Visita a Sri Sadhu Ram Ji

A. S. Oberoi  

17 - 19 giugno 2002

  Prima parte  

Moltissimi ringraziamenti per la tua mail. Mi hai chiesto e spronato con vigore a narrarti quel che ho visto, capito e sperimentato in occasione della mia visita a Sri Sadhu Ram Ji dal 17 al 19 giugno 2002.
     Vorrei trattenermi e non scrivere al riguardo, ma un grande numero di diletti dichiarano di aver gradito a) gli avvenimenti che ho menzionato nei resoconti e i principi esposti del Sentiero, b) le posizioni assunte da Sadhu Ram Ji, e vogliono che questo mio seva prosegua in buona fede.
    Mi hanno detto che ha rammentato loro dell’amato Sant Ji e li ha ispirati a dedicare tempo alla meditazione, come Lui ha esortato energicamente in ogni modo concepibile per tutta la sua vita.
    Quindi non ho scelta se non scrivere per forza. In effetti chi sa, forse lo Shabd Swaarop Satguru vuole che lo faccia per il mio benessere spirituale, oltre che per il benessere, beneficio spirituale di molti altri nel suo seguito, perché Kal non ci incoraggerà mai a meditare. 

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1) Due iniziati di Baba Ji (Sant Ji) sono venuti a vedere Sadhu Ram Ji alcuni giorni fa e gli hanno detto in un stato d’animo collerico e adirato: “Perché è accaduto tutto questo dopo la dipartita di Sant Ji? Qualcuno è diventato un Guru qua, qualcuno da un’altra parte e un terzo ancora altrove, perché saltano fuori così tanti Guru?”.
    Li ha ascoltati con pazienza e ha detto loro: “Miei cari, perché siete tanto arrabbiati? Kal, il potere negativo, ha sempre messo in opera questa commedia con il sangat dopo la dipartita fisica dei perfetti Maestri. Tuttavia, per favore, considerate che c’era solo un Guru, Satguru Ajaib Singh Ji Maharaj, in passato, continua a essere nostro Guru anche oggi e continuerà a esserlo anche in futuro”.
    “Essendo stati iniziati da Lui per buona sorte, perché vi preoccupate o vi infastidite per quel che sta accadendo? Il vostro dovere è di vivere con sincerità e con fede in accordo agli insegnamenti del vostro grande Guru e di dedicare regolarmente tre o quattro ore al giorno alla meditazione con una mente forte e risoluta. Non c’è motivo per cui Hazur Baba Ji non vi mostri nell’intimo qual è la Verità, qual è la Realtà e dove sono manifesti il suo Amore, Vita e Luce”.
    “Per favore, quindi non sprecate tempo a correre da una parte all’altra, piuttosto consacrate tutto questo tempo e molto di più alla meditazione per vedere le cose con i vostri occhi, anziché dipendere dagli altri”.
    Gli amati, a quanto è stato riferito, si sono rallegrati e rilassati; gli hanno chiesto quale aiuto avrebbe potuto dare loro? Sri Sadhu Ram Ji ha ribadito che “era un povero uomo, di una casta inferiore e quale aiuto avrebbe mai  potuto dare loro? Ma una cosa è certa: il suo Guru gli ha fatto praticare il Simran con forza e gli ha dato la massima esperienza spirituale. Può dire fiduciosamente che se gli amati hanno dei problemi concernente la meditazione, con la grazia di Hazur Baba Ji saranno risolti e loro saranno aiutati positivamente in meditazione”.
    In risposta a una domanda sul desiderio da parte dei loro figli di essere iniziati, Lui ha detto che era una questione tra l’anima che vuole l’iniziazione e l’Anima Maestra che deve darla; però apprezzava la loro preoccupazione per i figli. Ha assicurato che presto darà l’iniziazione, allorché Hazur Baba Ji glielo ordina, ma gli amati dovranno aspettare pochi mesi.
    Ha aggiunto: “Fate capire senza ambiguità ad ogni amato che sarà il mio Guru, Sant Ajaib Singh Ji Maharaj, a concedere l’iniziazione. Naturalmente siederà nel nuovo corpo per farlo”.
    I diletti sono andati via quel giorno, però sono tornati ancora da Lui quando ero presente anch’io. Mi hanno riferito per intero quel che era accaduto dicendo che le risposte di Sri Sadhu  Ram Ji erano assai appropriate e avevano commosso il loro cuore in profondità: avevano deciso di trarre giovamento da Lui per dedicare tempo alla meditazione e per progredire gradualmente.
    2) Un iniziato assai devoto di Baba Ji (Sant Ji) è venuto a vedere Sri Sadhu Ram Ji quando eravamo presenti anche noi, e voleva inchinarsi ai suoi piedi. Ritraendo i piedi, Lui ha detto all’amato che il vero cadere ai piedi di un perfetto Maestro dovrebbe essere fatto nell’intimo e non sul piano fisico.
    Spiegando questo punto oltre, ha riferito che il Guru di tutti noi è l’amato Baba Ajaib Singh Ji e tutti noi dovremmo lavorare e desiderare di toccare i suoi piedi di loto interiori. Anche quando cerchiamo di toccargli i piedi fisicamente, dobbiamo sempre tenere la sua forma e swaroop negli occhi prima di farlo, e vedrete quanto sarà di beneficio e d’aiuto.
    3) Un gruppo di iniziati dell’amato Sant Ji appartenenti a un villaggio limitrofo sono venuti a vederlo e a implorare compassione e grazia. Lui ha chiarito che anche se trascorriamo una vita con un Santo, è difficile renderci conto di chi è veramente e del grande tesoro del Naam che ha portato con sé da distribuire gratuitamente a coloro che lo cercano.
    Ha detto che l’umiltà, la mitezza, l’amore, il riconoscimento e la semplicità sono talmente radicati nella sua vita che molte volte le persone intellettuali, colte, dotate di autorità e influenza lo fraintendono per una vera e propria nullità senza esitare a comportarsi male o a parlargli con insolenza. Ma lui non abbandona la sua attitudine fondamentale e, mantenendo la propria decenza, augura loro il massimo bene.
    A quanto è stato riferito, ha affermato che “ci rendiamo conto ben poco che l’amato che ha manifestato il proprio Guru nell’intimo e ha immerso la propria identità in quella del Guru, non è diverso né inferiore al Guru. Viene mandato nel mondo per la redenzione delle anime che sono insoddisfatte del mondo e delle sue relazioni, che cercano un’Anima Maestra libera dalla sporcizia, dal sudiciume del mondo e competente, incaricata di unire le anime con la superanima”.
    “Tale amato viene con molto amore e compassione, si comporta per mostrare che Lui ci appartiene. Ha a cuore il nostro miglioramento, benessere e ci consiglia, aiuta, sostiene ogni istante. Ma la nostra mente è una grande ingannatrice e il nostro peggior nemico, che senza curarsi per niente del suo assoluto amore e misericordia, fa sorgere domande dopo domande sulla sua onestà, integrità e abilità”.
    “Che cosa deve fare Lui in una situazione simile? Non parlare male di quello che noi pensiamo, diciamo o facciamo, piuttosto pregare il suo Guru per concederci la giusta comprensione”.
    Sadhu Ram Ji ha detto a quei diletti: “Per favore, sappiate per certo che Chi vi appartiene, ha portato molto amore e grazia per voi, e non vuole riprendersi quel che è destinato a voi. Ma che può fare se non siamo pronti ad ascoltarlo né ad accettare il suo amore e grazia, anzi li scartiamo grossolanamente e sgarbatamente”.
    Incitando tutti gli amati ad avere piena fede e fiducia nel suo Satguru Sant Ajaib Singh Ji Maharaj, ha detto loro di prestare più attenzione al Bhajan e al Simran. In questo modo possiamo davvero giovarci dell’amore eccezionale e della grazia che Lui ha portato per noi.
    Badate, miei cari, per tutto questo dovremo pulire e purificare il ricettacolo del cuore agendo secondo le istruzioni impartiteci da Baba Ji in ogni minimo dettaglio.
    A quanto pare, ha riferito a quei diletti che Baba Ji non è lontano da noi, ma il nostro intelletto ed ego si frappongono. Dobbiamo sublimarli ascoltando il Satsang di Baba Ji e meditando sempre di più.  

 

Seconda e terza parte

      1) Durante il 1944 un gentiluomo (che era un ufficiale anziano secondario) dell’ufficio governativo in cui lavorava Hazur Kirpal ed era più anziano di lui, sia di età sia di rango, venne a vederlo e scambiare alcune opinioni su questioni che reputava di grande importanza e rilievo.
    Rivolgendosi ad Hazur Kirpal come “Sardar Sahib” disse che pur avendo passato tutta la vita negli affari del mondo e pur avendo lavorato molto duramente per conseguire la posizione che occupava nell’ufficio, Lui (Hazur Kirpal) aveva trascorso tutta la vita in meditazione, ad aiutare gli anziani, i malati, i bisognosi e i disabili eppure riusciva a lavorare con altrettanto accanimento per ottenere la stessa posizione nella vita con l’aggiunta che aveva goduto di maggior rispetto e buona volontà sia in ufficio sia nella vita privata; perché era così?
    Consolando il gentiluomo e dicendo che anche lui era popolare e rispettato, Hazur Kirpal dichiarò: “Stimato fratello, tutto quello che hai menzionato è per lo più predestinato e è stato scritto nel nostro destino da Chi ci ha dato nascita prima di venire nel mondo. Sarebbe stato dato comunque a noi, ovunque fossimo stati al momento opportuno. Nondimeno nessun Santo ci ha mai consigliato di non sforzarci o di non prendere l’iniziativa. Ma i Perfetti ci dicono davvero con vigore che la nascita umana è preziosissima dato che solo in questo frangente possiamo incontrare Qualcuno che abbia manifestato Dio nell’intimo attraverso l’obbedienza implicita, il sacrificio ineguagliabile, l’abbandono, la meditazione e la massima grazia del suo Guru. Lui può aiutarci a fare lo stesso in ugual misura”.
    “Mi scuserai gentilmente per dire questo, ma il seva compiuto su ispirazione del mio grande Guru, ossia meditazione e il servizio dell’umanità, sarà un bene che verrà con me quando me ne andrò dal mondo e sarà d’aiuto nell’aldilà”.
    Impressionato dalle parole e dalle affermazioni di Hazur Kirpal, il gentiluomo andò con lui alla Dera di Hazur Sawan alcuni giorni più tardi e dopo qualche ora trapassò in modo inaspettato. Prima di dipartire disse a sua moglie che il Guru sikh da cui aveva ottenuto l’iniziazione al Naam, era venuto con Sardar Kirpal Singh e stava andando con loro pacificamente. Questo avvenimento colpì profondamente gli altri familiari e quindici di loro diventarono satsanghi un mese più tardi.
    Mi è venuto in mente questo avvenimento quando ero seduto con Sri Sadhu Ram Ji in occasione di questa visita allorché una signora con il figlio venticinquenne è venuta a dirgli che suo marito (che lo aveva incontrato due settimane prima e aveva sentito parlare della grandezza e della gloria del suo Guru, Sant Ajaib Singh Ji Maharaj) era dipartito assai repentinamente e le aveva riferito, qualche momento prima di morire, che lo stesso Mahatma, ossia Baba Ji (Sant Ji) gli era apparso insieme a Sri Sadhu Ram Ji e gli aveva detto che pur non avendo compiuto atti meritori o virtuosi per tutta la sua vita, Lui (Baba Ji) si stava prendendo cura di lui perché quella persona aveva trascorso un po’ di tempo con il suo amato figlio Sri Sadhu Ram Ji con devozione, fiducia e massima riverenza. Nella nascita futura incontrerà un perfetto Maestro e otterrà il Naam.
    A quanto pare, quella persona ha detto alla moglie che tutti i familiari dovevano andare da Sri Sadhu Ram Ji per chiedergli di accettarli come discepoli. La signora ha dunque chiesto a Sri Sadhu Ram con le lacrime agli occhi di accogliere la sua famiglia come discepoli.
    In risposta le è stato detto che non devono diventare discepoli suoi, ma del grande e misericordioso Guru Baba Ajaib Singh Ji, artefice di ogni cosa, e che li inizierà alla Sant Mat più avanti. In ogni caso, fino ad allora, tutti dovevano ascoltare i nastri dei Satsang di Baba Ji il più spesso possibile e andare da lui ogni settimana per apprendere di più riguardo al Sentiero del sé e dell’anima.
    Questo mi fece capire che ogni serio e forte Meditatore è unico a modo suo, e possiede la capacità di salvare dalla rete di Kal le anime che sono destinate a entrare nella sua compagnia e a ottenere il contatto con la Luce e il Suono interiori.
    2) Nella prima sessione con Sri Sadhu Ram Ji ho suggerito che ogni perfetto Maestro adotta i propri metodi per rivelare i dettagli della sua vita.
    Hazur Sawan confidò solo alcuni (non molti) avvenimenti della propria vita. Similmente anche Hazur Kirpal non rivelò molto, sebbene un po’ più di Hazur Sawan. L’amato Baba Ji (Sant Ji) non fece così all’inizio, mentre con l’andar del tempo narrò numerosi episodi della vita con il risultato che per fortuna abbiamo abbastanza materiale sul soggetto.
    Dunque ho pregato Sri Sadhu Ram Ji di palesarci qualche dettaglio in più della sua vita, poiché i pochi fatti che avevo raccolto durante gli incontri iniziali avevano bisogno di essere integrati con ulteriori particolari, soprattutto per il fatto che molti amati attorno al globo lo chiedevano.
    Si è fatto serio in qualche modo e ha detto che come può essere paragonato lui con i tre Grandi che erano personalità nel campo spirituale con dettagli biografici talmente sorprendenti e ispiranti da recare beneficio a tante persone?
    Continuando ha detto che proviene da una famiglia di bassa casta con un umile profilo economico e non aveva nulla di cui parlare, che cosa c’era da rivelare?
    3) Sri Sadhu Ram Ji ha detto: “Il mio caro Sadh Sangat dovrebbe conoscere la posizione corretta in modo chiaro. Ogniqualvolta un Meditatore incomincia il lavoro spirituale sotto gli ordini del Guru, deve farlo per forza e anche se magari è riluttante, non può dire: ‘No’ al proprio Guru. Deve chinare il capo di fronte a Lui e agire come gli è stato ordinato”.
    “Il dovere primario di un tale diletto del Guru è nei confronti delle nuove anime che cercano la Verità e sono dirette a ottenere le benedizioni del Naam da un perfetto Maestro. Prima di intraprendere il suo lavoro, Lui sa per certo chi sono queste anime e qual è il loro numero”.
    “Cosciente delle proprie responsabilità e anche del modo sottile in cui tale nobile dovere va eseguito, lontano dalle fanfare e dal trambusto del mondo, Lui dispone sempre le cose, a seconda delle circostanze in ogni caso, per chiamare direttamente a sé quell’anima oppure usa qualche altra persona come tramite oppure può decidere di andare lui stesso personalmente”.
    “Tali anime meritevoli non hanno bisogno dei suoi dettagli biografici, perché la natura si prende cura di tali requisiti e predispone per assicurare la loro iniziazione al momento appropriato”.
    “Per quanto concerne gli iniziati del Maestro che se ne è andato fisicamente, per favore capite che il Satguru si accerta sempre che ricevano tutto quello è loro dovuto durante la sua vita prima che lasci il corpo fisico. Non rimane nulla in bilico e non trattiene nulla. Il fatto di riuscire a trarre beneficio dall’Amato che ha principiato il lavoro daccapo o no, dipende dalla loro comprensione, intelletto, desiderio, sensibilità, anelito – e molto di più – dal loro passato”.
    “Essendo una personificazione di amore, umiltà, grazia e divinità, desidera distribuire liberamente e con disinvoltura il tesoro spirituale affidatogli. Inoltre, dato che nutre un amore profondo, vuole colmare le coppe fino all’orlo. Ma che cosa fanno i poveri sfortunati se le tazze dei vecchi satsanghi sono tenute molto più in alto di Lui o sono già traboccanti di ego, orgoglio e mondanità?”.
    “Oppure sviluppano un atteggiamento, una disposizione mentale tale che non vogliono nemmeno sentire la sua voce? O rimangono in uno stato d’animo o mentale da essere loro a insegnargli quel che dovrebbe fare anziché prestare orecchio alle sue parole per conoscere la Verità e la Realtà?”.
    “Quale beneficio possono dare la sua biografia o altri dettagli della vita a tali vecchi satsanghi eccetto che far sorgere domande inutili e interrogativi inopportuni? Kal non permetterà loro di fare nient’altro”.
    “La storia ha sufficienti dimostrazioni a proposito di quel che tali cari diletti hanno combinato al grande Maestro Sant Kirpal, che era un ritratto di Perfezione e di Purezza; come lo era il mio grande e misericordioso Guru, Sant Ajaib Singh Ji Maharaj, che era un oceano di divinità, umiltà e semplicità. Lui fu forse trattato meglio?”.
    “In tal caso, che ne sarà di me, che sono povero, di bassa casta, di umile professione senza alcun merito o virtù a mio credito. Come faranno a risparmiarmi o a trattarmi meglio i diletti con intelletto, cultura, autorità e influenza?”.
    “Pertanto suggerisco con umiltà che non darò ulteriori dettagli oltre a quelli che sono già stati dati involontariamente, né qualunque amato ha bisogno di chiederli. Sì, in seguito, se il mio grande Guru vuole che aggiunga qualcos’altro, allora chinerò il mio capo davanti a lui, ma per ora non mi rammarico di aggiungere altro”.
    “Anziché esaminare la mia biografia o altri dettagli, gli amati sono benvenuti a venire con una mente aperta e con un cuore grande, con tutto l’amore e l’anelito che hanno per il nostro misericordioso Guru Baba Ajaib Singh Ji, a vedere la grandezza della sua Anima Maestra, come i suoi ordini regnano supremi nei reami interiori e quanto amore e grazia sta elargendo senza limiti, pur non essendo fisicamente presente”.
    “Tutto questo può essere visto e sperimentato dall’Anima e dal Sé, non dalla mente; e per questo dovremo focalizzare tutta l’attenzione nella radiazione, nella fronte risonante e negli occhi mistici del nostro amato Satguru interiore per essere ricettivi a sufficienza da ricevere la sua grazia e la sua illimitata carità”.
    “Gli amati devono capire che sono un piccolissimo e insignificante essere umano e fate che non vengano a vedere me, piuttosto il loro misericordioso, grande Guru così che si rendano conto di come opera senza fine la sua Mauj”.
    4) Una volta mentre sedeva in uno stato d’animo rilassato, intento a descrivere la grandezza e la gloria del suo Guru Sant Ajaib Singh Ji Maharaj, Sri Sadhu Ram Ji ha detto che Sant Ji veniva chiamato piccolo Santo anche quando era un bambino perché diceva e faceva cose, anche a quell’età, che inizialmente sembravano strane e insolite, ma in seguito si avveravano in modo assolutamente corretto.
    Pur non possedendo una certa cultura scolastica, aveva una profonda comprensione e una conoscenza approfondita non solo del Guru Granth Sahib, il libro sacro dei sikh, ma pure di scritture di altre religioni.
    Sri Sadhu Ram Ji ha detto che lui non si sposò e rimase celibe per tutta la vita. Commentando questo aspetto, Sri Sadhu Ram Ji ha detto che in questi giorni è di moda per alcuni chiamarsi celibi e al tempo stesso continuare a godere delle cose della vita. Ma che cosa significa veramente il celibato?
    Ha detto che oltre a non essere sposato, un celibe non si abbandona ai piaceri del mondo e alle comodità della vita. Conduce una vita spartana e vivace, nulla lo tenta e nulla lo devia dal Sentiero che ha scelto. Sri Sadhu Ram Ji ha detto che l’amato Baba Ji (Sant Ji) gli aveva riferito che uno diventa celibe solo nel terzo piano spirituale (il Par Brahm) dopo aver soppresso tutte le tre coperture dell’anima: quella fisica, astrale e causale, dopo aver rimosso tutta la sporcizia e la grossolanità accumulatesi da età ed eoni, e solo dopo aver brillato nella gloria, radiosità  incontaminata dove la Luce di un’anima equivale a dodici soli del piano fisico.
    Ha detto che il matrimonio di per sé non è un ostacolo alla spiritualità purché uno conduca una vita di continenza e di restrizioni. Parlando di sé, ha detto che la provvidenza e alcune reazioni karmiche lo hanno costretto ad avere sei figli, però con la grazia del suo Guru, il contatto con sua moglie è stato limitato solo a quelle sei occasioni, e non ha mai sentito per tutta la vita l’ascendente della lussuria.
    5) Sri Sadhu Ram Ji ha affermato: “Il Simran ha un grande potere e una grande forza d’attrazione. Una volta che la mente è incline ad esso e incomincia a gioirne, allora diventa il proprio miglior amico e un grande aiuto nello schivare i cinque ladruncoli mortali che ossessionano l’umanità. Non abbiamo mai fatto Simran  in quella maniera e con quella regolarità, intensità con cui siamo esortati a fare; ecco perché siamo ignoranti e inconsapevoli del suo potere e posizione”.
    “Il Simran è l’ancora di salvezza dataci dal Satguru per combattere le passioni e per battagliare con la mente-leone, ma, purtroppo tristemente, abbiamo solo pensato ad esso e ne abbiamo solo parlato senza averlo mai praticato per renderci conto della sua importanza”.
    Baba Ji gli diceva che “Il Simran è la scopa per pulire la nostra anima. Il Simran è l’arma per combattere le tendenze negative e il potere negativo; il Simran è la strada reale al successo”.
    Sant Ji sottolineava dunque con enfasi che dovremmo fare il Simran con vigore: a) se vogliamo avere buon esito nella vita, b) se vogliamo controllare le passioni e diventare veri celibi, c) se vogliamo controbattere gli attacchi continui del potere negativo e dei suoi agenti, d) se vogliamo raggiungere la nostra destinazione e, ultimo ma non meno importante, e) se vogliamo compiacere il Guru e ottenere la sua felicità e benedizioni.
    “Cari fratelli e sorelle, prestiamo attenzione alle parole del mio Guru, consideriamole diligentemente, prestiamo loro attenzione e incominciamo a metterle in pratica con serietà da adesso in poi se vogliamo raggiungere Hazur Baba Ji, quanto prima”.
    “Miei cari, Lui sta aspettando con ansietà che tutti noi lo raggiungiamo affinché possa rivelarsi a noi e renderci suoi. Per favore, quindi, usciamo dal profondo sonno in cui siamo stati da tanto tempo, apriamo gli occhi e facciamo subito quel che Baba Ji vuole che noi facciamo, senza perdere nemmeno un minuto”.
    “I miei migliori auguri ad ognuno di voi in questo oneroso compito. Qualora aveste qualunque problema in meditazione, sono a vostra disposizione a tempo pieno sotto la direzione del mio Guru e procurerò tutto l’aiuto e l’assistenza necessari con la sua grazia”.

 

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