terza parte

 

Criterio per giudicare un vero Maestro

    Non giudicate un Maestro dall'aspetto esterno, dall'albero genealogico, dall'abbigliamento ricco o povero, dalla nazione di origine, da come parla, cammina o mangia; né dalla posizione che occupa, dal numero di libri di cui  è autore, o da ciò che la gente dice di lui. Innanzi tutto ricevete l'esperienza interiore che Egli promette, e poi giudicate da quell'elevato angolo di visuale. L'esperienza personale è il criterio con cui giudicare un Maestro autentico. Una persona vivente che vede le cose da un punto di vista più elevato (l'uomo e le sue difficoltà, le sue avversità e la sua impotenza) e che ha studiato i problemi di fronte ai quali si trova l'umanità e può provvedere alla loro soluzione, che può aiutare e guidare l'uomo in modo visibile ed invisibile, moralmente e spiritualmente, in teoria e in pratica: una persona simile è adatta ad assumere la posizione responsabile di Maestro. Beati sono coloro che sperimentano nel cuore una profonda emozione di felicità e di anelito nell'udire la notizia che un simile Maestro esiste ed è vicino.
    La spiritualità è una scienza più semplice e più facile di tutte le altre scienze. L'uomo non deve sforzarsi se non di modellarsi a livello etico e morale a quel giusto grado di amore, sincerità ed umiltà che produrrà in lui il necessario stato di ricettività. Tutto il resto è nelle mani del Maestro. Inoltre, un movimento, per quanto spirituale sembri in superficie, non deve essere giudicato dal numero di seguaci che ha. Un buon oratore può attrarre folle anche se non vi è nulla di sostanzioso o di convincente nelle sue parole. La spiritualità non è possesso esclusivo di una famiglia o di un dato luogo, ma è come un fiore profumato che cresce ovunque la Natura abbia ordinato, ed intorno al quale le api si raccolgono da molto lontano per suggerne il nettare. I Maestri non rincorrono la gloria personale anche se meritano certamente questa gloria. Anche nei comuni discorsi li sentirete dire: “Oh, viene tutto dalla grazia del mio Maestro. Non ho fatto nulla, il mio Maestro merita ogni lode e ogni credito”. Questa umiltà li pone molto al di sopra del basso livello di egoismo che si trova nel mondo.
   I Maestri sono venuti in tutte le epoche per offrire all'uomo questa scienza naturale, soltanto coloro che sono scontenti di questo mondo accorrono da loro; gli altri, ai quali sono cari le attrazioni, i piaceri e i lussi del mondo, voltano loro le spalle. Coloro nei cui cuori sono morti tutti i nobili sentimenti, non solo pongono ogni possibile ostacolo sulla via dei Santi, ma li assoggettano anche a vari generi di tortura, come mostrerà uno studio della vita di Gesù, Guru Nanak, Kabir e altri. I Maestri sono venuti nel passato, esistono oggi e continueranno a venire in futuro per il benessere spirituale dell'uomo. Supporre ed accettare che la spiritualità si sia estinta o sia stata chiusa dopo l'esistenza di un dato Maestro, e che i libri sacri siano ora l'unica guida, mostra la sconsideratezza dell'uomo.
    Come possiamo distinguere un Maestro autentico da uno falso? Non c'è infatti nessuna pietra di paragone o nessuna formula magica, eccetto quella dell'esperienza personale, per distinguere il giusto dallo sbagliato, la verità dalla falsità, la realtà dall'irrealtà. Anche al tempo dell'imperatore Janak (il padre di Sita, nel Ramayana), che era preparato a pagare una grossa ricompensa per la conoscenza teorica della Scienza, solo uno, Yagiavalkya, tra tutti i rishi, yoghi e muni dell'India, fu capace di dargliela e vinse. Yagiavalkya ebbe comunque la forza morale di dire a Gargi: “Io conosco solo la parte teorica, e non ne ho alcuna esperienza personale”. In una seconda occasione l'imperatore Janak proclamò che voleva una esperienza pratica di questa Scienza ad una certa data, ed anche in un tempo molto breve non superiore a quello che si impiega per montare un cavallo mettendo i piedi nelle rispettive staffe. Grandi yoghi e rishi furono invitati da ogni parte dell'India, ma al momento stabilito solo uno si fece avanti per raccogliere la sfida. Era un gobbo, chiamato Ashtavakra, ed aveva otto gobbe e rientranze. L'assemblea rise ad alta voce al suo apparire prendendolo per un maniaco. Ashtavakra disse: “Come puoi aspettarti di ricevere un'esperienza spirituale da questi ciabattini che hai raccolto, i quali hanno occhi solo per questa pelle e per questo corpo ma non possono vedere dentro?“. L'esperienza venne debitamente data all'imperatore entro il tempo stabilito. Il punto da considerare è che in quel tempo in cui la spiritualità prosperava, solo una persona si fece avanti ad accettare la sfida. In questi tempi, quindi, in cui il materialismo è in aumento, non possiamo credere che i Maestri si trovino come i funghi. Perciò dobbiamo indagare senza permettere che la falsa propaganda, la testimonianza altrui, la fede cieca, la promessa di una felicità futura, o che la stima di una posizione, la ricchezza o il piacere ci spingano fuori strada. Quando vengono tali personalità, sono competenti a dare la vita a milioni di persone che vanno da loro. Sono i figli della Luce, e danno la Luce a tutta l'umanità.
    La fede cieca è uno dei maggiori ostacoli da superare. Ciò che noi semplicemente ascoltiamo, leggiamo o seguiamo senza indagare verso che cosa e verso dove ci guiderà, è fede cieca. Se uno è così superficiale  da dimenticare il fine mentre segue i mezzi, e non controlla personalmente se sta andando verso la meta oppure no, anche questa è fede cieca. Quando uno va dal Maestro, ascolta attentamente le sue spiegazioni su come acquisire l'autoconoscenza per mezzo dell'autoanalisi, debitamente sostenute da una o più citazioni dai preziosi detti dei vari Santi, allora è intellettualmente convinto di intraprendere felicemente la Via in un modo sperimentale, ed agisce con fede in ogni momento in base a quanto dice il Maestro. Questa è la prima pietra miliare per apprendere qualcosa riguardo alla realtà: quando egli riceve l'esperienza di prima mano, di qualunque grado sia, è convinto e progredisce di giorno in giorno. Oggi l'uomo ascolta discorsi, letture e sermoni; accetta e crede a questi per tutta la vita e dà per scontato che sia stato posto sulla via della salvezza. Ma quando giunge la morte con tutte le sue sofferenze, i suoi spasmi di separazione e la paura dell'ignoto, allora scopre il proprio errore. Tutti i suoi pensieri sono occupati dall'abitudine coltivata per tutta la vita, dell'attaccamento al corpo mentre amici e dottori, parenti e preti gli stanno intorno inermi e disperati.
    È qui che la scienza della Para Vidya ci è di grande aiuto. Il ritiro dell'anima dal corpo è fortemente facilitato ed il Maestro appare a ricevere il discepolo ed a guidarlo ulteriormente nell'aldilà. La morte è per lui il più felice degli eventi, e, come un matrimonio, è un'unione con il Beneamato. Egli ha già visitato queste regioni, ha conosciuto la loro superiorità ed attraversa senza timore quel territorio che gli è familiare. Per sottolineare la necessità della pratica in campo spirituale il mio Maestro, Hazur Baba Sawan Singh,  era solito dire ai discepoli: “Andate a vedere un discepolo morente per essere convinti”. I Santi credono nella salvezza durante la vita e non dopo la morte. Questa è veramente una scienza semplice e facile. Il discepolo non deve mai essere soddisfatto dell'iniziazione senza un'esperienza spirituale. Occorre dedicare tempo regolare alle pratiche spirituali, ed il Maestro deve essere informato regolarmente dei progressi fatti. L'allievo deve seguire costantemente la guida del Maestro, personalmente o per lettera, senza pensare di poter con ciò infastidire il Maestro. Il Maestro conosce per intuizione come va ogni allievo e può rimuovere la maggior parte delle difficoltà per mezzo della trasmissione del pensiero o con altri mezzi, ma desidera che le difficoltà ed i progressi gli siano comunicati per iscritto.
    L'antica via spirituale del Surat Shabd Yoga o Para Vidya è una via che può essere seguita senza alcuna difficoltà da uomini, donne e ragazzi di tutte le età, a differenza di altre vie che richiedono complicati e gravosi esercizi ed il controllo del respiro, che conduce solo ad una esigua padronanza sul proprio Sé ed a pochi poteri meschini. Questi ultimi metodi richiedono anche un forte fisico ed una ricca dieta, e sono condannati dai Maestri come inadatti in questa epoca oltre che pericolosi per il corpo.

La scienza 

    Nel corpo fisico agiscono due principali correnti che controllano la vita: la prima è una corrente motoria (il respiro o prana), e l'altra è una corrente sensoria, che può essere chiamata attenzione o surat. I Maestri ignorano completamente la prima, affinché il respiro non interferisca ed il processo vitale proceda senza interruzione. La corrente sensoria si ramifica attraverso l'intero corpo, ed il suo centro principale si trova all'interno fra le sopracciglia, nella mente. Dobbiamo ritirare la corrente sensoria, o spirito, al centro. 

L'iniziazione

    La mente non può permettere all'uomo di raggiungere la conoscenza dell'anima. La sua natura è quella di cercare il piacere, e le sue costanti fluttuazioni sono difficili da soggiogare. Sintonizzarsi con la Corrente Sonora interiore è il modo migliore per calmare la mente e praticare la concentrazione. A qualunque scuola di pensiero od a qualunque società un uomo appartenga, non ha importanza. Non deve convertirsi, e può rimanere dove si trova. Non vi sono dure e rigide regole, né rituali, né cerimonie, né pompe ed apparati, né offerta di doni o di fiori. Tutto ciò che il discepolo deve fare è penetrare all'interno di sé stesso e da quel momento  considerare il corpo come il proprio laboratorio. Riguardo la teoria, egli deve capire quanto segue, che è in breve la parte essenziale di quanto ascolterà nel Satsang: 

1) Il Maestro non è il suo corpo; è il Potere che opera attraverso il corpo e lo usa per istruire e guidare l'uomo proprio come uno spirito usa un medium. Solo in una forma fisica il discepolo può riconoscere il Maestro nelle regioni superiori ed anche qui sulla terra. 

2) Il Maestro è lo Shabd, la Parola, Nad, eccetera (tutti termini che si riferiscono al Potere di Dio in espressione di Luce e Suono). Entrando in contatto con questo Potere, l'uomo viene riportato alla vera Casa. 

3) Per coloro che sono disillusi dalla vita e che hanno ardente desiderio di felicità e di pace duratura, lontani dal mondo e dai suoi affanni, la Parola assume un corpo per offrire loro sollievo. La Bibbia disse: “La Parola si fece carne e dimorò in mezzo a noi”. Dal momento in cui il discepolo entra in contatto con la Parola (il che avviene al momento dell'iniziazione da parte del Maestro), l'udibile forma della Parola risiede dentro di lui in ogni momento del giorno e della notte e non lo lascia mai - nemmeno dopo la fine dell'esistenza fisica dell'uomo sulla terra. Sarà con lui e lo seguirà finché egli non raggiungerà la meta finale. La Parola è altresì conosciuta come la Voce di Dio, o Corrente Sonora, ed è l'impulso vitale che il Maestro dà al momento dell'iniziazione. Viene udita come un suono proveniente da lontano e gradualmente diventa così dolce che nessuna musica della terra può superarlo. Non è altro che “l'Acqua della Vita”, “la Primavera dell'Immortalità, “l'Elisir della Vita”, ed il “Nettare della Spiritualità”, eccetera di cui si parla nei libri sacri. 

4) L'uomo ha un occhio interiore con il quale può vedere all' interno di sé stesso, quando il velo è stato rimosso da un competente Maestro Vivente, tutte le regioni più elevate. In questo stato egli rimane perfettamente cosciente e testimonia meravigliose esperienze. Ascendere alle regioni superiori senza un Maestro competente è molto pericoloso.

Il Simran

    Al momento dell'iniziazione al discepolo viene comunicata la ripetizione di santi nomi, come arma contro tutti i pericoli. Essa agisce altresì come una parola d'ordine per tutti i piani spirituali, dà forza e sostegno al corpo ed alla mente durante qualsiasi disagio e dolore, e avvicina l'anima al Maestro, serve per acquisire concentrazione ed impartisce molti altri e diversi poteri. Il Simran dato da un cosiddetto maestro, che è tale solo di nome, è semplicemente un gruppo di parole; ma queste stesse parole sono cariche di energia con l'attenzione e la grazia di un vero Maestro.
    L'iniziazione comincia con la spiegazione e la descrizione delle regioni spirituali interiori e del modo in cui va seguita la Via . L'apertura della visione interiore per vedere le regioni interiori con le loro distinte luci divine, ed il contatto con il Legame divino (o Corrente Sonora), costituiscono la parte pratica dell'iniziazione. La pratica giornaliera di questi, combinata al Simran, viene chiamata meditazione. In aggiunta a questo, il Maestro dà brevi istruzioni sul puro e semplice modo di vivere, sulla necessità di dedicare regolarmente un dato tempo alle pratiche ed altre parole di consiglio. Tutta la sessione dura da due a tre ore. Bisogna mantenere i diari riguardo ai propri progressi, e gli errori dei vecchi e nuovi discepoli vengono corretti di volta in volta, per assicurare quei progressi.

I miracoli 

    I Maestri Santi non mostrano mai miracoli, eccetto in casi molto rari a qualche discepolo ed in speciali circostanze. I miracoli sono in accordo con le leggi della natura, ma sono tuttavia terribili reti che rendono prigionieri, dannosi ai più elevati ideali di un uomo che cerca di avvicinarsi all'Onnipotente Dio. Si tratta di qualcosa che l'uomo ordinario non si cura di studiare per la semplice ragione che implica un enorme autocontrollo ed esercizio della mente, con restrizioni che non desidera sopportare o ricercare. I poteri miracolosi, ottenuti dopo un periodo tanto lungo, possono servire a praticare sia il bene che il male, e poiché sono usati più per il male che per altro, sono considerati come una malattia dalle persone veramente spirituali. I Maestri sono in possesso del potere supremo ma la loro missione è sacra. Un discepolo, la cui visione interiore è stata aperta, vede un certo numero di miracoli ad ogni tappa. Esitare nel credere in un Maestro senza vedere miracoli è altrettanto ridicolo quanto rifiutare di credere che una certa persona non è multimilionaria se non ci mostra i suoi soldi: può avere tutto il suo denaro depositato in una banca e desiderare di spenderlo come meglio crede, senza curarsi dell' approvazione pubblica. In un uditorio di molte migliaia di persone che guardano un mago esibire i propri miracoli, solo un piccolissimo numero sarà indotto per questo ad imparare l'arte. Coloro che sono ansiosi di vedere miracoli non sono veri ricercatori.

Conclusione 

    Oggi il mondo esige una maggiore comprensione, per una pace e una libertà al di sopra di tutti i conflitti. La scienza dell'autoanalisi che rivela la fraternità degli uomini e la paternità di Dio, è il rimedio che può ricostruire una cultura salubre e divulgare l'armonia tra gli uomini. Chi proclama di amare l'invisibile Dio e non ha riguardi o amore per il suo visibile fratello uomo, é veramente perduto. Amare, servire e sentirsi grati verso i nostri fratelli significa amare e riverire Dio. Così pure, l'amore per il visibile Maestro, il nostro più stretto anello di congiunzione con Dio, è in realtà amore per il Padre Supremo. Dovremmo dunque cercare di misurare la profondità della misericordia e della grazia di Dio attraverso un Maestro Santo, che è il rappresentante visibile di Dio. Ciò ha come fine la spiritualità e non è idolatria. L'atmosfera nella quale un simile vero Maestro si muove, è satura di correnti di pace e amore che influenzano coloro che vengono in contatto con lui. Persino lettere scritte da Lui o per conto suo portano una corrente di estasi che muove i più intimi recessi del cuore.
    Il Guru precede Dio. Una simile persona fu il Maestro Baba Sawan Singh Ji Maharaj, che rimase con i discepoli per un gran numero di anni, e che ancora oggi, dopo aver lasciato il corpo, veglia sui diletti ed anche su coloro che una volta entrarono in contatto con Lui con amore e sincerità di cuore. L'amore non conosce leggi, ed Egli appare ancora nella luminosa forma radiante, anche nei piani spirituali più bassi, per il loro bene. Non una ma centinaia di persone possono testimoniare ciò che la gente ignorante vuol chiamare illusione. Sul piano fisico elargisce ancora le sue benedizioni attraverso la Ruhani Satsang, Sawan Ashram, la quale guida ora a sua volta gli uomini nell'intero campo spirituale. Una “lampada” si è fulminata e viene rimpiazzata da un'altra. Lo stesso potere è all'opera e la stessa luce ora splende dalla nuova lampada. Tutti coloro che avvicinano il Maestro ricevono ancora esperienze positive.
    Chiunque desideri avvalersi di tale opportunità d'oro, deve semplicemente entrare in contatto con il Maestro, ed i suoi desideri saranno esauditi, il suo cuore traboccherà di felicità e le sue spalle stanche saranno alleggerite dal fardello di ansie e timori.  

 

Fine terza parte