterà nel processo di trasformazione personale.
5)      Per la meditazione non siamo nulla, poco importa quanto siamo riveriti e rispettati nel Satsang o nella società. Quindi dobbiamo sforzarci con attenzione in meditazione affinché non facciamo una figura meschina nella corte del Satguru.
6)      Dobbiamo coltivare l’abitudine di meditare giornalmente con regolarità e puntualità. Alzarsi alle tre senza fallo e cantare alcuni bhajan con un senso di dolore e di separazione dal Guru saranno di grandissimo aiuto, inteneriranno la mente e la renderanno più incline al Simran.
7)      L’ego e l’arroganza ci derubano con facilità di quel poco che abbiamo guadagnato in meditazione. Dobbiamo stare in guardia attentamente contro questi vizi.
8)      Umiltà , amore e rispetto per gli altri, oltre a buone intenzioni, aiutano alla grande nel processo di trasformazione personale e di conseguenza in meditazione.
9)      Bisogna continuare a ripetere costantemente le cinque parole caricate del Simran mentre si è svegli poiché questo aiuterà il processo di concentrazione.
10)  Mangiare meno, parlare meno e dormire meno contribuiranno ad avere buon esito in meditazione.

     Durante l’incontro con i sevadar il primissimo giorno del programma, Sadhu Ram Ji ha detto: “Vari tipi di persone verranno al programma, alcune possono comportarsi male con voi o con me, e magari hanno criticato me o tutti noi. Altre vengono per trarre giovamento, ma il fatto stesso che la fortuna abbia loro permesso di venire al Satsang, significa che c’è qualcosa di buono in serbo per loro. Dovete essere gentili ed educati con tutti e servirli, come meglio potete. Non discutete con nessuno anche se qualcuno ci prova. Evitate le discussioni con abilità. Non pensate mai male di nessuno, anzi abbiate un’attitudine assai positiva e rispettosa. Se agite in questo modo, il vostro seva sarà accettato nella corte del Guru, e Lui sarà compiaciuto di voi. Permettetemi di nuovo di sottolineare che dovreste sempre essere umili, amorevoli e rispettosi, ecco come servirete la causa del Satguru Ajaib”.
    Sadhu Ram Ji ha dato tre messaggi:

a)      in occasione del Natale 2002,
b)      agli amati che sono venuti per il programma (nella prima sessione), e un messaggio alla partenza prima che gli amati se ne andassero.

 

Messaggio di Natale 2002 

     Il Natale è veramente un’occasione di buon augurio poiché è nato il Signore Cristo che ha dato amore, luce e vita a tutta l’umanità in genere. L’amore più cordiale e le congratulazioni più gioiose a tutti gli amati, che sono figli spirituali di Sawan Singh Ji Maharaj, Maharaj Kirpal Singh Ji e del mio Satguru, Sant Ajaib Singh Ji Maharaj, e allo stesso modo a quegli amati che stanno cercando un perfetto Maestro.
    L’anno nuovo è un altro motivo di gioia e di felicità, ma è pure un giorno molto significativo e speciale per iniziare una nuova vita. Dobbiamo ricordare e rammentare la sacra promessa che abbiamo fatto al Satguru al momento dell’iniziazione di condurre una vita morale, di guadagnare da vivere con onestà, di consumare una dieta assolutamente vegetariana, di non consumare liquori o altri intossicanti, di serbare amore, rispetto e stima per ogni essere umano, specialmente per coloro che percorrono insieme a noi questo sentiero divino e, per coronare l’opera, di dedicare almeno il decimo del tempo, ossia due ore e mezzo al giorno, alla meditazione.
    Purtroppo non abbiamo vissuto in base alla promessa, come avremmo dovuto, e questo è stato motivo di preoccupazione e di dispiacere per le Anime Maestre che ci hanno iniziato. Mentre gioiamo pienamente di tale occasione benedetta con i nostri familiari e amici, riscattiamo la promessa e incominciamo da questo fausto momento in poi a dedicare tempo a quello che non abbiamo fatto finora. Per favore, ricordate sempre che Hazur Sawan, Hazur Kirpal e l’amato Baba Ji stanno aspettando ogni minuto che noi li raggiungiamo e in tal modo li facciamo sentire sollevati e distesi.

 

Messaggio del 28 dicembre 2002

Sadhu Ram Ji

letto in occasione della prima sessione del programma di dicembre 2002, a Delhi, India

  Nel nome e nella causa del mio misericordioso Satguru, Sant Ajaib Singh Ji Maharaj,  porgo un caloroso e cordiale benvenuto a ogni amato che ha viaggiato per mezzo globo e ha affrontato innumerabili difficoltà e stenti per arrivare qua. L’amato Satguru Ajaib Singh mi ha chiesto di farvi la seguente richiesta a mani giunte, con umiltà e remissività totale.
    “Carissimi fratelli e sorelle della Via, non permettete alla mente di suggerirvi che siete venuti qua per conto vostro. Sono state piuttosto la grazia e magnanimità estreme, copiose del Satguru Ajaib Singh a ispirarvi in primo luogo a pensare a questo programma e in seguito vi hanno persuaso e spinto a venire qua per impegnarvi nella meditazione e nella rimembranza divina della Parola personificata e della Parola fatta forma in Baba Sawan Singh Ji Maharaj e in Maharaj Kirpal Singh. Anche il Satguru Ajaib desiderava, o meglio, ingiungeva che tutti noi utilizzassimo ogni attimo di tempo a nostra disposizione qua per il Satsang, la meditazione e per cantare la grandezza e la gloria dell’amato Satguru. I nostri problemi saranno risolti meditando di più e con maggior intensità, e non attraverso le domande che la nostra mente ha fatto sorgere per tutta la vita.
    Diceva altresì nella sua Mauj (volontà) che l’amore e la grazia del Satguru - che è la forma della Parola - fluiranno liberamente, in modo travolgente e se ne avvantaggeranno tutti i diletti che renderanno il ricettacolo del cuore disponibile e sensibile.  Per favore, quindi, scacciate dalla mente e dal cuore tutti i pensieri che non riguardino il vostro grande Guru e la sua Grazia, e riceverete, otterrete sicuramente quel che ognuno di voi desidera con anelito ed ansia.
    Sono sempre a vostra disposizione come servo e sevadar a tempo pieno, senza alcuna stima o ricompensa di qualunque tipo.
    Desiderando ad ognuno di voi il meglio,

                                                                                                    Sadhu Ram

 

 Messaggio del 31 dicembre 2002

Sadhu Ram Ji

letto in occasione dell’ultima sessione del programma di dicembre 2002, a Delhi, India

     Stimato Sadh Sangat,
     sappiamo per esperienza che il distacco è sempre difficile, ma non potete capire quanto sia difficile per colui al quale il Satguru ha affidato la responsabilità di accudire e aiutare le altre anime. Egli nutre un amore puro e totale per ogni essere umano e non sopporta di vederlo provato e sofferente, poiché il suo cuore è più soffice della cera e si scioglie all'istante.
    Maharaj Kirpal Singh Ji diceva che anche a un nemico bisognerebbe risparmiare la tortura di diventare un Guru, perché Lui deve soffrire per tutta la vita per coloro che lo amano, lo ammirano e lo rispettano in qualunque modo. Sant Ajaib Singh Ji Maharaj diceva spesso che qualora avesse saputo che dopo aver meditato gli sarebbe stato affidata la responsabilità di aiutare le altre anime, non avrebbe mai meditato affatto.
    Miei cari, il mio cuore sta singhiozzando sia interiormente sia esteriormente nel salutare tutti voi, cari figli del mio Satguru. Mi auguro che ovunque vi troviate, siate sintonizzati con l’amato Satguru per ricevere il suo amore e la sua grazia. Inoltre, che ognuno di noi capisca con chiarezza e senza ambiguità che la meditazione è il nostro unico conforto e sostegno, qua e nell’aldilà e, privi di essa, non valiamo un centesimo. Pertanto decidiamoci e facciamo un voto che d’ora in poi accorderemo la massima priorità e importanza ad essa, in qualunque circostanza ci troviamo, e in tal modo adempiremo la promessa fatta al Guru. Vi prego, siate certi che il potere del Guru è sempre con noi e sul nostro capo, ed estenderà tutto l’aiuto fattibile in ogni occasione e in tutte le situazioni.
    I miei migliori saluti, amore e buoni auguri a voi, alle vostre famiglie e ai cari satsanghi con cui siete in contatto.
    Sono il vostro lustrascarpe e servitore, sevadar a tempo pieno senza alcuna stima o ricompensa.

                                                                                          Sadhu Ram

       C’è molto di più da dire a questo riguardo, ma dato che il resoconto sta diventando prolisso, mi sembra prudente terminarlo con quello che Sadhu Ram Ji ha detto ai sevadar prima di lasciare Delhi:
    “Rimanete uniti. Amatevi e rispettatevi, meditate con regolarità, consideratevi nient’altro che un mucchio di polvere, un essere umano ignorante, immaturo e che sbaglia. Servite il Sat Sangat al meglio della vostra abilità dato che questo compiacerà il mio Satguru, Sant Ajaib Singh Ji Maharaj.
    Non sono altro che un burattino nelle sue mani. Non ho alcun merito, alcuna qualità e nient’altro a mio credito. È il Satguru Ajaib che fa ogni cosa e che mi fa danzare con le sue melodie. Il mio piacere sta nel fare quello che Lui mi ordina, senza curarmi di quello che possono dire altrimenti gli altri fratelli del Sentiero.
    Il mio migliore amore e auguri a tutti voi, alle vostre famiglie e al Sangat intero”.

 

 

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