Resoconto sul programma di tre giorni di Satsang, meditazione e divina rimembranza
di Hazur Sawan, Hazur Kirpal e dell’amato Sant Ji a Delhi dal 29 al 31 luglio 2002

    

     L’arrivo di Sri Sadhu Ram Ji a Delhi è stato ritardato di circa sedici ore a seguito di circostanze impreviste e forzate. Di passaggio aveva acconsentito a visitare alcuni luoghi a Delhi e un certo numero di satsanghi doveva essere lì. Abbiamo sentito che il ritardo era destinato a causare disappunto. Dunque lui ha chiesto al signor Oberoi al telefono di leggere il seguente messaggio ai diletti che si erano radunati nei luoghi suddetti: 

     Carissimo Sadh Sangat dell’amato Baba Ji,
     tutti voi amati siete benvenuti in questo programma nel sacro nome di Baba Ji (Sant Ajaib Singh Ji). Tutti noi dobbiamo distaccare la mente dal mondo e impegnarla nel Simran, perché si possono ottenere l’amore e la grazia del Guru solo attraverso il Simran. Quindi dobbiamo rendere la nostra mente forte allontanandola dal mondo e consacrandola al Simran.
     Tutto quello che sto facendo è in accordo agli ordini specifici del mio Guru Sant Ajaib Singh Ji Maharaj. Lui fa fare qualunque cosa desideri; non ho affatto voce in capitolo. Conoscere il suo volere e accettarlo non è facile; tuttavia è indispensabile conoscere, capire e agire in base ad esso se vogliamo compiacerlo. Il Simran è il rimedio per tutto questo. Dunque la mia richiesta è che per favore non abbiate premura né che serbiate ansietà per il ritardo, piuttosto pregate di fronte a Baba Ji con una mente forte e sincera. Arriverò da voi presto, in base agli ordini di Baba Ji, e sarò felice di incontrare tutti voi, figli spirituali del mio Guru. Spero che capirete i miei sentimenti.
     Con molto amore e con i migliori auguri a ognuno di voi. 

     È arrivato il 29 luglio alle sei e trenta circa del mattino dopo aver viaggiato per tutta la notte ed è venuto direttamente ad incontrare i diletti che erano giunti dall’occidente per il programma ed erano seduti in meditazione. Dando loro il benvenuto con calore e con amore, ha chiesto perdono per il ritardo e per la conseguente ansietà, attesa. Ha altresì rimarcato che ogni cosa è nelle mani del suo Satguru Sant Ajaib Singh Ji Maharaj, il quale agisce come desidera. Il signor Oberoi ha letto un suo messaggio, rivolto sia al sangat indiano sia a quello occidentale:   

     So che questa stessa domanda domina nella mente di ogni amato, se il grande Guru Sant Ajaib Singh Ji Maharaj mi ha affidato il lavoro spirituale. Miei cari, si può ottenere la risposta corretta a questa domanda solo entrando interiormente. Esteriormente se dico qualcosa, a volte la vostra mente lo accetterà, altre volte no. Ma se tutti i fratelli e sorelle meditano giornalmente e regolarmente per qualche tempo allenando la mente e rendendola calma, con la pena nel cuore e le lacrime agli occhi, allora Baba Ji mostrerà sicuramente la verità e la realtà nell’intimo: non rimarranno più dubbi.
     Caro Sadh Sangat, per quello che potete vedere all’esterno, sono una persona povera e lavoro come un operaio salariato per sostenere le spese della mia famiglia; appartengo pure ad una casta bassa. Come vi aiuterà tutto questo a trovare la verità? Sì, con la sua grazia e benevolenza il grande Guru Baba Ajaib Singh Ji Maharaj, che mi ha fatto meditare con forza e serietà, si è compiaciuto ed è venuto a risiedere in me con tutte le sue benedizioni. Lui si rende visibile soltanto a coloro che sono in una giusta attitudine mentale, cosa che la maggior parte di noi non è in grado di fare. Pochissimi amati possono vedere la verità. Il risultato sarà che molti di noi saranno bloccati in semplici chiacchiere e discorsi. Se qualcuno dice che questo è giusto, possiamo avere un po’ di fiducia, se qualcun altro dice che è sbagliato, allora il potere negativo è subito pronto per confonderci.
     Caro Sadh Sangat, il mio misericordioso Guru è venuto con il tesoro inesauribile dell’amore, del perdono e della spiritualità concesso dal suo Guru Sant Kirpal Ji Maharaj. Lo ha distribuito accoratamente in abbondanza con ambedue le mani, in tutto il mondo con grande misericordia. Mi ha concesso quello stesso tesoro in eredità. Perciò, miei cari, anziché chiedermi la domanda suddetta o domande su questioni mondane, fatemi il favore di venire con un cuore aperto e con una mente disponibile, narrate episodi concernenti l’amore, la grazia di Baba Ji e senza dubbio vi sentirete felici e soddisfatti. La mia umile richiesta è che avvantaggiandoci al massimo di quest’opportunità, cantiamo le storie dell’amore di Baba Ji, le storie della sua grazia e misericordia. Siate certi che Lui sarà felice e compiaciuto, questo gioverà tanto voi quanto me.
     Propongo inoltre che se gli amati hanno qualunque problema in meditazione, saranno più che benvenuti. Vi darò tutto il tempo necessario e sarò felicissimo di aiutare, dato che questo è il mio dovere. Ancora se qualche amato ha un problema vitale, può venire a parlarne senza esitazione, senza limiti di tempo.
     Chiedendo perdono al Sadh Sangat a mani giunte, vi assicuro che ne sono il lustrascarpe, sono un servitore a tempo pieno senza alcuna retribuzione o considerazione. 

     Uno non sa davvero che dire di un programma simile, sebbene si cerchi di farlo o di scriverne. Ventiquattro amati (nove dagli Stati Uniti, otto dall’Italia, quattro dalla Gran Bretagna, uno dal Venezuela, uno dalla Grecia e uno dalla Spagna) erano presenti dall’estero, e alcuni di loro erano molto devoti, affezionati e in luce nella corte dell’amato Sant Ji, oltre che essere sevadar importanti. Hanno pure partecipato al programma circa duecentoventicinque fratelli e sorelle indiani da Delhi e dintorni.
     Tutti quelli che sono venuti al programma, “spumeggiavano” di amore e di anelito, sembravano profondamente felici nel riunirsi ancora insieme dopo un lungo periodo. L’argomento di discussione era immancabilmente l’amato Sant Ji e lo straordinario amore, grazia da Lui elargito. Ogni amato ha la propria storia da narrare, come lui o lei sono stati protetti, sostenuti e aiutati da Sant Ji in situazioni che sembravano oltre ogni speranza.
     Nei Satsang condotti da Sri Sadhu Ram Ji e nei discorsi privati è stato sottolineato alla grande il fatto che il suo misericordioso Guru era la personificazione dell’amore, grazia, perdono, misericordia e spiritualità da un lato e dall’altro un ritratto di semplicità, innocenza, purezza e perfezione. Il suo Guru ha dato la propria vita ai figli che non sono stati in grado né di contraccambiare quell’amore in modo adeguato e appropriato, né di obbedirgli. Ha detto che nonostante la sua ripetuta enfasi sulla meditazione, noi non siamo riusciti e non abbiamo vissuto in base al modello che aveva fissato per noi per quanto riguarda la meditazione. Non siamo nemmeno stati capaci di sistemare le dispute né ci siamo liberati di malanimo, calunnia, atteggiamento critico e pensieri negativi per gli altri.
     Sri Sadhu Ram Ji ha ribadito con grande energia che il Simran è estremamente importante per ognuno di noi, poiché il Simran è il Guru e il Simran è Dio. Proprio per la mancanza di Simran da parte nostra non siamo riusciti a capire il nostro grande Guru e i suoi insegnamenti universali, tanto meno a metterli in pratica. Ha detto che cantare bhajan con devozione sia al mattino sia alla sera, e soprattutto prima di sedere in meditazione, è di grande aiuto per far sì che la mente abbandoni la propria rigidità, cocciutaggine. Il canto la rende morbida, ricettiva e amabile, con meno problemi in meditazione. Ha spiegato che la mente ha bisogno di essere incoraggiata e sublimata nell’arco di un lungo periodo di tempo, dato che si tratta di un processo lento, tuttavia sforzi costanti e prolungati portano sempre risultati e non c’è ragione di disperarsi. Ha dichiarato altresì che dobbiamo fare il Simran noi stessi, nessun altro lo farà per noi; la grazia del Guru arriverà sempre purché ci sforziamo: di fatto tanto più ci sforziamo, quanta più grazia ci sarà.
     Un altro aspetto significativo e speciale del programma è stato il darshan silente. Sri Sadhu Ram Ji continuava a sedere sul podio e gli amati si alzavano, si mettevano in fila e passavano davanti a Lui. Alcuni cercavano di inchinarsi (cosa che aveva chiesto di non fare, né di toccargli i piedi), alcuni cercavano di cogliere i suoi occhi, altri guardavano nei suoi occhi, altri ancora passavano davanti a Lui a mani giunte. A dir poco è stato un programma unico, dove abbiamo visto uomini, donne e bambini singhiozzare, versare lacrime, piangere nello stesso modo e Lui stesso era seduto lì a mani giunte, con occhi umidi e con lacrime prive di controllo. Praticamente tutti i diletti come pure l’atmosfera sembravano elettrizzati, e credo che nessuna quantità di parole possa descrivere la scena; bisognava vederla per crederci e per capirla propriamente. Numerosi amati mi hanno detto che il darshan silente ha commosso i loro cuori ed anime in un modo tale da farli sentire esultanti e rallegrati, da assaporare la beatitudine, la pace interiore e l’unione con il Guru anche più tardi per ore.
     Alcuni hanno chiesto a Sadhu Ram Ji come mai la maggior parte delle persone del sangat non presta dovuta importanza al messaggio che l’amato Baba Ji ha registrato il 5 settembre 1986, e che secondo le registrazioni storiche non era mai stato fatto da nessun Santo nel passato. In risposta ha detto che quando mai Kal ha permesso ai seguaci dei Santi di accettare le loro parole e di seguirle con facilità? Non ha sempre fatto sforzi disperati affinché le parole dei Santi fossero dimenticate oppure che se ne deducessero numerosi significati, sebbene quel che i Santi avevano detto fosse senza ambiguità, estremamente chiaro e con un unico significato? Ha affermato che la mente è un agente di Kal e tradisce i diletti che vogliono imporre agli altri la loro esperienza, pensiero o interpretazione alle parole dei Santi con il risultato di far perder di vista lo scopo stesso per cui quelle parole furono dette e di comprometterne la santità. Ha aggiunto altresì che non bisogna biasimare nessuno per questo, dato che Kal è una forza enorme, fa il suo lavoro di nascosto e si sente in dovere di creare caos e confusione nel sangat  dopo la dipartita fisica del Guru; piuttosto che consigliare gli altri, cerchiamo di prenderci cura di noi stessi.
     Il 31 luglio Sri Sadhu Ram Ji ha dedicato circa quattro ore solo per incontrare il sangat occidentale. Ha dato il Satsang e ancora più importante ha chiesto ai satsanghi occidentali di farsi avanti con qualunque domanda avessero in mente, o con qualunque questione dovesse essere chiarita o altro ancora di cui dubitassero. Ha detto che non voleva che nessuno di loro tornasse a casa con nessun tipo di fardello in mente, li ha esortati ad aprirsi senza alcuna riserva. Tutti gli amati si sono sentiti felici, soddisfatti e hanno pregato di ottenere sempre di più simili opportunità con Lui. Molti diletti volevano sapere se e quando farà loro visita in Occidente e la sua risposta è stata che ogni cosa è nelle mani del grande Guru Sant Ajaib Singh Ji Maharaj. A questo punto non può dire nulla dato che sarà Lui a decidere e a dirgli che cosa fare e quando farlo.
     Prima di lasciare Delhi il 1 agosto, Sri Sadhu Ram Ji ha trascorso più di novanta minuti con il sangat, sia indiano sia occidentale, e gli amati hanno cantato bhajan con grande eccitazione ed emozione. Ha elargito un amore illimitato e una grazia sconfinata attraverso rapide occhiate e sguardi, a modo suo e con i propri gesti in un modo assolutamente rilassato e disinvolto. Su sua richiesta il signor Oberoi ha letto il seguente messaggio: 

     Cari fratelli e sorelle,
     la mente, come sapete, è molto abile, furba ed è sempre in agguato per far sorgere dubbi e problemi inutili dentro di noi. Dopo la dipartita fisica di un Maestro ha un’ottima opportunità di tribolarci a proposito di ciò che ha predisposto per la continuazione del lavoro spirituale, e di chi lo attuerà. Noi dimentichiamo che il Guru è onnicoscienza e saggezza totale, non ha bisogno di alcun consiglio o assistenza a questo proposito. Si assicura che sia impartito ogni incarico necessario prima di lasciare il corpo fisico.
     È terribilmente sbagliato da parte nostra pensare che il lavoro di un perfetto Maestro sia svolto da un essere umano. No, miei cari, la verità è che l’artefice di tutto è lo Shabd o la Parola. Naturalmente assume una forma fisica, che è la 'Parola personificata' ed è immersa nell’amore del Maestro. Conduce una vita normale, umile e modesta nonostante la sua infinita potenza. Non gli importa nulla dei possedimenti materiali e non cerca mai la fama, la popolarità. Sa per certo che il misericordioso Maestro, il quale gli ha affidato il lavoro spirituale, riuscirà a portare a termine ogni cosa come desidera e gli darà tutto l’occorrente. Di conseguenza non tende mai la mano per chiedere denaro o altre necessità mondane. Accetta con grande contentezza le circostanze in cui si trova ed è sempre felice, soddisfatto e in pace. In poche parole è il Re dei Re nel profondo del cuore, non desidera mai, non brama mai nulla del mondo poiché il Guru è venuto a risiedere in lui con tutte le sue benedizioni.
     Il mio Satguru Sant Ajaib Singh Ji Maharaj diceva che non è facile accettare o realizzare la vera levatura di un amato di Dio ma l’amore, l’umiltà e la giusta comprensione rappresentano un valido aiuto e giovano in modo considerevole a realizzare la verità.
     Miei cari, so quale difficoltà e spesa avete affrontato per viaggiare lontano dai vostri focolari, per venire qui in un clima caldo, umido e inospitale che per voi sarà scomodo e sgradevole, ma vi prego di comprendere che avete fatto tutto questo non per vostra volontà. Alcuni diletti hanno detto che c’è stato un forte impulso interiore e sembrava come se qualcuno li trascinasse invisibilmente verso l’India per testimoniare di persona qualcosa. Altri sono stati ancora più categorici e hanno parlato di visioni nelle quali il mio Satguru Sant Ajaib Singh Ji Maharaj diceva loro che la verità non è mai persa, e anziché dipendere dalle opinioni altrui, dovevano andare ad Anupgarh in Rajasthan per rendersi conto di dove operano la sua luce e il suo amore. Lo stesso misericordioso Guru Baba Ajaib Singh Ji mi ha preso per il collo e mi ha portato a sedere dinanzi a voi per condividere il suo amore, grazia ed eredità spirituale.
     Stimati fratelli e sorelle, sono uno di voi e non ho alcun merito, qualità o abilità né posseggo intelligenza, acume o ricchezza mondane. Ma non posso negare che con la sua grazia e benevolenza il Guru mi abbia ispirato a fare il Simran e a impegnarmi in sacrificio, meditazione e abbandono con un cuore sincero, determinato e forte, come desiderava. Grazie alla sua ispirazione, appoggio e sostegno sono riuscito a praticarli, ad avere il suo consenso, approvazione, a compiacerlo ed Egli è venuto a risiedere dentro di me con tutte le sue benedizioni. Sono semplicemente un burattino inerme nelle sue mani e danzo sempre con la sua musica e volontà  poiché non ho alcuna mia volontà e saggezza. La mia vera identità sta nella mia bassezza e umiltà, e nel mio ruolo di lustrascarpe dell’amato sadh sangat del mio Satguru essendone il servo a tempo pieno senza alcun compenso o riconoscimento.
     Quindi, per favore, consideratemi vostro, con l’incarico di aiutarvi a realizzare quanto fu grande ed esaltato colui che veniva amorevolmente chiamato Sant Ji e quanto fu importante il suo messaggio di stimare il tempo, di non farvelo sfuggire dalle mani, di meditare poiché questo sarà un patrimonio grande, indispensabile qua e nell’aldilà. Se qualche amato ha problemi o difficoltà in meditazione, sono a vostra disposizione per aiutarvi, visto che l’ho praticata personalmente e ho l’ordine del mio Guru di aiutarvi.
     Che tutti noi possiamo rimanere uniti e forti, amandoci e rispettandoci l’un altro, dedicando il massimo tempo alla meditazione per compiacere il nostro amato Baba Ajaib Singh Ji Maharaj. Questo è ciò che ci farà meritare l’appellativo di suoi discepoli nella sua volontà; questo è ciò che il Guru esige da noi in ogni istante della vita per far sì che sia coronata da successo.
     Il mio profondo amore, considerazione e saluto ad ognuno di voi.
 

     La partenza è stata carica di lacrime e commovente. A mala pena non c’è stata un’anima che non abbia versato lacrime, che non si sia sentita demoralizzata al pensiero che dopo aver trascorso con noi tre giorni nell’amore estremo e nell’affetto, saturi di ispirazione e di incoraggiamento, Lui se stesse andando portandosi dietro il nostro cuore. Ma credo che più di ogni amato, sia stato Sri Sadhu Ram Ji stesso a sentire il dolore con le emozioni inespresse e con le lacrime incontrollate. Quando ho cercato di parlargli, ha detto che il suo cuore era con tutti i diletti (che avevano portato l’amore genuino, la pura rimembranza e il dolore della separazione dal suo Guru Sant Ajaib Singh Ji Maharaj) e che voleva riversare tutto quello che il grande Guru gli aveva dato, a tutti i diletti oltre ogni misura affinché potessero consacrarsi con sincerità di cuore alla causa del Guru. È stata una scena rara e indescrivibile, ha rammentato tantissimo i tempi di Bombay, eccetera quando Sant Ji partiva e ogni amato si sentiva sconvolto e turbato, sebbene al tempo stesso eccitato ed euforico. Tutti al primo, secondo e terzo piano della casa (dove si teneva il programma) lo hanno salutato con le mani, con gli occhi pieni di lacrime e lui ha sempre contraccambiato al saluto con ambedue le mani,  con amore, con gli occhi ed ogni movimento delle mani, delle braccia che infondevano spiritualità. La scena rimarrà nei cuori di coloro che l’hanno vissuta per un lungo tempo a venire.
     È impossibile descrivere il programma. Non sarebbe assolutamente esagerato aggiungere che la presenza di Sri Sadhu Ram Ji ha fornito l’acqua spirituale così necessaria per rinfrescare e rinverdire la maggior parte delle anime presenti, per far capire ad ogni diletto che l’amato Sant Ji non se ne è andato né ci ha dimenticato, poiché il suo amore, vita e luce possono sempre essere visti all’opera con gli occhi aperti. Numerosi amati hanno osservato e sentito l’impatto della semplicità, dell’innocenza e degli sguardi carichi di spiritualità di Sadhu Ram Ji dentro il proprio sé e hanno ricordato le parole dell’amato Sant Ji: la vita è breve e può dileguarsi in qualunque momento, occorre utilizzare il tempo disponibile per crescere in Lui, bisogna sviluppare un amore vincolante per il Guru, fare il Bhajan e Simran e distaccarsi dal mondo, dalla mondanità per assaporare il Naam e trasformarci in un’entità spirituale. Milioni di ringraziamenti all’amato Baba Ji che ha concesso un tale programma innalzante, elevante e l’augusta presenza del suo figlio meditatore, il quale ha cercato di risvegliarci dall’assopimento in cui siamo con ogni parola,  gesto e sguardo, rendendo la nostra fede e il nostro credo in Sant Ajaib Singh Ji più forti e irremovibili.
     In occasione dell’incontro con gli amati che avevano lavorato giorno e notte prima e durante il programma, Sri Sadhu Ram Ji li ha ringraziati vivamente per tutto quello che avevano fatto per la causa divina, ha ricordato loro le parole di Hazur Sawan, Hazur Kirpal e dell’amato Sant Ji per cui il seva porta una ricompensa immediata, come moneta sonante. Ma ha aggiunto una parola di cautela dicendo che il denaro in banca rimane solitamente intatto, mentre quello nel portafoglio viene dilapidato sconsideratamente chiedendo al Guru questo o quel lavoro e che il contante in mano venga aggiustato nello stesso modo. Ha aggiunto che dovremmo essere equilibrati, prudenti e  salvaguardare la ricchezza spirituale guadagnata attraverso il seva affinché ci aiuti nei momenti di grande prova e al momento della morte, senza permettere che venga utilizzata per nient’altro. Ha proseguito affermando che dovremmo imparare a chiedere a Lui solo il Guru e il Naam, non le cose mondane; tutto ciò ci sarà di beneficio in modo considerevole. Ha altresì aggiunto con grande vigore che attraverso il seva dovremmo diventare umili e remissivi; il nostro comportamento dovrebbe migliorare e diventare amorevole, rispettoso. Purtroppo di solito accade che diventiamo vanitosi e vanagloriosi, subiamo una perdita anziché ottenere qualcosa. Cerchiamo di essere guardinghi e di stare più attenti.
     Sri Sadhu Ram Ji ha colto quest’opportunità per sottolineare che “noi non abbiamo meditato o fatto il Simran  secondo le ingiunzioni del Guru,  e così abbiamo ignorato quanto basta i suoi ordini a nostro grande rischio e perdita. Pensate che questo non equivalga a disobbedienza, che non gli arrechi offesa, danno e dispiacere? Di fatto abbiamo fallito miserevolmente nel rendere le sue parole una parte della nostra vita, nell’agire in base ad esse ad ogni passo e con serietà. Come pretendiamo che Lui sia compiaciuto e felice con noi? Non è insensato da parte nostra fingere, dato che Lui è sempre gentile e felice con noi, e ignorare la nuda realtà? Miei cari, la mente ci gioca tutti questi tiri mancini e ci mantiene nell’inganno; quanto più siamo importanti nel sangat o pensiamo di esserlo, tanto più rimaniamo distanti dalla verità”.
     “Non c’è dubbio che Lui ci abbia fatto fare molto seva e ci abbia dato ogni cosa del mondo in cambio. Ci ha dato anche amore, ci ha ispirati e incoraggiati a migliorare la nostra vita, condotta e comportamento e, per coronare l’opera, la nostra devozione verso il Guru. Ma, miei cari, guardiamo profondamente nell’intimo per esaminare quel che abbiamo fatto in realtà; può qualunque amato mettere la propria mano sul petto e dire che gli ha obbedito in modo implicito ed esplicito, come Lui voleva? E se ce n’è qualcuno, come può il grande Sant Ajaib Singh Ji Maharaj non dirgli perché innanzi tutto ha deciso di lasciarci prima di quanto previsto, perché non lo ha detto a nessuno, perché ha indugiato a venire come un amico in un nuovo abito, quando e dove si manifesterà esattamente con tutto il suo amore, vita e luce in piena gloria e radiosità? Cinque anni non sono un periodo breve, ma la nostra mente, che è l’inganno personificato, seguita a dirci che il Maestro è molto felice con noi, ci rivelerà nell’intimo quando verrà e dove verrà, ci chiamerà sicuramente a sé quando e dove apparirà in un nuovo abito. Eppure che cosa disse il Maestro Kirpal? Disse che anche la madre non allatta il figlio finché questi non piange disperatamente. Il nostro misericordioso Baba Ji scrisse: ‘Quando Egli udì il pianto dell’anima di Ajaib, gli lacerò il cuore e lasciando la sua casa in Sach Khand, alfine venne’. Fate che ogni amato in qualunque parte del mondo dica che ha pianto per Baba Ji in modo così disperato, inerme o anche solo in parte,  anche solo per una notte, per non parlare degli anni in cui Baba Ji ha fatto questo. Oppure lasciate che qualcuno dica che non ha mangiato, non ha dormito e non ha riposato non per il mondo e per le sue risorse, cosa che molti di noi sono in grado di fare, ma per il suo Guru Baba Ajaib Singh Ji Maharaj, che era Dio stesso, che venne sulla terra per noi. Non è oggetto di dibattito, argomentazione o discussione, ma si tratta di una cosa che ognuno di noi deve considerare nel profondo del cuore con la massima sincerità, serietà e serenità, e ottenere una risposta nell’intimo, non per gli altri ma per la nostra soddisfazione”.
     “Miei cari, se questo fosse accaduto, non c’è motivo per cui non avremmo ricevuto qualche accenno, indizio o ancora più importante, per cui Lui non si sarebbe già manifestato”.
     “E che cosa dovremmo fare al più presto per riparare la situazione almeno in parte? Alzarci alle tre del mattino o prima quando veniamo svegliati dal Guru interiore, cantare alcuni bhajan con devozione, con profondo anelito nel cuore, e poi sedere in meditazione con una preghiera di misericordia e pietà. È meglio se tutta la famiglia siede insieme per questo scopo, infatti si dice che un melone prenda il colore vedendone un altro già maturo. Sediamoci in una posizione senza muoverci per almeno due ore di fila. Uno può cominciare con un’ora e incrementare fino a due ore e oltre. Per favore non permettiamo che nulla ci distolga. L’idea è di sedere in meditazione insieme, e di non mangiare giacché questo annullerebbe lo sforzo. Per favore torniamo a casa dopo la meditazione senza scambiare una parola, poiché il silenzio aiuterà a migliorare l’atmosfera e a renderla più costruttiva per il progresso”.
     “Per favore, considerate importante cantare bhajan sia al mattino sia alla sera,  come meglio si adatta il tempo, per accrescere la devozione e il desiderio. Se lo farete per alcuni mesi, noterete voi stessi il cambiamento e potrete sperare per qualcosa di più grande e migliore subito. Per favore, siate certi che questo ci aiuterà a compiacere il nostro Maestro e in aggiunta aiuterà ognuno di noi a migliorare la vita familiare. Incominciate quanto prima tanto meglio, dato che abbiamo già sprecato molto tempo prezioso”.
     Molti nel sangat indiano gli hanno chiesto nei colloqui privati, e in seguito l’ultimo giorno, di aumentare la frequenza del programma a Delhi e di avere il permesso di fargli visita presso il suo villaggio ad Anupgarh. Ha risposto che non aveva ancora deciso di venire a Delhi ogni due mesi come gli amati presupponevano. Ha aggiunto altresì che per prima cosa è difficile arrivare ad Anupgarh, e secondariamente non esistono spazi per ospitare gli amati. Ad ogni modo ogni cosa è nelle mani del suo Guru, e ha aggiunto altresì in modo assai significativo che se gli amati nel Sadh Sangat incominciano a dedicare due o tre ore al giorno alla meditazione, le speranze possono aumentare affinché il Guru risponda alle loro preghiere e gli ordini di fare come desidera il sangat.
     Quindi tutti noi preghiamo di avere la sensibilità di fare quello che ci ha ispirato e l’amato Sant Ji nella sua misericordia e gentilezza adempirà i desideri del sangat.    

     

_________________________________

torna alla pagina principale