Visita del 1 gennaio 2003 ad Anupgarh, imprevista e inaspettata

 A. S. Oberoi

 

     A causa di alcuni sviluppi improvvisi Sri Sadhu Ram Ji ha chiesto a me ed ad alcuni compagni di seguirlo ad Anupgarh il 1 gennaio 2003 al ritorno da Delhi dopo il programma di Satsang e di meditazione del dicembre scorso. Il clima era estremamente freddo e nebbioso, ci sono volute più di quindici ore per arrivare a destinazione, anziché le solite nove-dieci ore.
     Zf5.jpg (40951 byte)Una volta arrivati, Sadhu Ram Ji ha dovuto risolvere numerosi problemi urgenti relativi alla costruzione dell’ “Ajaib Ashram”, che è stato iniziato circa sei settimane fa e procede con grande celerità. Dedica di solito dieci-dodici ore al giorno alla costruzione e si occupa di ogni minimo dettaglio con il massimo impegno. Vuole che quando gli amati delle zone circostanti e di Delhi verranno qua per un programma di tre giorni, dal 25 al 27 gennaio 2003, il luogo sia pronto per alloggiare adeguatamente tutti i diletti e per soddisfare le esigenze relative al langar, Satsang, meditazione, eccetera.
     Zf4.jpg (66721 byte)Anupgarh è una zona di confine e il governo ha posto delle restrizioni per l’accesso agli stranieri, di conseguenza agli amati dell’Occidente non è permesso andare per il momento. Più avanti, quando le relazioni indo-pachistane miglioreranno, sarà forse possibile ottenere il permesso dal governo per gli occidentali per andare a meditare e per il Satsang. Allo stato attuale delle cose, non sembra fattibile nessun cambiamento per un lungo periodo a venire, per lo meno non prima dell’anno prossimo.
     Sri Sadhu Ram Ji è rimasto impegnato e non ha avuto molto tempo per stare con noi e per trasmetterci il suo amore. Ad ogni modo, il 3 gennaio alle sei del mattino prima che ci avviassimo per il ritorno, ha conversato con noi a faccia a faccia per un’ora; la conversazione non è stata solo importante e significativa, ma intima e intensa poiché, di fatto, ci ha dato un Satsang completo che abbraccia molteplici aspetti del Sentiero, aspetti imparzialmente applicabili a ognuno di noi che mirano a risvegliarci dall’assopimento in cui ci troviamo.
     Dunque cercherò di ricordarne i particolari con il massimo impegno:  

1) “Abbiamo mai cercato di capire e di pensare un po’ a quanto è prezioso il tempo che ci sta sfuggendo di mano mentre ci avviciniamo sempre molto lentamente all’amara realtà chiamata morte? Nessuno può evitarla – alti e bassi, ricchi e poveri, sovrani e sudditi. Arriva al momento appropriato, senza invito, senza preavviso e per lo più sgradita. Pensiamo mai che dovremo abbandonare tutti i litigi, le dispute, le separazioni e le relazioni sofferte? Non ci siamo mai curati di stimare il pregio del dono del Naam concessoci dal misericordioso Satguru al momento dell’iniziazione. Che cosa ne abbiamo fatto? Che ognuno di noi si guardi dentro con apertura di cuore e decida se questo dono inestimabile è stato usato a nostro vantaggio secondo quanto ingiunge il Guru a più riprese. Abbiamo perfino dimenticato la promessa e il voto sacro fatti al Guru al momento dell’iniziazione per cui modelleremo la vita secondo i suoi insegnamenti e mediteremo con regolarità al fine di conseguire qualcosa nell’intimo e di cambiare la vita e il modo di vivere. Non è necessario valutare attentamente quel che abbiamo fatto, quello che avremmo dovuto fare e quel che va fatto ora sino a questo momento incompiuto? Miei cari, il mio Satguru, Ajaib Singh Ji Maharaj, diceva che il tempo e la marea non aspettano nessuno. Non continuate a fare progetti e a rinviare; fate quel che è necessario proprio ora e incominciate a meditare con serietà e con fermezza perché nessuno sa quando sopraggiunge la fine. Siate saggi, siate sensibili e liberatevi dal profondo assopimento in cui siete. Badate, se fate un passo in questa direzione, il Satguru vi aiuterà a farne centinaia e vi aiuterà costantemente sotto tutti gli aspetti. Ma dobbiamo incominciare noi, dobbiamo prendere una risoluzione e destarci. Facciamolo ora se non l’abbiamo fatto prima.

2) I Santi spiegano sempre con chiarezza che qualunque cosa dobbiamo ottenere in questa vita – gioia, sofferenza, prosperità, povertà, salute, malattia, eccetera – è predeterminata, non cambierà affatto; dobbiamo affrontarla personalmente. Se lo faremo di buon grado e felicemente, il Satguru sarà contento ed aiuterà ancor più di quanto fattibile. Ma se saremo riluttanti e ci lamenteremo, magari pagheremo con una sofferenza maggiore. Pertanto cerchiamo di imparare a vivere nel Volere del Satguru perché questo ci sarà d’aiuto. La pazienza è una qualità che il Satguru gradisce e ricompensa. Quanto più adotteremo tale attitudine, tanto più saremo inclini alle pratiche spirituali, ossia Bhajan e Simran, e tanto più saremo sostenuti sotto tutti gli aspetti.

3) I Santi hanno carta bianca sul lasso di tempo da vivere nel mondo e su quando andarsene, tuttavia nel momento in cui le persone che li circondano - le quali sono apparentemente vicine alla causa divina - incominciano a litigare tra di loro, a nutrire malanimo e odio reciproco e si azzardano a parlare al Guru contro gli altri, Loro si sentono assai turbati e disperati. Similmente, quando il Sangat in generale prende a vessarli con i suoi problemi fisici e mondani, continua a scrivere loro un giorno sì e un giorno no al riguardo, cerca il loro aiuto divino per risolverli e non si cura delle loro parole, anche allora i Santi si sentono indignati e infastiditi. Terzo, quando le preghiere e le suppliche dei Santi ai loro seguaci per dedicare tempo regolare alla meditazione e per vivere una vita onesta e morale secondo gli insegnamenti della Sant Mat, rimangono inascoltate nell’arco di un certo periodo di tempo, anche questo ha un effetto assai deleterio su di loro. Di solito a causa dei tre fattori sopradescritti i Santi si sentono scombussolati e decidono di andarsene dal mondo senza menzionarne una parola con nessuno.

4) I Santi hanno davvero un cuore grande, per loro un amico e un nemico sono uguali perché non nutrono alcun astio o risentimento contro il nemico. In effetti, serbano una sconfinata misericordia e comprensione per coloro che li osteggiano o li criticano. Mentre desiderano ogni bene per loro, pregano il Satguru affinché Lui possa concedere loro l’intelletto e la razionalità per capire con la giusta comprensione qual è la Verità e la Realtà. Parlando francamente, tengono sempre i denigratori alla propria porta affinché verranno da loro soltanto coloro che sono sinceri e devoti, mentre gli altri seguiteranno a sollevare dubbi di tanto in tanto; questo, di per sé, serve già come uno scrutinio. La sfortuna è che pochissimi di noi riescono a concepire la grandezza del loro amore e la comprensione che hanno nei nostri riguardi, come a loro non importa affrontare grandi difficoltà per il nostro bene. È un peccato che nonostante viviamo vicino a loro o li serviamo, o partecipiamo ai loro discorsi, siamo incapaci di avere la benché minima idea della loro profondità o levatura. Senza dubbio mostriamo loro amore e rispetto in un modo superficiale, per lo più a parole, anziché coltivare una relazione di cuore e durevole con loro. Dovremmo renderci conto che il nostro interesse sta nella costruzione di una relazione duratura con loro nel tempo, che il nostro cuore dovrebbe palpitare per loro, che dovremmo pensare costantemente a loro e alla loro grazia, e considerarci delle nullità; rivolgerci a loro con onestà e affetto per il loro amore e grazia. Se faremo così, otterremo il loro impulso di vita nell’intimo; la nostra meditazione e il nostro modo di vivere miglioreranno in modo considerevole. Abbiamo già perso un’opportunità d’oro non facendo così all’epoca del mio Satguru, Sant Ajaib Singh Ji Maharaj, senza renderci conto della perdita enorme e irreparabile cui siamo andati incontro. Pensiamoci in modo approfondito e assicuriamoci di correggere noi stessi in modo di raccogliere un beneficio appropriato dalla compagnia e dal consiglio di qualcuno che è connesso al Guru e che può aiutarci a fare la stessa cosa. Quanto prima lo facciamo, tanto meglio perché compiacerà il mio Satguru Ajaib Singh. Auguro a tutti voi ogni bene e vorrei sottolineare che si è già perso molto tempo. Guardiamoci indietro, facciamo un inventario della situazione e mettiamo in pratica quel che ci è richiesto onde realizzare l’obiettivo della vita senza perdite di tempo. È la grazia di Baba Ji (Sant Ji) ad averci unito ed ora è nostro dovere utilizzare tale opportunità nel modo migliore possibile”.

     Mi sembra che tutto quanto menzionato sopra sia di grande importanza per noi ed ora sta ad ognuno di noi farne l’uso migliore.  

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