Visita  ad Anupgarh dal 25 al 27 gennaio 2003

 A. S. Oberoi

 

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     Questa è stata la nostra prima visita dopo la costruzione parziale dell’Ajaib Ashram, intrapresa circa due mesi fa e completata quel tanto da permettere lo svolgimento di un programma di Satsang e di meditazione. Più avanti occorrerà fare ancora molto in base alle circostanze.
     C’erano sessantacinque diletti da Delhi, inclusi undici indiani che vivono all’estero (tre dagli Stati Uniti, otto dall’Inghilterra), ed avevano organizzato apposta degli autobus puliti, comodi e veloci per facilitare il viaggio. A causa della forte nebbia e del freddo intenso la visibilità era molto limitata e gli autobus hanno dovuto fare la spola a passo di lumaca accumulando un considerevole ritardo; ad ogni modo tutti gli amati l’hanno presa alla leggera utilizzando il tempo nel cantare i bhajan sulla gloria e la grandezza del Satguru, pieni di speranza e di incoraggiamento.
    Avevamo fatto una leggera colazione durante il tragitto e Sri Sadhu Ram ha fatto preparare subito del tè al nostro arrivo, l’ha servito, ha acconsentito di incontrare gli amati, ha dato loro amore e si è rivolto a loro nel modo in cui riteneva appropriato. In quel momento sono arrivate una quarantina di persone dalle zone vicine ad Anupgarh, quindi in tutto eravamo circa centodieci. Dando il benvenuto con amore e con gli occhi carichi di grazia, Sadhu Ram Ji ha parlato in linea generale come segue:  

“Come possiamo noi povere jiva capire i desideri e la volontà del Satguru Ajaib, che è onnipotente e fa ciò che desidera a dispetto delle circostanze sfavorevoli sul cammino? Gli amati che si considerano dotati di intelletto e comprensione, non si rendono conto che il Satguru non segue sempre gli stessi schemi poiché, essendo un Maestro con la propria volontà e desiderio, prende decisioni considerando tutti i requisiti della situazione contingente. Miei cari, Lui è Saggezza totale, Conoscenza totale e Potere totale - decide di fare la cosa migliore in un momento preciso. Come seguaci della Sant Mat dovremmo imparare ad accettare la sua Volontà piuttosto che far sorgere obiezioni e produrre domande indotte dalla mente, la quale non risparmia alcuna opportunità per metterci i paraocchi e per ingannarci. Ignoranti e accondiscendenti come si dà il caso che siamo, non abbiamo capito l’importanza che la meditazione dovrebbe occupare nella routine della nostra vita. Ognuno di noi sembra occupato nelle questioni del mondo e della mondanità, e ritiene di non poter esistere senza occuparsene. Non capisce che è tutto un’illusione e un imbroglio creati dal potere negativo per tenerci lontani non solo dalla meditazione, ma anche dal solo pensarne. Senza dubbio il Satguru si assume dolori indicibili per farci capire la realtà con tutti i mezzi possibili (ossia discorsi, lettere, scritti ed attraverso il rapporto personale), ma che ne è della nostra mente caparbia e complicata, l’inganno personificato? In pochissimo tempo cancella tutto quello che al Satguru occorre così tanto per istillare dentro di noi. Miei cari, nella vita di tutti i giorni se la nostra sposa, genitore o qualsiasi altra persona cara che amiamo è contrariata, adirata o incollerita con noi, che cosa facciamo? Non impieghiamo ogni mezzo possibile per metterla a suo agio, per riconquistarne l’amore, la fiducia e per ricucire il rapporto? Non sappiamo che il Satguru, Ajaib Singh non è felice con noi a causa della nostra disobbedienza continua alle sue istruzioni e ordini? Infatti, non abbiamo riformato la nostra vita secondo quello che Lui ci ha chiesto e non abbiamo meditato a tempo pieno, non abbiamo coltivato l’umiltà, l’amore, il rispetto e la stima per gli altri e non ci siamo spogliati del malanimo, odio, inimicizia e calunnia. Se ci avessimo pensato e gli avessimo attribuito importanza, non c’è motivo per cui non avremmo adottato metodi adeguati ed appropriati per porre rimedio alla situazione e per migliorarla con grande rapidità. Amati, si dice che non è mai troppo tardi per fare del bene. Pensate seriamente a questi punti, individuate quello che è sbagliato, dove e perché abbiamo tentennato e non indugiate nel porvi rimedio. Non è difficile compiacere il Satguru, purché incominciamo a fare quello che Lui vuole da adesso in poi. Badate, nutre un grande amore per noi e risponderà all’istante alla nostra supplica nel momento in cui è sincera e seria. Adesso che siete qui, nella sua divina rimembranza ed amore, non potrebbe esistere opportunità migliore per mettere in moto il processo, proprio ora. Il mio aiuto, appoggio e buon augurio sono sempre con voi specialmente in questo sacro lavoro, caro al cuore del mio Satguru Ajaib”.  

Sadhu Ram Ji ha dato due Satsang quel giorno: uno dopo circa un’ora dal primo incontro, e l’altro di sera tardi. Ambedue sono stati forti e speciali, ci stiamo sforzando di tradurli in inglese e di pubblicarli velocemente sul sito www.ajaib.com. Alla fine del primo Satsang è venuto da me un amato della zona vicina ad Anupgarh per condividere la sua esperienza dicendo che quella stessa mattina gli era apparso l’amato Sant Ji in una visione e aveva dichiarato:  

“La maggior parte degli amati del Sangat non hanno assecondato la mia richiesta e non hanno dedicato tempo alla meditazione, come ho sottolineato ripetutamente nei Satsang; in tal modo hanno sciupato un’opportunità preziosissima. Ora dovrebbero ravvedersi ed utilizzare un’altra opportunità che è venuta sulla loro strada in modo provvidenziale e dedicare tempo pieno ed attenzione al Bhajan e Simran per cercare di ricuperare l’enorme perdita subita. Questo è molto importante ed urgente”.  

Dopo qualche tempo un altro amato di Delhi mi ha detto che aveva visto Baba Ji (Sant Ji) in una visione alcune ore prima e Lui gli aveva detto che Sadhu Ram era un grande meditatore, era il suo amato Figlio e che il Sangat avrebbe dovuto trarre pieno giovamento da Lui per quanto riguarda la meditazione, eliminare le difficoltà incontrate a questo riguardo con il suo aiuto e guida, e prestare molta più attenzione al Simran se voleva riconquistare il piacere e l’accettazione del Maestro.
    Il secondo giorno del soggiorno, il ventisei gennaio, è stato molto speciale, dato che proprio in quel giorno l’amato Sant Ji aveva dato un Satsang (nel 1997) presso la casa del signor Gurjant  Singh (nel villaggio 8A), che ora è il pathi (il cantore) di Sri Sadhu Ram Ji. Aveva elargito amore e grazia a tutti coloro che avevano partecipato numerosi; d’allora hanno celebrato quel giorno ogni anno con un Satsang registrato e con il langar.
    Quest’anno è stato ancora più speciale visto che Gurjant Singh (il quale è stato in contatto costante con Sri Sadhu Ram per circa vent’anni) è giunto a riconoscere che l’amato Sant Ji ha fatto praticare molta sadhana a Sadhu Ram Ji, proprio nello stesso modo in cui il Guru di Baba Ji (Sant Ji), ossia Kirpal Singh, lo aveva ispirato a fare ed è diventato compiaciuto con Lui. È venuto a risiedere dentro di Lui per guidare quelle anime che cercano disperatamente la realizzazione di Dio ed hanno sconsideratamente bisogno di qualcuno che le possa aiutare nel Sentiero divino interiore.
    Di conseguenza Sadhu Ram Ji ha tenuto il Satsang, ha incontrato individualmente tutti gli amati, ha comunicato loro amore e ha ricordato l’estrema importanza attribuita dal suo Satguru, Ajaib Singh, alla meditazione. La congregazione era piuttosto grande e tutti hanno sentito fluire l’amore e la grazia di Baba Ji, molti hanno sentito pure la sua presenza fisica. Anche il langar ha servito gratuitamente il cibo. L’atmosfera sembrava sovraccarica di grazia divina con grande gioia dei diletti.
    Prima di andare al Villaggio 8A c’è stata l’iniziazione alle sette nonostante il freddo pungente. Sadhu Ram Ji ha incontrato tutti coloro che volevano l’iniziazione alle sette e mezzo circa e in seguito è incominciata l’iniziazione vera e propria. Quarantadue adulti sono stati fortunati di riceverla, oltre a tre bambini connessi con il Suono. Alcuni di loro hanno avuto esperienze ottime ed elevate, praticamente ognuno ha avuto qualcosa. Quattro amati hanno visto la Forma radiante del Maestro.
    Ci sono volute quasi sei ore per andare al villaggio 8A al mattino e per tornare la sera. Sadhu Ram Ji è stato estremamente occupato per tutto il giorno a incontrare i diletti, prima nel villaggio 8A e poi in seguito nel villaggio 4LM dove si trova l’Ajaib Ashram; molti erano venuti per incontrarlo, per discutere cose con Lui e per avere le sue benedizioni.
    Piuttosto tardi la sera Sadhu Ram Ji ha incontrato brevemente tutti quelli che erano venuti dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna elargendo loro amore e rispetto. Poi tutti i sessantacinque diletti insieme con altri che erano presenti all’ashram sono stati chiamati insieme per una sessione di bhajan. In seguito è stato servito il latte ad ognuno di loro dopo che Lui lo aveva benedetto. La sessione è durata circa settanta minuti, ma è stata molto toccante e benedetta giacché le lacrime cadevano dagli occhi della maggior parte dei presenti e l’atmosfera era sovraccarica di amore, grazia e divinità dell’Uomo-Dio, il quale aveva più lacrime incontrollate del resto.
    C’erano molte mail dal Sangat occidentale da leggere a Sadhu Ram Ji per avere la sua risposta, quindi Lui ha deciso di sedersi in un angolo della sala e di fare il lavoro mentre il resto delle persone poteva sedere in silenzio a qualche distanza per gioire del darshan. È stato, di nuovo, di grande beneficio e soddisfazione, in risposta ai desideri e alla volontà della maggior parte delle persone. Ognuno si è sentito estremamente felice, inebriato e ha ringraziato la propria buona stella per un’occasione così meravigliosa. La sessione è finita alle dieci e mezzo di sera.
    L’ultimo giorno del programma era prevista una meditazione alle sette del mattino. Sadhu Ram Ji è arrivato alcuni minuti prima del previsto e il canto dei bhajan è continuato con grande vigore ed emozione. In seguito, quando ha preso il microfono ed ha incominciato a parlare della meditazione, è andato avanti  per tutta l’ora e ha detto con umorismo che avendo notato le persone rabbrividire per il freddo pungente, pensava che gli amati avrebbero fatto fatica a meditare e così ha continuato a parlare per tutto il tempo.
    Ha messo in risalto con grande vigore alcuni punti, riepilogati brevemente di seguito:
 

  1. “Dovremmo cercare la compagnia e il consiglio di qualcuno che dopo aver fatto il Bhajan e il Simran con tenacia e severità per un certo periodo di tempo, ne sia diventato la forma, sia diventato lo Shabd personificato e si sia unito in modo assoluto con esso avendo in tal modo la capacità di unire anche agli altri. Che cosa mai otterremo da qualcuno che non è collegato ed essendo nelle tenebre non farà altro che condurre gli altri nelle tenebre?

  2. Un amato che ha conseguito qualcosa su questo Sentiero divino, cercherà sempre di nascondersi, di tenere Lui stesso e la meditazione in cui si è impegnato occultati agli occhi altrui e anche quando gli viene chiesto, non si sentirà mai a suo agio o felice di rivelare alcunché.  Non fa mai mostra della propria abilità, competenza o dei propri conseguimenti poiché pensa che gli stessi siano un dono speciale del suo grande Guru e Dio; devono rimanere un segreto.

  3. I litigi, le dispute e le controversie del mondo sono per lo più dovute all’ego e all’io. Se impareremo ad essere umili e modesti, risolveremo tutti i problemi e, badate, non costa nemmeno un centesimo essere umili e piccoli. Si tratta solo di educare la propria formazione mentale, in ogni caso procura una grande pace e a lungo andare è di grande beneficio, di aiuto non solo nella vita in generale, ma anche in meditazione.

  4. Pensiamo di fare quello che vogliamo giacché chi ci contesterà mai nulla a questo proposito o come faremo mai a rendergliene conto? No, miei cari, non è così ed è assolutamente sbagliato. Dobbiamo rendere conto al Satguru di ogni minimo atto e pagare per tutti i misfatti, gli errori, le debolezze e i difetti; badate, le conseguenze sono sempre difficoltose e penose. Pertanto dovremmo cercare di essere attenti, riservati e saggi, e di astenerci di fare alcunché che possa comportare un debito karmico evitabile. Per favore considerate questa questione con serietà e correggetevi”.

C’è stato un Satsang in un altro villaggio a circa due chilometri dal 4LM ed abbiamo partecipato tutti; eravamo in tanti ed abbiamo visto molti volti nuovi. Dopo il Satsang Sadhu Ram Ji ha incontrato un certo numero di persone che avevano alcune domande e quesiti riguardo a questo Sentiero e ha spiegato tutti i punti con grande soddisfazione di coloro che li hanno posti.
    Alla fine del Satsang è venuta a incontrarlo una signora di mezza età. Ha detto che aveva sentito parlare di Lui e del Satsang e aveva pensato di venire a vederlo. Aveva fatto un viaggio alquanto lungo e aveva dovuto cambiare nel tragitto due autobus. È stato un incontro piuttosto breve e Lui le ha detto che in seguito l’avrebbe riaccompagnata con la jeep al villaggio. Più tardi molti amati si sono offerti di fare quel lavoro e uno ha detto perfino che stava andando proprio in quella direzione dato che il villaggio della signora era sul cammino e l’avrebbe accompagnata, ma Lui non ha acconsentito. Mi ha detto privatamente che in precedenza ha lavorato nella fattoria di quella signora per quindici giorni e ha vissuto con loro. Dato che lei ha pensato di venire a vederlo senza avere alcuna idea di che cosa sia il Satsang, di che cosa sia il Naam e di che cosa riguardi questo Sentiero, è stato un segno che avrebbe potuto trarne beneficio. Lui ha mangiato a casa sua e quindi in qualche modo si sentiva in obbligo di accompagnarla, ecco come i meditatori vedono le cose ed agiscono per il beneficio altrui.
    Prima di andarcene Sadhu Ram Ji è stato con noi altri quarantacinque minuti in cui abbiamo cantato bhajan, abbiamo avuto il darshan silenzioso, il darshan individuale e darshan saturi di misericordia e di grazia. La scena è stata talmente toccante e da riscaldare il cuore che nessuna parola potrà mai descriverla. Gli occhi di Sadhu Ram Ji versavano lacrime e come non potevano farlo quelli degli altri? In breve siamo rimasti senza fiato. Abbiamo pianto per la sua grazia, misericordia e abbiamo sentito che Lui non ci avrebbe abbandonato, non importa quel che accada o al di là dei nostri difetti.
    Prima di partire, è salito personalmente sugli autobus, ha guardato ogni amato con intensità e intimità, e ci ha fatto capire senza proferire una parola che Lui serba un amore illimitato per noi, che quanto più penseremo al Guru, tanto più otterremo in cambio il suo amore e la sua grazia, le quali ci ispireranno a meditare di più.
    Il modo in cui ha salutato agitando ambedue le mani è stato molto simile a quello dell’amato Sant Ji e ha fatto piangere istantaneamente molti amati che stavano partendo.

 

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