Visita di novembre ad Anupgarh - (15/16 novembre 2002)

A.S. Oberoi

   

All’arrivo il primo giorno, dopo aver trascorso circa novanta minuti con noi, Sri Sadhu Ram Ji doveva andare via per un lavoro urgente e ci ha chiesto di rinfrescarci e di riposare sino al suo ritorno nel giro di due ore. Mentre stava per uscire dalla porta principale di casa insieme con la persona che lo accompagnava in motocicletta, ha visto una signora che veniva verso di Lui con un’andatura veloce e in qualche modo con il fiato sospeso. Dunque ha chiesto al compagno di aspettare un po’ prima di avviare la moto.
    La signora si è avvicinata, lo ha salutato a mani giunte e ha cominciato a guardare il suo volto e la sua fronte con grande attenzione e profondità. È parso come se il suo viso, serio e scuro, diventasse felice e sorridente, come se avesse trovato qualcosa di cui era in cerca.
  
  Dopo aver dato il benvenuto alla signora, Sri Sadhu Ram Ji le ha chiesto da dove venisse e che cosa l’avesse portata lì. Con un sospiro ha risposto che era un’iniziata di Sant Ajaib Singh Ji Maharaj e, sin dalla sua dipartita molti anni prima, è stata terribilmente tormentata e angosciata. È stata privata della sua vista, del suo sorriso e non è riuscita a vederlo in un nuovo corpo umano, nonostante una tremenda ansietà e un’attesa piena di agonia. Ha altresì dichiarato che aveva pensato questo: se Baba Sawan Singh Ji era apparso come Maharaj Kirpal Singh dopo di Lui, e se a sua volta Lui era venuto nella forma di Sant Ajaib Singh Ji, perché il suo Guru non appariva nel nuovo abito umano per calmare e rinfrescare i nostri cuori infiammati e arroventati? Si sentiva male perché a dispetto della sua costante attesa, non aveva trovato nessuno in cui vedere e percepire l’amore e la luce del suo Guru. Ciò aveva reso la sua vita penosa, sebbene eseguisse i doveri mondani al meglio delle possibilità.
    Per caso tre giorni prima stava passando per la fermata dell’autobus e le era capitato di vedere un fratello satsanghi. Aveva incontrato molte volte quell’amato all’ashram del 16 PS durante la vita di Baba Ji, quindi lo ha salutato e gli ha domandato come mai fosse nel suo villaggio e se avesse delle novità a proposito della nuova forma del Maestro. Questa persona, a quanto si dice, le ha riferito che il suo villaggio distava circa cento chilometri da quel luogo. Doveva recarsi in un villaggio distante per lavoro, era andato alla fermata dell’autobus ma sbadatamente ne aveva preso uno sbagliato, che percorreva una lunga distanza senza fermarsi, e si era appisolato. Una volta aperto gli occhi dopo un lungo periodo, ha chiesto quanto distasse la sua destinazione e si è reso conto dell’errore; ha chiesto all’autista di aiutarlo. L’autista lo ha fatto scendere al villaggio della donna con una fermata imprevista, ed ecco com’è arrivato lì. Allora la signora lo ha invitato a casa per mangiare e per prendere un tè, eccetera ma lui ha chiesto umilmente di scusarlo perché doveva arrivare a destinazione ad un orario preciso e aveva già perso tantissimo tempo, voleva proseguire.
    In risposta al suo quesito, a quanto sembra, quel signore ha riferito che nell’ultimo mese mentre era al 16 PS, ha sentito alcuni amati che parlavano privatamente a proposito di Ladhu Ram. Dicevano che era un iniziato di Baba Ji, che viveva al villaggio 4 LM a Tehsil, Anupgarh, ed era un grande meditatore; inoltre alcuni lo avevano incontrato, lo avevano trovato molto umile, modesto, amorevole, dalle parole decorose e delicate, e che in sua presenza la meditazione ripagava di più. Mentre parlava del suo Satguru, Sant Ajaib Singh Ji Maharaj, lo faceva con un tale intenso amore, brama e anelito che le lacrime cadevano dagli occhi involontariamente e il loro sé interiore non solo era rinfrescato e ringiovanito, ma sentivamo altresì una soddisfazione interiore inspiegabile. Quando quegli amati hanno domandato a Ladhu Ram Ji se potevano andare a trovarlo ogniqualvolta sentivano l’impulso, la risposta è stata che erano benvenuti, ma solo se erano desiderosi di trascorrere tempo in meditazione e di parlare della grazia e dei doni del Satguru Ajaib. In base a quel che è stato riferito, consiglia coloro che vengono da Lui, di non sciupare tempo nel socializzare, in discorsi inutili, domande e interrogativi, piuttosto di trascorrere tempo in meditazione. Infatti, nel caso in cui mediteranno con serenità e con forza, tutte le domande avranno una risposta nel momento in cui il Satguru Ajaib elargirà la grazia in meditazione mostrando nell’intimo la verità e la realtà. Sadhu Ram Ji ha altresì dichiarato di serbare grande amore e stima per il sangat del suo Satguru, però voleva tenersi in disparte dalle lotte mentali inutili e dalle cavillosità in corso tra i fratelli del Sentiero. Piuttosto Lui meditava e persuadeva gli altri che venivano da Lui a fare altrettanto, tralasciando tutte le altre cose futili e non necessarie, giacché il tempo ci sta scappando di mano e chissà che cosa accadrà in futuro. Prima che quelle persone si congedassero, ha mostrato loro grande amore e rispetto, ha servito il cibo, eccetera in maniera ospitale e ha dichiarato con vigore che non dovevano parlare a nessuno sul suo conto, eccetto a coloro che cercavano il Satguru Ajaib e chiedevano con interesse e curiosità.
    La signora ha detto che dopo che quell’amato è andato via, ha preso a piangere con lacrime di gioia da un lato, e dall’altro di brama e separazione. Avrebbe voluto volare per andare a vedere Ladhu Ram Ji il più presto possibile. Queste erano le prime buone notizie e indicazioni che aveva avuto dopo anni di attesa come una pazzoide, con tanta delusione e disperazione. Mentre si agitava in un tale stato d’animo, incapace di trattenersi, è tornato a casa suo marito, che è un iniziato di Baba Ji, anche se beve e a volte mangia la carne, spinto e stimolato dagli amici.
    Nel vederla in quello stato d’animo, che sembrava di felicità e di malinconia, le ha chiesto il motivo. Ha ripetuto parola per parola quel che il satsanghi le aveva riferito e ha aggiunto che qualcosa in lei stava ribollendo con grande forza e voleva che lui (suo marito) l’accompagnasse quanto prima al villaggio 4 LM. In quel momento il marito sembrava sotto gli effetti dell’alcool e ha schernito la moglie e il suo forte desiderio. Le ha detto che non sentiva il bisogno di andare da nessuno, dato che il suo Guru era molto grande e clemente, e che lo avrebbe perdonato per tutti i suoi misfatti, gli avrebbe fatto attraversare l’oceano della vita. In ogni caso non aveva alcuna obiezione qualora lei avesse desiderato andare e, porgendole dei soldi, le ha chiesto di andare e di gratificare la propria aspirazione, di non preoccuparsi dei figli giacché lui se ne sarebbe preso cura e si sarebbe ubriacato oltre dopo la sua partenza.
    La signora ha trentadue anni e, in base alle abitudini locali, è insolito per le signore della sua età viaggiare in luoghi distanti e soprattutto con riferimento al Satsang. Infiammata da un desiderio fortissimo e impellente, si è fatta coraggio dopo aver cercato il sostegno e le benedizioni di Baba Ji e ha percorso tutto il tragitto; ha detto che era felice di essere arrivata da Lui. Ha precisato che non l’aveva visto prima, ma non appena lo ha avvicinato, ha visto l’amato Baba Ji nel suo volto e nella sua fronte. D’un tratto ha sentito che aveva raggiunto la persona giusta e il luogo giusto, si sentiva estremamente felice.
    Poi ha chiesto a Ladhu Ram Ji (Baba Ji ha cambiato il suo nome in Sadhu Ram) se quello che lei aveva visto, fosse corretto e se l’amato Baba Ji fosse veramente apparso in un corpo nuovo, con la sua forma e le sue sembianze.
    Sri Sadhu Ram Ji ha risposto: “Cara sorella, sta a te dire se quello che hai visto, è corretto o no. Per quel che mi riguarda, sono una persona molto povera che appartiene a una casta bassa, senza nessuna qualità o abilità a mio credito. Essendo pieno di peccati e misfatti, come può Baba Ji – che era ed è la personificazione di Sat Purush – apparire in una persona infima come me? Se lo hai visto in me, è stata la sua grazia e misericordia, e io non sono nessuno per parlarne. Tutto quello che posso dire è che il Satguru mi ha fatto praticare il Simran, esattamente nel modo in cui voleva. Mi ha aiutato a viaggiare dal Pind (il corpo fisico), ad And (corpo sottile), al Brahamand (corpo causale) e poi oltre, di stadio in stadio, passo dopo passo.
    Alfine, presomi nel suo grembo con grande compiacimento, è venuto a risiedere in me. Mi ha ordinato di aiutare quelle anime sincere che sono stufe dell’esistenza mondana e bramano contemplare Dio all’interno del corpo percorrendo questo Sentiero e tenendo testa con audacia agli alti e ai bassi della vita. Mi ha altresì ordinato di aiutare coloro che hanno problemi in meditazione. Sono un essere umano molto semplice e coi piedi sulla terra; il mio lavoro principale è di meditare e di far meditare coloro che vengono da me attribuendo alla meditazione la massima importanza”.
    La signora piangeva continuamente e ha detto che sentiva una grande attrazione verso di Lui, le sue parole sembravano dolcissime e cariche di significato; sentiva nell’intimo una felicità e un appagamento speciali e intensi. Voleva porre altre domande, ma Sadhu Ram le ha detto che, avendo fatto un lungo viaggio con molta ansietà, doveva mangiare, prendere del tè, riposare e poi avrebbero parlato più tardi. Le ha detto altresì che stava andando da qualche parte a lavorare e che sarebbe stato di ritorno dopo due ore.
    Sri Sadhu Ram Ji è tornato dopo circa tre ore e, interpellata quella signora e noi, le ha chiesto sorridendo: “Cara sorella, che altro vuoi chiedere?”.
    Di nuovo è scoppiata a piangere e ha detto che non sapeva come esprimere la propria gratitudine all’amato Baba Ji e a Lui per tutto l’amore e la grazia che le avevano elargito. Che cosa doveva fare in futuro?
    Sadhu Ram Ji ha risposto: “Sebbene Kal, il potere negativo, crei molta confusione e caos dopo la dipartita di un perfetto Maestro, la realtà e la verità non vengono mai meno anche se rimangono celate e velate per qualche tempo”, aggiungendo che ora lei si sentiva felice, soddisfatta e quindi avrebbe dovuto dedicare il massimo tempo alla meditazione poiché è il lavoro principale affidatoci dall’amato Satguru. Inoltre doveva serbare rispetto, apprezzamento, amore e benevolenza per tutti i fratelli della Via, indipendentemente dal loro punto di vista e da quanto questo potesse differire ampiamente dal suo. Infatti, se non facciamo così o se discutiamo o critichiamo qualche amato, il nostro Satguru non ci perdonerà.
    Ha aggiunto: “Tu non ti rendi conto di quanto ti abbia aiutato il Guru per arrivare alla verità. Non essendoci satsanghi vicino a te, il Satguru ha predisposto di mandare qualcuno al tuo villaggio per informarti. Pensi che l’amato che hai incontrato, sia salito sul bus sbagliato per conto suo? No, è stato un piano del Satguru. Inoltre, tuo marito non ti ha ostacolata sebbene fosse ubriaco e pensasse in modo diverso, ti ha lasciato andare con gioia assumendosi la responsabilità di vigilare i bambini. Tutte queste non sono questioni di poco conto, tuttavia il Satguru voleva che tu venissi e ti rendessi conto personalmente, e dunque ha predisposto ogni cosa. Non puoi ripagare il debito al Satguru, in nessun modo, eccetto che con la meditazione e obbedendo ai suoi ordini”.
    Poi la donna ha chiesto che cosa sarebbe accaduto a suo marito qualora non fosse venuto da Lui. Sadhu Ram Ji ha detto che lui era una buona anima, quantunque Kal lo stesse ingannando e a volte si ubriacasse e mangiasse carne. Deve trattarlo con amore e con persuasione; ogniqualvolta cucina cibo per lui o gli serve del cibo, o parla con lui, dovrebbe fare costantemente il Simran dato che questo lo aiuterà sicuramente a tralasciare l’alcool e la carne. Ha domandato se avesse dovuto persuaderlo a venire al 4 LM e Sadhu Ram Ji ha dichiarato: “No, quando vedrà che dedichi doppio tempo alla meditazione e ti comporti in un modo più gentile e umile, anche il suo cuore si intenerirà e tornerà in sé; ci vorrà del tempo. Anche se lui non cambia, non creare situazioni spiacevoli o disdicevoli, piuttosto trattalo con più amore e tolleranza; prega il Satguru per il suo benessere lasciando il resto nelle sue mani”.
    Quando la signora stava per partire, mi ha detto che non avrebbe mai potuto immaginare che la situazione potesse cambiare subito così velocemente e così meravigliosamente; questo mostrava come sono straordinarie le vie del Guru. Mi ha detto pure che era profondamente felice e paga, pregava affinché tutti quegli amati che soffrono come lei, saranno aiutati. Sadhu Ram Ji ha udito quelle parole e ha detto: “Baba Ji non è inconsapevole di quello che sta accadendo. Se ti ha aiutato così tanto, farà altrettanto anche con gli altri, ma la domanda è: quanto stiamo soffrendo per la brama e quanto dolore, carico di tormento e angoscia, serbiamo per la separazione dal Guru? Il Guru non aspetta un secondo quando il nostro desiderio è sincero e intenso”.
    Poi Sadhu Ram Ji ha chiesto al suo compagno di accompagnare la signora alla fermata dell’autobus con la motocicletta a circa quindici chilometri di distanza e le ha detto di comunicare il suo profondo rispetto e amore al marito e alla famiglia, di accertarsi che “tu non discuterai in alcun modo con tuo marito o con altri, né criticherai nessuno a questo riguardo in nessun caso”.
    L’intero episodio ha avuto un effetto profondo su ognuno di noi e abbiamo sentito profondamente di come l’amato Satguru, Sant Ajaib Singh Ji Maharaj, continui a vigilare ognuna delle sue anime nel modo migliore possibile, e tutto ciò operando con efficacia e senza farsi notare.

 

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